mercoledì 28 settembre 2011

Come siamo amministrati male...

Tutti siamo presi dal vergognoso spettacolo della politica nazionale: braghe calate, corruzione, tangenti a destra e sinistra, zoccole, sospetto di ingerenza della criminalità organizzata, incompetenza di ministri.... Per certi aspetti ci stiamo abituando a questa misera umanità di bassissimo profilo e questo è di per sè un fatto molto grave. Diciamo che viene considerato tutto questo come qualcosa di "dato": cioè viene considerato "normale" che in parlamento possa sedere un corrotto, un idiota, una prostituta, un mafioso, un incapace... Vabbè: che ci vuoi fare?

Questa discarica umana ci distoglie dalla politica "piccola", quella delle amminsitrazioni locali, e dalla sua efficienza/inefficienza. Non parlo ovviamente della grandi aree metropolitane perchè di fatto funzionano come una realtà di scala "macro" ovvero con le logiche di tipo "quasi-nazionale". Sono anche certo che ci sono tanti bravissimi sindaci, consiglieri, assessori, che si arrabbattano come possono senza risorse, senza mezzi e senza considerazione da parte di alcuno. Il problema dei tagli ai comuni è risaputo. Ma non è di questo che voglio parlare così come non voglio parlare della questione dei piccoli-medi comuni con infliltrazioni mafiose.. 


Quello che voglio mettere in evidenza è la fin troppo frequente incapacità e scadente qualità degli amminsitratori locali di tanti piccoli centri e borghi della nostra sciagurata penisola. Premesso che la spina dorsale dell'Italia è costituita da medi, piccoli e piccolissimi centri, basta gardare il paesaggio rurale di tanti territori per mettersi le mani nei capelli. Eh sì, perchè la qualità del paesaggio è un primo indicatore della qualità di chi amministra o ha amministrato quella terra. 

Quello che noto è che invece di apportare valore aggiunto alle iniziative locali, alla fine troppo spesso molte capacità collettive o attività territoriali non solo non vengono riconosciute ma vengono addirittura  ostacolate. Noto tante risorse e potenzialità locali, che potrebbero agire da volano per lo sviluppo locale, che invece continuano a rimanere spesso inutilizzate, sottoutilizzate, malgestite o devastate.


Il tutto viene aggravato dalla prevalenza della competizione sul senso di collaborazione , dell' individualismo sull’aggregazione. E’ un problema pertanto di mentalità e di cultura: ancora non abbiamo compreso che non si può più agire secondo il criterio “ognuno per conto suo”, ma si deve ricominciare a pensare in termini di un “noi” partecipativo, sopratuttto in questo periodo di sfascio politico ed economico. 

Di tutto questo c'è poca alfabetizzazione negli amministratori locali: questa cultura istituzionale è spesso assente o molto scarsa.  I piccoli Comuni non si devono quindi solo limitare alla "gestione ordinaria" del territorio, ma lavorare anche su questo versante per il quale non servono soldi, ma buona volontà ed un minimo di sensibilità. Ma al momento continuo a non vedere nè l'una nè l'altra...
 



2 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

scusa per questo commento fuori tema, ma c’è un problema di urgenza che interessa tutti i blog
Comunicazione
Sulle rettifiche in blog e multe ho inserito questa lettera che passo
Cordiali saluti
http://www.lacrisi2009.com/2011/09/rettifiche-in-questo-blog-gia-fatto.html

Sara Sanviti ha detto...

Verissimo.
In questo periodo è in corso la formulazione dei progetti europei PISUS (piani integrati per lo sviluppo urbano sostenibile): si tratta di misure atte a riqualificare i centri urbani, per favorire l'economia urbana, ovviamente in rapporto col territorio circostante. Invece, i comuni più grandi pensano solo ad abbellire se stessi, senza coinvolgere i comuni confinanti, come invece sarebbe previsto dal bando.
Tra un po' cominceremo a vedere anche fisicamente gli "strappi", su questo territorio semplicemente conteso a destra e a sinistra e all'interno delle stesse destra e sinistra. Speriamo presto, giusto per accorciarci un po' questa agonia...