lunedì 12 dicembre 2011

Lo sapevo!

Una caratteristica degli idioti è quella di essere prevedibili. Mi chiedo: c'è qualcuno in Italia che per un solo istante abbia pensato che i parlamentari si sarebbero ridotti emolumenti e privilegi vari? Se c'è si faccia avanti e ne spieghi le motivazioni che così ci facciamo tutti quattro risate quattro.

Checchè ne dicano i presidenti delle camere con intenzione "ferma e vibrante" (come direbbe Crozza) e con sdegno misto ad indignazione, il fiume di danaro pubblico che unge i conti correnti di questi signori non si ridurrà mai. Nessuno fra coloro che siedono negli scranni parlamentari ha la benchè minima intenzione di rinunciare nemmeno ad un centesimo: ergo c'è da dedurre che parte del grande sacrificio che milioni di persone oneste stanno oggi sostenendo fisicamente sulle proprie spalle serve per garantire a questa gente di continuare a percepire un salario stratosferico per qualcosa che si fa molta fatica a chiamare "lavoro".

E pensare che ciò che si richiede è che il pizzo che paghiamo sia per lo meno in linea con quanto guadagnano in media  i loro colleghi europei. Non ci dimentichiamo poi delle regioni, dei tanti stipendi che l'erario paga ai trombati della politica che infestano tutte le cariche elettive. Tanti, tanti soldi. 

Mi chiedo con quale faccia questa gente poi si presenterà alle prossime elezioni: ci hanno rubato e ci stanno rubando l'esistenza e vogliono pure essere pagati profumatamente. Ma noi staremo tutti lì in fila davanti ai seggi a votarli come sempre. Tutto ancora molto prevedibile.

Altrettanto banale e prevedibile è l'atteggiamento a dir poco ridicolo del vaticano sulla questione dell'esenzione dell'ICI. Anche in questo caso la chiesa continua a comportarsi come una zavorra pesantissima che grava sulla società italiana. 

E' da notare come senza la benchè minima vergogna  il clero e i politici si aggrappino ai loro privilegi: senza vergogna... Insomma sembra di essere tornati indietro nel tempo, in un'epoca percedente alla Rivoluzione Francese. In Italia stanno in pratica cancellando più di 200 anni di storia... Incredibile. Semplicemente incredibile.

Tutta questa banale e noiosa prevedibilità è un autentico tripudio dell'idiozia umana.

La Casta si ribella ai tagli. I parlamentari: “guadagniamo già poco”

 Già centomila firme contro la Chiesa Ici/esente

venerdì 9 dicembre 2011

The Absolute Vacuum

I've never felt a sense of absolute vacuum like this since long time. Of course I'm not talking in physical  or philosophical terms but rather in political terms. I can feel a sense of vacuum above all in terms of public political participation both at domestic and european level.

Italian politics is in an actual condition of default and the incapability of the italian parties to act in the name of public interests is well evidenced firstly by the fact italian politics is the primary cause of the ethical, economic and social degrade of the italian society as a whole: in the same time it should be noted that italian politicians have been deligittimized by exogenous pressures because italian society showed a clear incapability to refuse such a system for the perverse links existing between these two components. It should be noted also that italian politicians still have the power to stop at parlamentary level any attempt directed to change or seriously restructure the italian economy and society.


This condition is clearly evidenced by several symptoms. The new prime minister, Mr Monti, is moving with a remarkable prudence: the economic measures adopted to cope with the present adverse financial and economic conditions do not essentially produce any harm to the "Lords of Politics". The system actually nourishing the present structure of political power in Italy has not been affected by these measures.
 
No political privileges and no vatican previleges have been touched; no serious hurdles to the black economy, to corruption or fiscal evasion have been adopted. The actions designed show a very general target in the hope that, within this "general target", also the big fishes can be rather automatically catched by the net. But when the net is too generic,i. e.  raising VAT levels or the prices of fuels, only those categories not provided with political protection will pay the final bill. The usual VIPs can stay safe. As usual. How it can be possible? Jsut because the italian parliament is doing the dirty job.


Mr Monti very hardly can adopt measures capable to erode political privileges or the vatican economic power just beacuse the parliament will impede it. In the italian parliament there's a sound transversal majority which will stop any attempt: the Vatican cannot be damaged, political privileges cannot be changed, fiscal evaders cannot be prosecuted. This parliament is expressed by these forces: how one can imagine that a thief will be arrested by himself?

The final bill of this prudence will be charged on the honest part of the italian society: we all maybe can do more sacrifices but is it worth of? Should I make more sacrifices to pay the politicians' wages????


Another sad issue is represented by Europe. Very few can understand clearly why Europe is facing such an istitutional tragedy and collapse. Very few can clearly understand why in a very short time the european structure, mission and goals should be revised. In this very complex discussion, european peoples are completely excluded. It's just a matter of experts and bureaucrats only interested to the reactions of the financial markets. But where is the human side of the issue? Where are the interests and the voices of the european peoples? Who is occupying the immense vacuum in politics?

Just thinking of this vacuum, it's not so surprising that some days ago, watching in TV some breaking news about the capture of a big boss of mafia we have seen a young girl that, without any shame in front of millions of people, when asked if she was happy about this capture, replied by a big "NNNOOOO!!!!"

Is it surprising?

Il Vuoto Assoluto

Non mi era capitato da molto tempo di provare una sensazione così "completa" di vuoto assoluto. Non parlo di filosofia o di fisica, ma di politica. Percepisco vuoto assoluto in termini di partecipazione politica e questo lo noto a livello nazionale ed europeo. 

La politica italiana di fatto si trova in una condizione di default e l'incapacità dei partiti italiani di agire nell'interesse pubblico è evidenziata dal fatto non solo di aver causato il dissesto etico, economico e sociale di questo sfortunatissimo Paese e di essere stata delegittimata da pressioni esogene perchè la società italiana non è stata in grado di rigettare e di rifiutare un simile stato di cose. A questo si deve aggiungere il fatto che la politica italiana è ancor oggi capace di impedire potenzialmente e fattivamente qualsiasi tentativo di rigenerazione e di cambiamento. 

Questa condizione è intuibile da diversi sintomi. Basta vedere con quanta prudenza in realtà si stia muovendo il Governo di Mr Monti. Le misure di austerità e di rigore che sono state adottate finora sono quelle, al di là delle affermazioni di facciata, che  i "signori della politica" possono tollerare perchè in sostanza non intaccano il sistema linfatico che alimenta l'intera impalcatura della politica stessa. Nessun privilegio della politica è stato messo in discussione, nessuna guarentigia alla Chiesa è stata cancellata, nessun intralcio è stato di fatto creato all'economia sommersa, all'evasione e alla corruzione. Sono state messe in campo misure che colpiscono in modo generalizzato tutti sperando di acchiappare in questa rete anche i "big": solo che le maglie di questa rete intrappolano principalmente le solite categorie non protette da ombrelli politici. I furbi continuano a dormire sonni più che tranquilli. perchè? Perchè ci pensa il Parlamento a difenderli.

Bisogna capire che Mr Monti non può di certo attaccare i privilegi della politica o il sistema di potere vaticano perchè verrebbe immediatamente stroncato in Parlamento dove esiste una solida  maggioranza trasversale che frenerà tutto: la Chiesa non si tocca, i privilegi dei parlamentari non si toccano, gli evasori non si toccano, ecc... perchè questo parlamento è espressione di queste categorie dello "spirito". Come si può pensare il ladro si mandi in galera da solo?

Il conto finale della troppa prudenza però ricade come sempre su tutti noi che, si badi, siamo anche ben lieti di fare sacrifici ma a quale scopo? Mi costringi alla fame per mantenere lo stipendio allucinante dei parlamentari o dei consiglieri regionali? Mi metti un'accisa sull'aria che respiro per garantire un superstipendio ai grandi manager pubblici?

E poi c'è l'Europa. Si sentono notizie allarmanti sul futuro dell'Europa, ma nessuno riesce a capire perchè ci sia questa aria da tragedia e perchè da un giorno all'altro tutto dovrebbe saltare per aria. Da tutta la discussione sul futuro dell'Europa i cittadini europei sono completamente tagliati fuori. C'è troppo potere nelle mani di esperti, specialisti e burocrati che cercano di fare solo gli interessi dei "mercati", ma in tutto questo gli uomini e le donne europee sono totalmente esclusi.

Cosa sta accadendo? La partecipazione democratica è andata definitvamente in pensione? Siamo diventati ormai meno di una serie di numeri o statistiche? Chi sta occupando il vuoto che si è creato?

E proprio pensando a questo vuoto che alla fine non ci si meraviglia nemmeno più di tanto se, guardando un servizio televisivo sull'arresto di un importante boss della camorra, assistiamo ad una ragazza che, senza pudore o vergogna davanti a milioni di spettatori, alla domanda se fosse contenta dell'arresto di questo pericoloso boss, risponde allegramente con un sonoro "NNNOOOOO!!!!".

Capito chi si sta dando da fare a colmare i vuoti?




lunedì 5 dicembre 2011

Le "Ditte" ovvero Mr Monti e i (ricchi) nullatenenti

Tempo fa in estate davanti al mare pieno di yacht e bi-trialberi al sole ho avuto una interessantissima conversazione con il mio occasionale vicino d'ombrellone. Dopo una serie di banali convenevoli e chiacchiere su questo e quello si è finiti con il parlare di cose un po' più personali come il lavoro, la famiglia, il tenore di vita. Io, essendo alla fin fine un dipendente pubblico, non ho potuto sciorinare un granchè: uno stipendio da ricercatore, niente lussi, niente eccessi.

Il mio interlocutore invece si è rivelato una fonte inesauribile di dettagli sul quel mondo di traffichini e trafficoni che popolano la nostra amatissima penisola. Alla fine è venuto fuori uno spaccato di italianità meritevole dell'approfondimento di un'equipe di antropologi. Francamente non so se il tizio in questione mi abbia raccontato un mucchio di balle; comunque mi sono sembrate molto verosimili.

Manager di una ditta di un qualcosa di non ben definito, legato al mondo del brokeraggio e della finanza,  dotato di grande fiuto per la speculazione ed il quattrino facile, capace di investire denaro invisibile sui mercati più disparati, il tizio viveva in un appartamento di gran lusso della capitale, passava le vacanze estive nelle sue varie residenze marine in Italia e all'estero e quelle invernali in una bella casa in montagna in una località esclusivissima. Inoltre era sbarcato da uno degli yacht ormeggiati davanti alla spiaggia: si spostava scegliendo fra vari SUV ed auto di lusso (delle quali si vantava di essere un collezionista) così come allo stesso modo adorava i Rolex che poteva cambiare al polso almeno una volta a settimana. Oltretutto, pur essendo sposato, frequentava e manteneva una ragazzina russa (di età imprecisata, ma doveva essere molto giovane) perchè, mi ha spiegato, "una moglie a 40 anni  serve solo per fare il brodo e comunque non te la puoi portare appresso quando devi fare affari perchè non ti fa fare una bella figura. Una giovanissima e biondissima top model è un must...".

Ha continuato a sciorinare una lunga teoria di roba, soldi, gadget elettronici, conoscenze ecc... ecc... di cui non faccio menzione per non annoiare lo sprovveduto lettore. Quello che preme sottolineare è stata la chiosa di tutto questo discorso e fiume di lusso stracafonal: nulla di tutto quello di cui mi aveva parlato era suo. Molte cose erano noleggiate o affittate altre intestate ad una valanga di ditte italiane e straniere. Era pieno di roba di lusso, ma non possedeva niente. Guadagnava un mare di soldi, ma risultava essere un perfetto nullatenente.

Agli occhi di un osservatore esterno risultava che il sottoscritto, alla guida del suo rottame di auto del 2001 abitante in una casa dignitosa, ma modesta, vestito alla bene e meglio, con un cellulare vecchissimo e con al polso l'orologio della comunione, ero un vero e proprio "possidente" al confronto del mio simpatico vicino di ombrellone che sguazzava nel lusso, ma che di fatto non possedeva niente. Da un punto di vista di visibilità reddituale, il ricco fra i due ero io.

Mi viene quindi in mente la manovra del Sig. Monti. C'è molto poco nei confronti di chi ha sempre fregato il fisco in Italia e quel poco che c'è mi sembra pura fantasia: non mi è chiaro come si farà a tassare aerei privati, auto di lusso e via discorrendo quando solo un imbecille in Italia ha intestato direttamente a sè roba del genere. Come si fa a far pagare di più a chi non ha mai pagato oppure risulta non possedere nulla?

Quando vediamo sfrecciare sulle nostre strade i mega-SUV o le auto di lusso, queste non sono pressochè mai intestate a chi le sta guidando: sono intestate alla "ditta". La furbata che tutti ci sentiamo dire è la seguente: "La mia BMW? Ovviamente è intestata alla ditta!", "La mia barca? Ovviamente è intestata alla ditta!", "Il tablet di mio figlio di 5 anni? Ovviamente è intestato alla ditta!".

In Italia ci sono due categorie di persone quindi: quelle che hanno una "ditta" a cui intestare anche il funerale della nonna e chi non possiede alcuna "ditta". La "ditta" è diventata il vero discrimine sociale in Italia: chi non ha una "ditta" come può fare?

L'introduzione della nuova ICI è giustificabile dato lo stato attuale delle cose, ma anche in questo caso la botta la pagherà chi ha voluto investire nel mattone i propri soldi mentre i furboni con le loro "ditte" continueranno a farla franca. Come sempre.

Certamente ci sono spese per le imprese che sono essenziali per il loro funzionamento, ma bisognerà prima o poi cominciare a fare un po' di luce nel tenebroso mondo delle "ditte"...


giovedì 1 dicembre 2011

The TV of the Idiots

I'm not very interested in TV. I watch just some movies I can interested in. Sometimes I zap from entertainment channel to channel and here I have noticed the presence of a long number of TV programmes focused on our real or perceived "incapabilities"

There's a lot of such programmes, mainly from USA or UK but with their italian versions, where an expert teaches somebody about cooking, choosing dresses, selling or buying a house, maintaining a small house garden.

In brief these programmes tell us that:
  • you are not good about cooking
  • you are not good about dressing yourself
  • you are not good about eating and for this reason you're getting fatter and fatter
  • you are not good about combing and having care of yourself
  • you are not good about raising your children
  • you are not good about buying or selling your house
  • you are not good about setting the table
  • you don't know the good manners
  • you are not good about having care of your dog or cat

etc. etc.

You are not good about anything...

Maybe it is true that in certain circumstances an expert's advice can be useful, but in general the final idea deriving from all this is that we, common people, are a heap of idiots or unable children. And our stupidity is the core of the show. Someone tells you are an idiot and you clap your hands...

Perhaps in some cases, this scenario is exaggerated but it should push us to reflect about our extreme weakness. Too many times we are really unable to make what in the past was an everyday occupation. For many people the only thing they can easily do is to buy a tablet, a phone or a SUV. But if you get married you ask for the help of a "wedding planner": if you have to organize a dinner at home you ask for the help of an "event manager", a wine and food expert and so on.

Is it really possible?

We are very good about stupid and no use things, but reproaching a child having a tantrum is a job for a specialized nanny who sweetly tells us how to peacefully live together as a happy family.

We are very good in buying electronic gadgets, but beyond this a lot of people cannot go further: they need the experts' help.

From the incapability emerging from the TV entertainment programmes to the incapability in the real world the space could be extremely narrow. And in Italy this incapability may reverberate also in the political dimension: we have been unable to select a skilled and honest political class and today we are governed by a government composed of individuals, surely skilled and professionally prepared, nobody of us has democratically elected.

Like in the above mentioned programmes, we need the experts' help to get us out of the troubles...

La TV degli incapaci

Non sono molto fissato con la TV. Guardo solo i film che mi possono interessare. La cosiddetta "TV generalista" poi non riesco proprio a digerirla. Scoficchio ogni tanto sui tanti canali di intrattenimento che affollano il satellitare e mi è capitato di notare la presenza di un gran numero di programmi che si incentrano sulle nostre vere o presunte "incapacità".

Ci sono infatti una marea di programmi, di origine americana ed inglese con le relative copie "made in Italy", dove il conduttore o la conduttrice esperta ti insegna a cucinare, scegliere i vestiti, comprare o vendere una casa,  mandare avanti un pezzetto di giardino. 

In pratica questi programmi ti dicono che:

  • non sai cucinare
  • non ti sai vestire
  • non sai mangiare ed ingrassi da fare schifo
  • non ti sai pettinare e curare la tua persona
  • non sai educare e tenere a bada i tuoi marmocchi isterici
  • non sai come comprare o vendere una casa
  • non sai apparecchiare una tavola
  • non conosci le buone maniere
  • non sai tenere il cane o il gatto
  • non sai mettere un geranio in un vaso
  • non sai tenere in ordine una casa
ecc... ecc...

Insomma, non sei capace di fare niente...

E' vero che in alcuni casi il consiglio di un esperto può essere di aiuto, ma in generale l'immagine che viene fuori di noi poveri mortali è che siamo una massa di deficienti incapaci. E questa nostra deficienza da incapaci fa pure spettacolo. Ti dicono che sei un incapace e tu lì a battere le mani dalla gioia.

Forse in alcuni casi si esagera un po', ma fa riflettere la condizione di estrema debolezza e vulnerabilità della nostra società. Non siamo più capaci di fare nulla di ciò che un tempo costituiva le mansioni più ordinarie della vita quotidiana. Molte persone l'unica cosa che sanno fare è comprare un tablet, un cellulare o un SUV. Ma se ti devi sposare devi chiamare un "wedding planner" o se devi fare una cena con degli amici ti rivolgi al "event manager" e al catering. Ma stiamo scherzando?

Sulle frescacce siamo tutti bravissimi, ma a dare due scapaccioni ad un bambino che fa dei capricci nessuno sembra più capace: ci vuole una Tata che insegni a tutta la famiglia come convivere sotto uno stesso tetto. 

A comprare gadget elettronici la gente è sveglissima ma oltre molti non sanno più andare se non c'è qualcuno che li prende per mano e li aiuta...

Insomma dall'incapacità che emerge dall'intrattenimento e dal mondo televisivo alla incapacità reale nella vita vera il passo è breve. E mi viene da pensare che questa incapacità si evidenzia anche in politica visto che non siamo stati capaci di selezionare una classe politica e dirigente dotata di un minimo di capacità e di onestà: oggi siamo governati da figure, certamente di altissima professionalità e serietà, ma che non ha votato e scelto nessuno di noi. Come nei programmi di cui sopra, abbiamo bisogno degli esperti per tirarci fuori dai guai...

venerdì 25 novembre 2011

25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Questo è più che altro un promemoria: oggi è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ricordiamo un crimine indcente che rende indecente la nostra società: ed in particolare intendo ricordare le vittime di questo crimine indecente. Tutte le vittime: quelle che denunciano e quelle che tacciono e che non dovrebbero essere costrette a tacere.

venerdì 18 novembre 2011

The new Italian Government. How many expectations. Maybe too many...

After years of governments composed of dwarfs, dancers, showgirls, servants and clowns, here is a new italian government composed of serious men and women. Maybe we are no longer used in Italy to see this kind of people above all setting in the highest political and administrative roles showing a rather normal  professional and technical expertise. Too obvious, but too strange in Italy where the wrong people occupy every critical knot in the politica landscape. This new government thus makes we wonder...


The governmental programme itself causes a sort of strange wondering being composed of words and concepts rather unusual in Italy in these recent times: investments in education, legality, law, respect of the rules...


It seems to be suddenly awaken from a dream (for some) or a nightmare (for others): after many days of worrying news from the media, now we are waiting for Mr Monti. "He surely will save us. This new government is the beginning of a new era, a resurrection..."


This new government is now therefore facing a great responsibility because accompanied by great expectations. Maybe too many and too great expectations. We have to see what Mr Monti will concretely do above all in terms of seriousness, reliability and rigour in the effective political action and course. A reconstruction of the idea of "public interest" in a very broad sense and implementation sphere, is, in my opinion, the mayor challenge this government has today to cope with. All the rest will follow consequently.


It is important in the same time to overcome the idea that Mr Monti will do the miracle. This messianic approach, rather shared among the italian public opinion, is worrying me above all when expressed by the politicians. Hey Sirs: where have you been? What have you done?


Unfortunately in Italy very easily people tend to look at the "Man of the Destiny" above all as a tool to hide its own irresponsibility. Italian history, from the barbarian invasions to the Fascism and Mr Berlusconi himself, is characterized by this sad feature: someone else will do it...


This peculiar political phase should represent an opportunity to re-think, outline, design and implement a new vision and a renewed course for the Italian society as a whole. Surely many measures from above will be necessary, but we can do a lot from "below". We cannot wait again for someone else who will make the "dirty job" instead of us. Our recent political history clearly shows how wrong this foolish idea can be...

"Mò ci pensa Monti". Quante aspettative. Forse troppe...

Dopo anni di governi fatti da ballerine, nani, servi, dipendenti, cialtroni, buffoni, arrivisti, incapaci, veline, guitti, e Trimalcioni ecco che spunta il governo dei "serissimi".  Quasi non eravamo più abituati a vedere occupare questi ruoli di alta gestione amministrativa da parte di figure che possono mostrare una certa normale profesionalità. Una cosa di per sè ovvia e banale, ma di questi tempi, dove le persone sbagliate occupano ed infestano tutto, suscita quasi un sentimento meraviglia.

Lo stesso programma di governo è sorprendentemente ovvio: si rimane magicamente attoniti di fronte a concetti e parole che non sentivamo più da anni...

Sembra di essersi svegliati da un sogno (per alcuni) o un incubo (per altri): i media ci hanno talmente bombardato di notizie allarmanti che un po' tutti abbiamo aspettato la nascita di questo governo come l'alba di un nuovo giorno, una resurrezione, l'avvento di un Messia che venga finalmente a salvarci e a tirarci fuori dai guai.

Insomma, il governo Monti viene alla luce con una responsabilità ed un fardello notevole: quello cioè generato da aspettative altissime da parte dell'opinione pubblica. Tante aspettative: forse anche troppe. Bisognerà vedere  cosa questo governo sarà capace di fare soprattutto in termini di serietà d'azione. Anche su questo versante non siamo più molto abitutati: abbiamo assistito a ministri ed ad un primo ministro che si davano molto da fare, ma non nell'interesse pubblico. Vedere il contrario fa molto strano...

Ricostruire il senso del "pubblico" o del "noi" questa è secondo me la nmaggiore sfida di questo Governo: il resto è tutto consequenziale.
Bisogna però guardarsi da un atteggiamento di tipo messianico che francamente mi ha sempre preoccupato e mi preoccupa tuttora. L'idea che "mò ci pensa Monti" mi lascia perplesso, soprattuto se a dirlo sono dei politici sia di maggioranza  che di opposizione. Ma signori miei! E fino adesso dove eravate? Cosa stavate facendo? Che forse tutto il casino che è scoppiato in Italia in questi mesi ci è piovuto addosso per caso come una meteorite?

L'Italia purtroppo è la terra dove molto facilmente la gente, a causa anche di un discreto deficit democratico, guarda agli uomini del destino cui spesso delegare la propria irresponsabilità. Perfino la Chiesa, agli albori della sua ascesa politica, guardava ai barbari pur di farsi liberare dai Romani e fare i propri affari in pace con degli ingenui. E poi abbiamo aspettato i francesi, gli spagnoli, gli austriaci: sempre degli "altri". E poi il fascismo.

In Italia non ci si rimbocca le maniche e non ci si dà da fare: ci deve sempre pensare qualcun altro. E questo governo Monti mi pare che non faccia eccezione: "mò ci pensa Monti". Vabbè, ma poi? Ci sarà un poi?

Visto il resettamento generale della situazione, bisogna che in Italia si ritorni una buona volta a darsi da fare.  E' vero che serviranno misure urgenti che pioveranno dall'alto per risanare ad esempio la spesa pubblica, ma vogliamo una volta tanto fare qualcosa anche dal basso e cominciare a pensare al futuro e magari iniziare a costruirlo? Vogliamo cominciare, approfittando di questa "pausa tecnica", a liberarci da tanti nodi e ricatti che legano tantissime persone ad una classe politica che ha dimostrato di essere solo becera, avida ed incapace?

Vogliamo cominciare a progettare finalmente una società decente per il prossimo futuro? O aspettiamo che arrivi magari un altro venditore di spazzole e lasciare che ci pensi ancora lui?


mercoledì 9 novembre 2011

Un futuro denso di incognite....

Dopo i fatti di ieri, si è aperta in Italia una strana condizione di crisi di governo. come sempre tutto questo avviene nella massima confusione in modo tale da gettare ancora più fumo e caos non solo negli occhi dei fantomatici investitori, ma di tutti i cittadini onesti che ancora si ostinano a tirare avanti la carretta di questo sfortunatissimo lembo di terra. 

L'irresponsabilità "pura" portata a forma di governo (e a grandi passi anche a forma di Stato) e stili di gestione criminale della cosa pubblica non solo ha generato la voragine del debito pubblico che oggi ci sta presentando un salatissimo conto (e che anche un imbecille avrebbe potuto prevedere), ma ha anche distrutto le possibilità di elaborare un progetto di uscita da questa crisi. Anni di politica criminale in primo luogo hanno portato alla gestione della cosa pubblica persone, nella migliore delle ipotesi, del tutto incapaci e incompetenti. La presenza di partiti politici più simili a comitati di affari riuniti intorno a dei veri e propri capibastone e, a scalare, capi corrente, ha allontanato dalla passione e dal dibattito politico quelle risorse umane ed intellettuali-intellettive di cui oggi avremmo urgentemente bisogno. Una mandria di asini e vacche incapaci, corrotti/e e voraci, ma accondiscendenti e fedeli, oggi sono chiamati a gestire una fase politica di cui non sono assolutamente all'altezza apparendo del tutto inadeguati alla necessità del momento storico in cui ci troviamo. 

Peggio del peggio, questa classe che pomposamente si fa chiamare dirigente e politica (ma che è interessata solo a dirigere i propri interessi a danno della collettività) ha coltivato un'opinione pubblica inerte, apatica, ignorante e spaventosamente egoistica capace solo di pensare ai propri affari più immediati. All'interno di un circolo perverso e rigorosamente orientato verso il basso-peggio, alimentato dalla distruzione sistematica e scientifica della scuola e di tutto ciò che può anche lontanamente puzzare di "servizio pubblico", questa opinione pubblica è vittima di questa congrega di criminali inetti in cui fondamentalmente si specchia e si riconosce.

Si parla di elezioni anticipate. Chi ha anche minimamente bazzicato un qualsiasi partito politico sa che al suo interno quelli che contano sono quelli che "preventivamente" portano voti. Si dice sempre che Tizio va candidato e messo "in alto" perchè porta un sacco di voti. Anche se è un mascalzone, anche se è uno che ha fatto loschi affari, magari invischiato con Cosa Nostra, pluri-indagato, un deficiente, un corrotto ecc... ecc.. va candidato perchè porta un sacco di voti. E' vero che le elezioni le vincono quelli che sono più votati, ma questa storia dei pacchetti preconfezionati di voti mi ha sempre lasciato perplesso. E questo perchè dietro questi  pacchetti ci sono delle persone che obbediscono ad ordini precisi: le dicono di votare tizio e lo votano senza discutere. E queste persone sono fra noi. Questo fa veramente paura delle elezioni nostrane. E questa è una zavorra pesantissima che impedisce la costruzione di un qualsiasi tipo di futuro.

E allora, stando così le cose, cosa ci dobbiamo aspettare per il prossimo futuro? Un governo di "larghe intese"? Un governo di salvezza nazionale? Elezioni anticipate? Con questa splendida legge elettorale poi? Dei tonni che si atteggiano a Delfini (come se le cariche pubbliche fossero ereditarie)? Una fiume di topi che corre da un partito all'altro nel tentativo di abbandonare la nave e di dire "io non c'entro"?

Tutto questo è solo chiacchiere e giochi di prestigio perchè senza un cambiamento profondo, un cambiamento "umano", ci ritroveremo solo a subire il blabla dei soliti "noti" ispirati all'idiozia, al dolo e all'incapacità di sempre. Ma per prima cosa dobbiamo cambiare noi: dobbiamo cominciare a pensare ad un "noi" i cui identificarci. Dobbiamo smetterla di pensare alla comunità come ad una somma di "io": dobbiamo smetterla di essere parte di un pacchetto di voti.

Dobbiamo riprenderci la "nostra" politica senza possibilmente delegarla a nessuno.

C'è sempre l'esempio di "Occupy Wall Street"...


lunedì 7 novembre 2011

The Banality of Stupidity

Just last week, a terrible flood invested the Liguria Region in northern Italy causing about 10 victims. At that time I wrote a post in this blog evidencing that the main causes of this catastrophe are to be found in the mis-management of the territory, the speculations, the incapability of local and national authorities and institutions in designing, planning and implementing adequate strategies for land and rivers management.

While writing that post, I received the news from the weather reports about hard rains for the next week. So I deliberately decided not to write anything in this blog, leaving in evidence that post: this was just an experiment.

As expected new floods have hit Liguria in particular Genoa: everything was quite predictable, but now we have to count  4 victims more.

That's the experiment's result: without writing anything, a post written one week before (and in theory out-to-date), has become automatically a timely comment (up-to-date). This is to say that Italy (I have renamed it "The Land of Chaos") is so easily predictable above all for the stupidity of its politicians and local adminsitrators. In theory I could leave this comment  as well till the end of this winter-the beginning of the next spring to always provide this blog with a timely comment about natural disasters. The banality of stupidity.

 To do this, it is not necessary to be a magician. Everyone in Italy perfectly knows that all the regions in the Land of Chaos are so devastated that just a little shower may provoke a disaster with a large number of potential victims.


The lack of any kind of territorial planning, the myopia in land managiement ,the anarchy in constructions and in building, leaving entire areas in the hands of speculators, unskilled and unable local and national administrators maybe created a small richness in the short run, but a catastrophe in the long run.


In TV nobody talks about the real causes of these disasters which cannot be ascribed only to Nature. The main responsibilities still remain in the criminal behaviours of politicians who have the duty to foster local and national well-being. But when, under their responsibility, rivers become sewers, woods and forests are cancelled, waste are disposed without controls, everyone feels the liberty to build everywhere and in any way he/she likes without permissions and controls, in brief when everything is done with no rules, all this is just a time bomb under the bottom of the people living in that area. It's just a matter of chance and time.

We have also terrible problems about earthquakes prevention and the case of the areas near the Vesuvius where at least 400.000 people live... Another examples of the banality of stupidity.


La banalità dell'idiozia

Sono perfettamente consapevole del fatto che questo blog ha pochi lettori. Tuttavia mi rivolgo ora a quei pochi: non so se avete notato ma per circa una settimana non ho scritto alcun post. In pratica ho lasciato per alcuni giorni, come ultimo post e quindi in evidenza, alcuni miei commenti sulla catastrofe delle pioggie verificatesi in Liguria. Tutto questo l'ho fatto deliberatamente perchè mentre scrivevo quel post, i meteorologi stavano annunciando che di lì ad una settimana avrebbe ripiovuto e di conseguenza ci sarebbe stata una nuova allerta meteo sulla Liguria in particolare su Genova. 

Puntualmente si è verificato quanto previsto da una settimana: forti piogge, esondazioni, fiumi di fango... 

In pratica senza bisogno di scrivere nulla, un post vecchio di una settimana è diventato automaticamente di attualità. Questo per dire che la Terra del Caos è talmente prevedibile, per la stupidità dei suoi politici ed amministratori, che a questo punto basta scrivere un commento sulle inondazioni e sulle piogge all'inizio di ottobre per essere sempre puntuali praticamente per tutto l'inverno. 

Questo evidenzia la banalità dell'idiozia (non solo la mia quindi) che connota la nostra quotidianità. E' vero che ci sono state delle piogge eccezionali, ma anche un bambino sa perfettamente che tutti i territori della Terra del Caos sono stati talmente martoriati, saccheggiati e devastati che basta un po' di vento, due gocce di pioggia, una bella grandinata per provocare allagamenti, frane, smottamenti e chi più ne ha più ne metta. Il problema è che alla fine dobbiamo contare anche le vittime... 

Con la furbizia non si va molto lontano: la mancanza di qualsiasi forma di pianificazione territoriale, la miopia più assoluta con cui si è gestito e si gestisce il territorio, i condoni, l'aver lasciato intere regioni nelle mani degli speculatori, dei palazzinari e degli uffici tecnici locali incompetenti e corrotti hanno creato una ricchezza illusoria nel brevissimo periodo, ma la catastrofe per il futuro. 

Nessuno si chiede perchè la pioggia ha causato tutto questo: qualche sprovveduto continua a sostenere che dipenda dall'acutizzatrsi dei fenomeni naturali. Ma le responsabilità maggiori sono sempre nell'incapacità e nel dolo di chi amministra il territorio. Il disboscamento dei monti e delle colline (anticipato sempre dal diradamento cretino), l'aver trasformato i torrenti in fogne a cielo aperto, la speculazione edilizia, le discariche e l'interramento dei rifiuti, tutto questo è una miccia accesa sotto il sedere di chi vive in quelle aree. E' solo questione di tempo. 

Per non parlare poi della prevenzione dei terremoti o la catastrofica condizione delle aree prossime al Vesuvio. Tutto questo è veramente banale, pericolosamente banale...


venerdì 28 ottobre 2011

Piove nella Terra del Caos

Piove e vengono giù le case, paesi interi, montagne che franano, torrenti che straripano. Ogni volta che si addensano delle nuvole, in Italia, Nord-Centro-Sud, la mente va subito al rischio di una catastrofe. Quando tira un po' di vento e magari ci sono due gocce di pioggia ci si prepara a contare le possibile vittime. Cose da matti. Cose semplicemente da matti.

Se non fosse per il fatto che ci sono stati dei morti, che intere comunità sono state travolte e stravolte e che molte famiglie hanno perso la casa, ci sarebbe da ridere e da piangere insieme per la rabbia. Non è possibile, non è immaginabile: la cosa cretina è stare sempre ad affrontare il solito medesimo problema senza risolverlo mai. Tipico del "Made in Italy". Improvvisare, tirare a campare, lasciare correre...

Abbiamo una classe politica e dirigente (di qualsiasi schieramento, alleanza, aggregazione, formazione partitica) che chiaramente ci invita a farci gli affaracci nostri a patto che noi tutti consentiamo a questi signori di farsi gli affari loro. Su questo patto perverso si fonda la sopravvivenza di questo sistema di inganni e truffe chiamato pomposamente "Repubblica Italiana", ma che altro non è che la "Terra del Caos". Ma alla fine lo scotto lo pagano sempre i soliti. "Facciamoci solo gli affari nostri: di tutto il resto chi se ne frega": questo è tutto. Ma quando si parla di territorio non è pensabile farsi solo gli affari propri, perchè ogni sfregio che affibbiamo al territorio, in nome della speculazione edilizia, del diradamento dei boschi, della gestione senza logica dei luoghi, in breve in nome degli "affari nostri" ci torna puntalmente indietro come un boomerang con tanto di interessi. La terra non è qualcosa che si lascia violentare impunemente: nemmeno da dei furboni come gli italiani. 

Quando mi guardo intorno nelle campagne devastate dalle villette o nelle città deturpate da orrori edilizi, quando vedo la illogicità delle strade, la mancanza di spazi verdi , marciapiedi o di piste ciclabili, penso che tutto questo sia l'immagine più  evidente di una politica (e di politici) semplicemente criminali o (nella migliore delle ipotesi) incompetenti. E questi criminali agiscono liberamente ed impunemente grazie al fatto che gli abitanti stessi li hanno votati e li hanno scelti. Non sono mai stati puniti, ma semplicemente e coninuamente rieletti. Mi rendi invivibile il luogo dove vivo ed io ti premio pure. Mi tagli tutti i boschi sulla montagna che sovrasta il paese ed io ti rieleggo. Mi trasformi i fossi ed i torrenti in fogne ed io ti vengo anche a chiedere qualche favore. Perchè gli abitanti di un qualsiasi paesino dell'Olanda, della Germani,a della Francia, della Danimarca, devono vivere infinitamente meglio di noi? Perchè ci accontentiamo sempre di questa mediocrità, di questo schifo, di questa politica di bassissimo profilo umano? Perchè permettiamo alla "politica con la pappagorgia" di rendere i luoghi dove viviamo e la nostra stessa vita quotidiana una porcheria?

Siamo in una gabbia mentale molto pericolosa: il peggio è che nessuno sembra avere la benchè minima intenzione di uscire da questa prigione. Ci va bene così...
 
Il dissesto è quindi un grandissimo businees: non solo fai quello che ti pare, ma poi magari scattano le emergenze con le deroghe, la protezione civile ed i soldoni. Ma chi ci protegge dalla protezione civile? Ora che poi i comuni non hanno più un quattrino, le catastrofi sono una benedizione del cielo! A questo siamo arrivati...

L'Italia è così mal ridotta che alla fine dobbiamo sperare in una serie di colossali catastrofi naturali che demoliscano tutte le ferite che abbiamo apportato alle nostre terre, al nostro patrimonio naturale-ambientale e a quello culturale-artistico-archeologico: villettopoli, quartieri orribili, strade inutili, ponti e viadotti osceni, aree industriali raccapriccianti con file e file di capannoni vuoti, discariche abusive e rifiuti buttati ovunque... Speriamo che uno tsunami o un terremoto spazzino via tutto per far cessare questa lenta agonia e poter ricominciare tutto daccapo...

Bisogna cominciare a pensare alla demolizione dello schifo che si è accumulato in questi decenni e progettare la ricostruzione con "criterio ed intelligenza" (risorse sempre più scarse ahimè): uno schifo che poi continua ad accumularsi senza sosta. Non solo è brutto da vedere, ma questo schifo offende il paesaggio e mette a repentaglio l'assetto strutturale del territorio e di conseguenza le nostre stesse vite. 

Visto che poi siamo in tempi di crisi, invece di pensare stupidamente che l'edilizia senza regole possa rilanciare la crescita economica, bisognerebbe immaginare una grande strategia per creare business dalla demolizione, ri-progettazione e ri-costruzione dei paesaggi, dei borghi e delle città orribili che decenni di politica corrotta ed incompetente ci hanno lasciato in eredità.

Il restauro del territorio ci darebbe paesaggi più belli: e magari non dovremo più contare le vittime del primo temporale autunnale...

venerdì 21 ottobre 2011

The Weakness of Political Power

The Muammar Gaddafi's death has left me quite confused. There's something making me doubtful and I cannot explain why. Maybe it depends on the fact that just few months ago Gaddafi has been warmly welcomed by the italian government with great honor (sometimes also with a smarmy deference): just few months ago his tent was set up in Rome and a long cue of politicians as well as young ladies (for few coins) were waiting there just to talk with him.

Passing in a very short time from this to the videos and snapshots of his body covered with blood and riddeld with bullets is leaving me quite thoughtful...

There are many things to think about. First of all the Muammar Gaddafi's death is a warning on the vacuity of political power in all its expressions and declinations. Surely Gaddafi was a violent dictator who with violence has tried to suppress the waves of opposition to his regime. But any politician, even in a democratic or pseudo-democratic system, should think about the weakness of the foundations on which the political power is based above all in case of corrupted, dishonest, ethically questionable figures.  

When a politician (as well as anyone else) loses his/her own simplicity, openness, transparency, honor, sense of shame and dignity he/her develops a sense of arrogance which, when everything goes well, drives you over the top. But the higher you go, the worst will be the fall when the things are going bad. There's a great difference between falling from a single step and falling from an entire flight of stairs.



Moreover, I have a very bad taste in my mouth about the usual horrible spectacle the italian government is deserving to us at international level. The servile behaviour held in welcoming Gaddafi when recently in Italy was a shame at that time and it's still a shame now with the Gaddafi's death. In my opinion many italian politicians should shut up to avoid further awkward spectacles. When I watch in TV their interviews where they speak about the positive role of Italy in supporting the great changes in Libya is something ridiculous and silly. This people probably hope that italians have a very bad memory: maybe there are right because too many people are every day poorly or bad informed.

This is thus an occasion to repeat that there's Another Italy surely better than the italian political class...



La Fragilità del Potere

La morte di Gheddafi devo dire che mi ha lasciato un po' perplesso. C'è qualcosa che mi lascia interdetto e che non so spiegare bene. Forse dipende dal fatto che questo personaggio è stato in tempi recentissimi dal nostro governo trattato con tutti gli onori (in alcuni casi anche con una deferenza viscida): pochi mesi fa la sua tenda era piantata a Roma ed un numero consistente di signorine (espressione della mejo gioventù di questi anni luridi) stava lì che, per pochi spiccioli, faceva la fila fuori dal suo accampamento romano per ascoltare una sua lezione. 

Passare in un brevissimo lasso di tempo da tutto questo alle immagini del suo volto e del suo corpo impregnato di sangue e crivellato i colpi, non può che lasciare senza parole. 

Fa riflettere innanzitutto la totale vacuità del potere in tutte le sue forme e declinazioni. Nel caso di Gheddafi certamente c'è la figura di un dittatore violento che con altrettanta violenza ha cercato di soffocare nel sangue l'ondata di opposizione al suo regime. Ma qualsiasi uomo politico, anche di un regime democratico o pseudo tale, dovrebbe riflettere sulla fragilità delle basi su cui si fonda il potere politico soprattutto nel caso di figure non limpide, eticamente discutibili, corrotte, colluse con poteri oscuri o con la criminalità. 

Quando si perde la semplicità, la schiettezza, l'onore, il senso della vergogna e la dignità si sviluppa un senso di arroganza che, quando le cose vanno per il verso giusto, ti fanno sentire sul tetto del mondo. Ma più ci si spinge in alto, o si crede di essere così in alto, più rovinosa e catastrofica sarà la caduta. Un conto è cadere da un gradino, un altro è rotolare giù per un'intera rampa di scale... 



Altra cosa su cui riflettere è la solita figura da voltagabbana e parafieni ipocriti che questo governo ci costringe a fare. L'atteggiamento servile riservato a Gheddafi all'epoca non ha fatto onore ai nostri politici ed ora, con la morte dello stesso Gheddafi, questo servilismo sporca ancora di più una coscienza zozzissima. La politica italiana ora dovrebbe solo tacere per evitare ulteriori imbarazzanti figuracce. Vederli ora in TV o sentirli nelle interviste pontificare sul ruolo dell'Italia e sul "ve lo avevo detto...", "la giusta fine di un dittatore..." è tra il ridicolo, il demenziale e l'osceno. Questi signori certamente contano sulla memoria cortissima di gran parte dei nostri concittadini che, già scarsamente o malamente informati, sono pronti ad ingoiare tutto ed annuire costantemente con la testa (come in cagnolini che un tempo si mettevano sui pianali delle auto...)
 
C'è un'Italia però che è di gran lunga migliore della sua classe politica e dirigente, dei suoi partiti e dei suoi dignitari di corte: un'Italia che non merita tutto questo... E non si può rimanere sempre indifferenti....



martedì 18 ottobre 2011

Vox Populi

Se i politici camminano per strada (al di là di cortei e manifestazioni varie) ecco quello che può accadere: Vox Populi...


mercoledì 12 ottobre 2011

United for Global Change

"United for Global Change" is something more than a slogan: it has become an urgent need. In particular in this period we everyday are suffering the effects of the ethical, economic, social, environmental and political decline over the whole planet.

 It is important to evidence the strong interrelations among different situations and events which involve different dimensions, realities and places. Everithing has often the same cause and basic source because all this is connected to an unique culture of robbery and pillage towards the environment and the mankind: this culture has infected all the aspects of our life.

The environmental catastrophe in New Zealand is another evidence of the negative consequences  on the environment of the dictatorship of the economy of oil: despite of great technological potentials, we are not able to overcome the pressures of the oil industry. Everyday we receive new kinds of mobile phones or tablets but our technology is not enough to support a diffused use of sustainable equipments in the energy sector. Economic and financial elites continue in producing huge richness for few beneficiaries damaging the whole planet and mankind.

But even in the italian politics we are coping with such mechanisms. The recent breakdown of the italian government highlights how the common interest of the italian society (presently facing a severe economic crisis) is not worth focusing adequate attention by the same government: this crisis has been amplified by a political unwillingness and incapability in these politicians interested only in defending their interests and in avoiding the rule of the Law.

We urgently need a great change. For this reason I enclose the info about the meeting in Rome next Saturday (Oct. 15th) for a great manifestation of the italian "indignados"



United for Global Change

"Uniti per il Cambiamento Globale" non è solo uno slogan: è diventata un'urgente necessità. E questo è particolarmente vero in questo periodo dato che vediamo gli effetti del degrado etico, economico, ambientale e sociale dell'intero pianeta scorrerci costantemente davanti agli occhi.

Bisogna infatti comprendere le forti interconnessioni fra situazioni ed avvenimenti che toccano dimensioni diverse e che avvengono in realtà diverse. Tutto infatti è collegato. Tutto è collegato ad una cultura economica di rapina e di saccheggio ambientale ed umano che stanno contaminando tutti gli aspetti della vita. Della nostra vita. 

Il disastro ambientale che sta devastando ampie aree del Pacifico nella Nuova Zelanda è l'ennesima conferma  delle conseguenze nefaste sul'ambiente dell'economia del petrolio: su questo fronte non ci si riesce, nonostante i grandi progressi tecnologici, a sganciarci  dalle pressioni delle lobbies dell'industria chimica. Ogni giorno l'industria ci rifila un nuovo tipo di telefonino o di tablet, ma non riusciamo a disporre di tecnologie sostenibili diffuse sul fronte energetico. La pressione della speculazione economica e finanziaria è talmente forte che la ricchezza enorme di pochi si produce a danno dell'intera umanità. 

Ma anche nel piccolo della realtà italiana vediamo come agiscono gli stessi meccanismi. L'attuale corto-circuito del governo è l'ulteriore prova di come gli interessi della società italiana, alle prese con una grave crisi economica, contino infinitamente meno degli interessi di poche lobbies e gruppi di potere: questa crisi, sicuramente di livello globale, è stata acuita dall'incapacità, imperizia, dolo e indifferenza criminale di un'intera classe politica il cui unico fine è quello di perpetrare all'infinito la propria esistenza in vita danneggiando l'intera società.

Abbiamo urgente bisogno di un grande, grandissimo cambiamento. Per questo riporto la notizia dell'appuntamento a Roma sabato 15 ottobre, alle ore 14, in piazza della Repubblica, per dare corpo a un grande corteo di “indignati”, che raggiungerà Piazza San Giovanni.



lunedì 10 ottobre 2011

giovedì 6 ottobre 2011

Less Finance, More Jobs

First of all I would like to apologize myself for the word pun in this post' title. Yet  this word pun gives me the occasion to make some considerations.

 First of all, this is one of the more cited slogans in the streets of America in these days: thousands of people are protesting in the streets against the economy of financial speculators and managers producing huge richness on the people, workers', communities' skin. How can we tolerate, also here in Italy, that someone can become rich making the rest of the society poor? Is it normal that big corporations are increasing their profits after continuing cuts in the workforce? Is it normal?

I believe that this is the key-topic of the issue and I support these men and women protesting in these days. And if America is moving, maybe we can have something to learn also in Italy where apathy, injustice and inequality are ruling.




We are thus talking about jobs. And it gives me the occasion to remember Steve Jobs who recently  died. I don't know if Mr Jobs was good or bad but I'd like to think about the story of his life. Many times I wonder: can we imagine a man like Mr Jobs in Italy?

I've to say "no". A person with great talent, as Mr Jobs surely was, has no possibility to emerge in Italy where we are sinking in the mediocrity. Italian society is based on know who rather than know how: there is great mistrust towards innovators, who has spirit of initiative, who tries to change. With this mentality and the politicians we currently have, we in Italy usually choke individuals like Mr Jobs in the crib.

Nobody of us is surely like Mr Jobs (let alone myself) but how many people are suffering in Italy this feeling of continuing frustration? How many people feel this repression of their creativity and sense of initiative? How many people with good ideas, skills, expertize have been excluded and bypassed by an idiot? How many people have no opportunity to demonstrate their ability and skills? Has this society any trust and interest in you?

Someone told me that Mr Jobs was an excellent businessman. That's good. But everyday in Italy we have in front of us a typical example of the italian businessman: he doesn't invent or make anything, he only deceives other people. And he founds his fortune on deceiving people. This is the opposite of Mr Jobs' spirit: and it explains many things...
 

Meno finanza più posti di lavoro

Il titolo di questo post in realtà nasconde un piccolo gioco di parole perchè in inglese suonerebbe così "less finance, more jobs". Da questo giochino di parole qualche considerazione può effettivamente venire fuori.

In primo luogo questo è uno degli slogan attualmente più gridati in America: migliaia di persone stanno scendendo in piazza per opporsi all'economia degli speculatori e dei manager che producono ricchezze enormi per pochi sulla pelle dei lavoratori, delle famiglie, delle comunità. Come si può ancora tollerare che si possa creare ricchezza impoverendo settori interi di una società? E' normale che le grandi corporations vedano aumentare i loro profitti a fronte di tagli continui nel personale? E' normale tutto questo?

Questo è il nodo della questione ed è questo che questi uomini e donne americani stanno contestando. E se l'America si muove può darsi che qualche lezione importante possa venire anche per una terra completamente apatica come l'Italia dove la diseguaglianza e l'ingiustiza la fanno da padrona.





E visto che si parla di "jobs" non posso fare a meno di citare la figura di Steve Jobs recentemente scomparso. Non so dire se è stato un genio, una persona buona o cattiva: quello che mi fa riflettere è la sua storia. Mi sono tante volte chiesto e me lo chiedo a maggior ragione adesso: potrebbe essere immaginable una figura come Jobs in Italia?
Io direi di no. Una persona di grande talento come era sicuramente Steve Jobs, non ha alcuna possibilità di emergere in questo Paese soffocatodalla mediocrità. Non siamo una società fondata sulla conoscenza (know how), ma sulle "conoscenze" (know who); c'è grande diffidenza per chi innova, per chi si muove, per chi ha spirito di iniziativa: tutto questo è sempre visto come una pericolosa "fuga in avanti". Con questa mentalità, questa classe dirigente, questa classe politica, noi in Italia gli Steve Jobs purtroppo li soffochiamo nella culla.

Nessuno di noi magari è uno Steve Jobs e non voglio tanto meno parlare di me, ma quanti di voi, più o meno giovani, soffrono per questa frustrazione continua, per le porte sbattute in faccia in ogni occasione, per l'entusiasmo soffocato o lo spirito di iniziativa represso? Quante volte vi è capitato di avere buone idee, voglia di fare, entusiamo, competenza e puntualmente siete stati rimessi in riga o messi da una parte magari per far posto al cretino di turno (incapace, ma innocuo) o non vi hanno mai dato nemmeno l'opportunità di dimostrare quanto valete? Vi sembra che questa società, questa politica creda in qualche in modo in voi?


Mi è stato anche detto che Steve Jobs aveva un gran fiuto per gli affari. Bene, dico io. Ma  tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi esempi molto ecletanti del modello di imprenditore "all'italiana": non inventa nulla, si limita ad ingannare. Niente di più lontano dello spirito di Jobs... E poi tutto si spiega.


mercoledì 5 ottobre 2011

The Closedown

I've always discussed in this blog about the narrow-mindedness and blindness in the Italian society: this condition is translated often into incapability in imagining a future, in leaving space to talents, in innovating, in designing and planning forms of sustainable changes. This blindness implies always a sad and mere management of a "present time" according to the philosophy of improvisation, hoping in a miracle and "things will go better by their own".

 In these recent days I've noticed that this blindness is accompanied by a dramatic closing down in many economic, business and productive activities. While walking in the center of the city where I live I have seen a remarkable number of closed shops. Probably this is an effect of the VAT increase (21%) which  rather obviously doesn't support economic activities. Families have very little to spend now and moreover the increase in prices are considerably more significant than the mere VAT increase. This is an economic short circuit.


These two facets of the medal are complementary because this closing down involves mainly a large sector of the electorate supporting the present prime minister and his government. Blindness produces closures. Relying on a mere present survival in politics produces closures in economy. Blocking creativity and the spirit of initiative initially produces economic closures: then social failures and exclusion.

In the meantime the "small economy" is dying. Above all young people have to cope with a situation where all the possibilities to find a job opportunity are "closing down".

La Chiusura (e non solo mentale...)

Ho sempre rimproverato su questo blog il grave problema della chiusura mentale che in generale attanaglia tante comunità del nostro scalogantissimo Paese: ciò si traduce in incapacità di immaginare il futuro, lasciare spazio ai talenti, innovare, progettare e gestire il cambiamento. La chiusura mentale comporta sempre una penosa gestione del presente secondo la logica dell'improvvisazione, dello sperare in un miracolo o che le cose si "aggiustino da sole". 

Quello che noto in questi giorni più recenti è che a fianco di questa chiusura mentale sta emergendo un altro tipo di chiusura: quella delle attività produttive e commerciali.

Passeggiando per le vie del capoluogo della mia provincia (ancora esistono 'ste benedette provincie!) ho notato nel centro un numero considerevole di negozi e di attività chiuse. Mai prima d'ora avevo visto una cose del genere. Del resto la bizzarra idea di aumentare l'IVA non ha certamente funzionato come volano per lo sviluppo di nuove attività ed il rafforzamento delle esistenti. Semplicemente le famiglie hanno sempre meno soldi da spendere. E considerando che, come avevo già scritto, gli aumenti sono stati di gran lunga maggiori rispetto all'aumento effettivo dell'IVA, questo corto-circuito economico era fin troppo facile da prevedere. Oltrettutto una volta aumentata l'IVA al 21% scordiamoci l'arrivo nel futuro di un messia che la riporterà indietro. Impensabile.

Insomma i negozi chiudono ed in quelli rimasti aperti i clienti sono pochi. Una sberla per una considerevole fetta di quell'elettorato che aveva a gran voce sostenuto l'attuale premier e la sua maggioranza. Ecco quindi che la chiusura mentale si materializza nella chiusura ad esempio dei negozi del centro-città. E' quindi incredibile poter toccare con mano tutte le conseguenze di queste diverse forme di "chiusura".

La piccola economia intanto sta agonizzando come non mai. Soprattutto per i giovani si stanno chiudendo le ultime porte per potersi inventare un mestiere.

venerdì 30 settembre 2011

1.210.466 volte "Basta"!

Non posso che ricevere con un piacere quasi sadico la notizia della raccolta di 1.210.466 firme per il referendum per l'abolizione del Porcellum.

E' vero, è solo il primo passo verso un processo di abolizione di questa indecente legge elettorale: però la nostra moderna classe politica dovrebbe drizzare le orecchie. E' questo infatti un primo, forse piccolo segno, di quanto lontani siano questi signori dalla realtà della società italiana che, con questa raccolta di firme, ha ancora una volta fatto sentire la sua voce. 

I referendum insomma hanno ripreso a funzionare grazie anche,  e forse soprattutto, all'indecenza della politica italiana che ha raggiunto livelli tali da smuovere le coscienze di molte persone che magari per anni avevano scelto l'apatia ed il silenzio. 

Sapevamo di avere dei politici che non ci rappresentano affatto: ora abbiamo la conferma.


mercoledì 28 settembre 2011

Come siamo amministrati male...

Tutti siamo presi dal vergognoso spettacolo della politica nazionale: braghe calate, corruzione, tangenti a destra e sinistra, zoccole, sospetto di ingerenza della criminalità organizzata, incompetenza di ministri.... Per certi aspetti ci stiamo abituando a questa misera umanità di bassissimo profilo e questo è di per sè un fatto molto grave. Diciamo che viene considerato tutto questo come qualcosa di "dato": cioè viene considerato "normale" che in parlamento possa sedere un corrotto, un idiota, una prostituta, un mafioso, un incapace... Vabbè: che ci vuoi fare?

Questa discarica umana ci distoglie dalla politica "piccola", quella delle amminsitrazioni locali, e dalla sua efficienza/inefficienza. Non parlo ovviamente della grandi aree metropolitane perchè di fatto funzionano come una realtà di scala "macro" ovvero con le logiche di tipo "quasi-nazionale". Sono anche certo che ci sono tanti bravissimi sindaci, consiglieri, assessori, che si arrabbattano come possono senza risorse, senza mezzi e senza considerazione da parte di alcuno. Il problema dei tagli ai comuni è risaputo. Ma non è di questo che voglio parlare così come non voglio parlare della questione dei piccoli-medi comuni con infliltrazioni mafiose.. 


Quello che voglio mettere in evidenza è la fin troppo frequente incapacità e scadente qualità degli amminsitratori locali di tanti piccoli centri e borghi della nostra sciagurata penisola. Premesso che la spina dorsale dell'Italia è costituita da medi, piccoli e piccolissimi centri, basta gardare il paesaggio rurale di tanti territori per mettersi le mani nei capelli. Eh sì, perchè la qualità del paesaggio è un primo indicatore della qualità di chi amministra o ha amministrato quella terra. 

Quello che noto è che invece di apportare valore aggiunto alle iniziative locali, alla fine troppo spesso molte capacità collettive o attività territoriali non solo non vengono riconosciute ma vengono addirittura  ostacolate. Noto tante risorse e potenzialità locali, che potrebbero agire da volano per lo sviluppo locale, che invece continuano a rimanere spesso inutilizzate, sottoutilizzate, malgestite o devastate.


Il tutto viene aggravato dalla prevalenza della competizione sul senso di collaborazione , dell' individualismo sull’aggregazione. E’ un problema pertanto di mentalità e di cultura: ancora non abbiamo compreso che non si può più agire secondo il criterio “ognuno per conto suo”, ma si deve ricominciare a pensare in termini di un “noi” partecipativo, sopratuttto in questo periodo di sfascio politico ed economico. 

Di tutto questo c'è poca alfabetizzazione negli amministratori locali: questa cultura istituzionale è spesso assente o molto scarsa.  I piccoli Comuni non si devono quindi solo limitare alla "gestione ordinaria" del territorio, ma lavorare anche su questo versante per il quale non servono soldi, ma buona volontà ed un minimo di sensibilità. Ma al momento continuo a non vedere nè l'una nè l'altra...
 



mercoledì 21 settembre 2011

Un'Italia da Serie B

Il declassamento dell'Italia da un punto di vista di affidabilità economica e finanziaria ha suscitato e suscita tuttora molta impressione e timori. In realtà questo declassamento non è altro che la punticina microscopica di un gigantesco iceberg. L'unica cosa che tiene ancora in piedi questa classe politica indecente che ci ritroviamo è il fatto che, a fronte di società di rating che operano a livello internazionale sui mercati finanziari, non esistono altrettante società di rating in ambito politico ed etico.

Se esitessero, o almeno godessero di altrettanta influenza ed autorevolezza, sicuramente ci appiopperebbero un bel B-. Qui non è questione di essere influenzati dai media o da gossip politico. Anche un cretino cerebroleso ha oggi perfettamente il polso della situazione: siamo a livelli di squallore, incapacità ed indegnità mai conosciuti in passato. La chiesa colpevolmente tace. 

Le finte-bionde e i cafoni perennemente abbronzati in SUV continuano imperterriti ad applaudire tutto questo spettacolo da film horror. La Confindustria, che ha contribuito a creare e ha sempre sostenuto questa aberrazione politica innominabile, ora, con un'inversione ad U in perfetto "Italian Style" passa alla fase dello "scaricamento" e dell'uscita laterale...

L'affondamento dell'Italia sotto il profilo finanziario è quindi solo l'aspetto più appariscente (direi quasi un efffetto collaterale) dell'affondamento di un'intera classe politica e dirigente che trascina con sè tutta la società nel suo degrado totale. Non abbiamo una classe politica alternativa, collocata a debita distanza dal malaffare-clientelismo-corruzione, che possa prendere in mano la situazione.

Non c'è. E per questo, il ventaglio delle preoccupazioni e dei rischi in realtà è molto più ampio di quanto si creda.

martedì 20 settembre 2011

Cancelliamoli il prima possibile!

Guardate questo delirio. Fermiamoli prima che ci trascinino con loro...


Escort, l'intervista di Terry De Nicolò

Che fare?

Ho letto questo articolo di Flores d'Arcais su MicroMega. Ovviamente non posso che concordare: soprattutto per quello che riguarda la ramificazione di questo virus di gestione della cosa pubblica a tutti i livelli delle istituzioni. Penso però che la propagazione di questo male si ben più profonda e diffusa di quanto creda l'autore.

Intendo dire che ampi strati della società italiana sono complici di questo sistema al pari dei sodali politici degli attuali ras di regime e dell'informazione. Piccoli e grandi evasori, la criminalità organizzata (che beneficierà notevolmente della catastrofe verso cui stiamo precipitando) e la chiesa cattolica (che è complice di questa immoralità diffusa), forniscono una sorta di lubrificante (mi sia consentito il termine in questi anni di pornopolitica) che agevolano notevolmente la penetrazione del marciume in tutti i gangli della nostra società.

Ci sono alcune condizioni aggravanti che non mi fanno essere per niente ottimista. Qualcuno sostiene che bisogna fermare questo governo. Bene, ma mi sembra che questo governo (governo: una parola molto grossa) sia già fermo da tempo. Non esiste, e forse non è mai esistita, una vera politica di governo per la scuola, la sanità, la sicurezza, l'energia, l'ambiente, la ricerca, l'assistenza sociale: come giustamente scrive Flores d'Arcais non si è nè governato nè mal-governato: hanno semplicemente munto le risorse pubbliche (che sono di tutti) in tutte le forme (risorse economiche, ambientali, umane, culturali, socieli, ecc...) di questo iellatissimo Paese e se le sono semplicemente portate via nell'indifferenza generale. Eh sì, perchè mentre questo avveniva, ed avviene tuttora, gran parte dell'opinione pubblica ha di fatto perso "la propria opinione" delegando l'atto del "pensare" ad altri preferendo l'ipnosi televisa ed il consumismo cretino dei centri commerciali, dei SUV, delle barche, delle settimane bianche e degli happy hour. In effetti sembra di essere dentro un classico film da cine-panettone: come da copione (governativo) siamo diventati tutti un colossale bluff. Grazie a questo lavaggio del cervello siamo diventati (quasi tutti) dei cirlatani e venditori di fumo: gli uomini che corrono dietro le baldracche del momento e le donne che eleggono il "finto biondo" ad etica assoluta...

Il dramma è che solo un illuso può credere che allontanato berlusconi e la sua corte di dipendenti si possa risolvere il quadro complessivo: siamo privi di un'alternativa credibile. L'Italia attualmente non dispone di forze politiche alternative credibili: e la cronaca recente non ha fatto altro che far emergere la punta di un iceberg. E tutti sappiamo che non c'è un solo partito politco presente nel parlamento italiano che sia del tutto immune da questo stile cancrenoso della gestione della cosa pubblica. Nessuno...

Il rinnovamento e la salvezza di questa scalognatissima penisola può quindi provenire solo dal "basso": da donne ed uomini, da famiglie e comunità che non hanno nulla a che vedere con questo "lurido presente". Serve. diciamo così, una specie di effetto "Zedda".

Tutto il resto è una pia, inutile e colpevole illusione....

Che fare allora?

domenica 18 settembre 2011

La mega-furbata dell'IVA

Come era facilmente prevedibile sono subito scattati gli aumenti di tutti i prodotti e servizi a seguito dell'aumento dell'IVA. L'aumento era pressochè ovvio: meno ovvio è il suo ammontare. Sì perchè, come ai bei tempi dell'introduzione dell'Euro, in Italia ogni variazione dei prezzi, soprattutto se ex officio, vuole dire la possibilità di realizzare delle vere e proprie furbate e speculazioni come ad esempio aumentare i prezzi in misura molto maggiore di quello che dovrebbe normalmente avvenire.

Se quindi i prezzi avrebbero dovuto aumentare supponiamo di 10 molto spesso questo aumento è di 20, 50, 80. Tanto chi si mette lì a verificare il reale ammontare dell'aumento? Come sempre quindi, in periodi di difficoltà, gli sciacalli si mettono subito all'opera anche perchè i controlli sono pressochè nulli e tutti lo sanno. E a pagare sono sempre i soliti fessi strangolati dal lavoro dipendente e dal reddito fisso. Farsi dare una ricevuta adesso è un miraggio: manco a pensarci! Tanto ti dicono: "di questi tempi non conviene a nessuno. Tanto pagare le tasse solo a fare ingrassare i politici!"

Insomma all'orizzonte ci sono i soliti ignoti che guadagneranno e molto da questo periodo di stretta: meglio dire che è una stratta per alcuni mentre per altri la pacchia continua anzi aumenta.

Quindi prima di comprare qualsiasi cosa, contiamo fino a dieci e vediamo se si tratta di qualcosa di veramente utile ed indispensabile: altrimenti, lasciamo perdere. Smettiamo di comprare come dei cretini e cerchiamo di far inceppare questo ingranaggio perverso: una specie di sciopero dello shopping. Voi aumentate e io non compro più niente... vediamo se alla fine si mettono in testa di fare guerra all'evasione fiscale e allo sperprero di denaro da parte dei politici e dei loro sodali.

L'economia quindi va completamente fuori controllo, in tutti i sensi. E mentre questo accade siamo tutti ipnotizzati dalle solite braghe calate del momento. Cose molto gravi e sgradevoli: niente da dire. Ma sono molto sospette: come al solito siamo distratti da queste cose (sia pur gravi ripeto) e non ci accorgiamo del baratro che ci troviamo davanti. Mi sembra come sempre una strategia molto televisiva: buttarla sempre sugli scandali quando le cose vanno male.

Il paradosso è poi che tutti questi scandali non provocano indignazione, ma la solita invidia da parte di tanti uomini e donne. E' un'assurdità di cui non mi do pace. In un Paese normale di fronte a tanto sterco sarebbe montata una reazione morale forte, magari anche sull'onda di uno straccio di spirito religioso. Qui nulla: la chiesa cattolica tutto sommato approva (chi tace acconsente) e un primo ministro di moralità tutt'altro che specchiata continua ad essere l'diolo ideale della tipica finta-bionda italiana che si rispetti e del cafone superabbronzato sul suo SUV...

E poi ci meravigliamo che nulla cambi.

I referendum per l'abrogazione della legge elettorale sono spariti. Dove sono finiti? perchè non se ne parla più? Strano. Non sarà che neanche ai promotori conviene alla fin fine cambiare il Porcellum?

mercoledì 14 settembre 2011

Denunciate il soldato Ratzinger

Il Papa e tre "pezzi grossi" del Vaticano (i cardinali Bertone, Sodano e Levada) sono stati denunciati alla Corte penale internazionale dell'Aja da un'associazione di vittime dei preti pedofili per crimini contro l'umanita'. La denuncia è motivata dal fatto che il Vaticano avrebbe tollerato abusi e molestie su minori in tutto il mondo e protetto i responsabili.

Non voglio entrare nel merito dell'opportunità o meno di una simile denuncia, però rimane il fatto che il problema della pedofilia all'interno della Chiesa è un tema che deve essere sempre ricordato anche perchè la Chiesa stessa sembra fare poco o nulla (a parte benevoli rimbrotti da parte del papa) a riguardo.Parliamone ogni volta possibile, visto che i media tendono a mettere sottaceto queste questioni...

Certo che se la Corte dell'Aja prendesse in seria considerazione questa denuncia ci troveremmo di fronte ad un caso quanto meno interessante penalmente e moralmente. Viste le caratteristiche degli imputati, soprattutto l'aspetto etico (quello penale però non è di secondaria importanza) risulta di particolare interesse perchè ciò vorrebbe dire confermare la scomparsa definitiva di quel senso di santità che la chiesa cristiano-cattolica pretende di possedere ma che da molto tempo è andato perduto (se mai c'è stato...).

Pedofilia, giochi troppo spregiudicati con la finanza, accordi sotto banco con la politica corrotta e marcia:
una chiesa senza dignità, morale ed onore.

Figuriamoci poi ci se il vaticano pagherà mai l'ICI viste queste premesse...

venerdì 9 settembre 2011

I sistemi locali e l'occupazione

Sono giorni difficilissimi per l'economia nazionale. Lo sanno tutti. Il peggio è che le prospettive di lavoro future (soprattutto per le donne ed i giovani) sono veramente negative. Eh sì perchè le vittime primarie della sciaguratissima politica economica che questo Paese ha protato avanti in questi ultimi decenni sono sempre loro: le donne ed i giovani.

Quando tagliano le risorse per lo Stato Sociale in particolare tutto il peso di questi tagli finisce sulle donne. Tagliano i fondi alla sanità, all'assistenza agli anziani o all'infanzia o alla scuola? Tanto ci pensano le donne che "devono" rimanere a casa. Anche per la Chiesa cattolica è un sollievo: le donne devono rimanere a casa perchè le "scostumate" che lavorano sono la causa principale delle separazioni e dei divorzi. Quante volte ho dovuto sentire queste baggianate!

Non destinare risorse alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo vuol dire tagliare le gambe alle generazioni future: i giovani non hanno competenze, non hanno prospettive, non hanno una minima base culturale e di pensiero per sviluppare delle competenze professionali.

I privilegi dei signori della politica (così sensibili alle tentazioni del "Dio Quatrino") vengono quindi pagati in toto dalle donne e dai giovani. Se nessuno si incavola vuol dire che va bene così...

In questi tempi quindi così oscuri, ha attirato la mia attenzione un interessante report (in inglese) apparso sul sito dell'Union of Concerned Scientist. Tratta della capacità potenziale dei sistemi agro-alimentari locali di creare occupazione e sviluppo. Mi sembra un tema certamente da approfondire e da esaminare perchè in particolare in Italia deteniamo grandissimi bacini di risorse e competenze territoriali che andrebbero appropriatamente utilizzate per creare sviluppo e posti di lavoro.

Il documento è visionabile in questo link.

mercoledì 7 settembre 2011

Verso il Crack: IVA compresa

Siamo al capolinea: decenni di sprechi, degrado politco e sociale stanno portando oggi il conto. E non è colpa dei mercati finanziari. E' certamente colpa di una classe politica e dirigente corrotta ed incapace che ha prodotto forze di governo e di opposizione completamente prive della volontà e della possibilità di gestire i processi sociali, politici ed economici della globalizzazione e del declino del potere degli Stati.
Con tutti questi soldi avremmo dovuto avere scuole modernissime, ospedali super efficienti, una rete di infrastrutture moderne. Invece è tutto il contrario. A cosa sono serviti i soldi allora? Il debito pubblico italiano è servito solo e soltato per finanziare il sistema di controllo politico feudale di una classe dirigente scadentissima.

Ma è una classe politica che ci siamo scelti noi: o forse non abbiamo mai avuto il coraggio di opporci a questo sistema che ha eletto l'assenza di dignità e vergogna come criterio base per la gestione della politica. La corruzione in tutti i livelli e formazioni politiche è arrivata dopo.

Oggi, con un mondo in completo stravolgimento, l'Italia si ritrova con formazioni politiche ed uomini politici più adatti a vivere in realtà più simili a quelle precedenti la Rivoluzione Francese che la contemporaneità. Abbiamo una classe politica ottocentesca che deve gestire la crisi attuale.

Beninteso: il governo in carica ha le sue colpe. Ma l'opposizione continua a non esistere. E questa inesistenza si manifesta con la mancanza di idee, programmi, uomini e donne realmente capaci di rappresentare le istanze più elementari della nostra sventurata società. Insomma in Italia non c'è veramente niente e nessuno che ci dia un minimo di speranza per il futuro. E questa la peggiore disgrazia che si possa immaginare...

E allora facciamo i conti con le trovate politiche per rimettere in sesto il bilancio nazionale: la più bella di tutte è certamente l'aumento dell'IVA. Cosa probabilemte accadrà? Crollo dei consumi, esplosione dell'evasione fiscale, piccoli vantaggi immediati per lo Stato e una fuga di risorse nel medio-periodo.

Però non c'è traccia di un minimo taglio di spesa per la politica. Geniale. Semplicemente geniale...