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martedì 25 settembre 2018

Le catastrofi silenziose

Ci sono alcuni eventi della storia che accadono all'improvviso, anche se magari preceduti da una serie di situazioni di crisi più o meno latente: sono eventi che di solito implicano forti choc nell'opinione pubblica che, proprio per questa condizione di crisi improvvisa, solitamente tende a reagire, a manifestare e a opporsi dove necessario. E' il caso ad esempio delle grandi crisi e rivoluzioni del '900 o lo stesso 68. Ci sono segnali nell'aria di qualcosa che sta per esplodere: e infatti prima o poi la situazione esplode.

Ci sono poi delle catastrofi che si sviluppano piano, con una lentezza quasi impercettibile: la loro lentezza nel progredire fa sì che non si riesca nemmeno a percepire ciò che sta accadendo o la china che si è imboccata. Questo lento logorìo fa sì che nonostante ci siano i germi di una catastrofe incipiente e fondamentalmente evidente, tutto appare ancora come normale a causa di una forma di assuefazione ed anestesia sociale. Queste sono le catastrofi più pericolose.

E' quello che sta accadendo in questi ultimi decenni. L'intera umanità ha imboccato una strada senza uscita verso un baratro immane sotto il profilo ambientale, energetico, sociale, politico, economico e finanziario, ma tutto questo avviene, nonostante le notizie che quotidianamente ci arrivano sul cambiamento climatico, sulle migrazioni dovute alla miseria, all'esaurimento progressivo delle fonti energetiche convenzionali, all'erosione dell'etica pubblica e delle istituzioni, in un modo lentissimo e appena percettibile ai più. 

L'assuefazione rende questi segnali di catastrofe silenti e l'opinione pubblica incorpora questi segnali di catastrofe nella propria quotidianità senza opporvisi in alcun modo fondamentalmente perchè non li percepisce come tali.  Nessuno si indigna, nessuno si oppone, nessuno scende in piazza perchè non se ne vede il motivo reale. Anzi si attribuisce più potere proprio a coloro che intendono spingere sull'accelleratore verso il baratro perchè appiaono come i garanti dello status quo. L'opinione pubblica non vuole cambiare e i tanti negazionisti ambientali e i demolitori delle istituzioni democratiche fanno leva proprio su questa condizione di anestesia collettiva per accusare gli avversari per l'appunto di "catastrofismo". Quindi, a parte qualche gesto sporadico, isolato ed insignificante, continuiamo a fare come abbiamo sempre fatto.

Qualcuno è anche arrivato ad auspicare che questi segni silenziosi e latenti di catastrofe possano finalmente diventare espliciti in modo tale da scuotere l'opinione pubblica: una serie di catastrofi "emancipanti". Francamente preferirei non arrivare a tanto anche perchè almeno personalmente che stiamo correndo all'impazzata su un treno senza guidatore lungo un binario morto mi sembra già piuttosto evidente. 
 

giovedì 9 giugno 2011

La Scala Mercalli

Non parlo di terremoti, ma di Luca Mercalli

Sono sempre stato un grande ammiratore ed estimatore di Luca Mercalli, fondamentalmente per un motivo: è un uomo che parla chiaro, nitido, in modo semplice e limpido. Le sue idee sono sempre di una chiarezza incontrovertibile: sia che parli di ambiente che di clima è sempre lineare. Mai luoghi comuni, mai frasi fatte, ma idiomi specialistici. Se vogliamo essere consapevoli dobbiamo primariamente frantumare i muri della specializzazione creati dagli esperti e dai manager: dobbiamo capire per essere informati.

Una società di ignoranti anacoluti è una società facilmente manipolabile: uomini e donne come Luca Mercalli, mi sembra, lavorano per creare questa consapevolezza e questa coscienza.

Segnalo pertanto questo bellissimo articolo apparso su MicroMega come sintesi del suo recente libro. Non ho nulla da aggiungere perchè mi trovo a sottoscrivere praticamente tutto quello che Mercalli evidenzia in questo estratto. Conto di comprare a breve anche il suo libro.

Amen.

venerdì 3 dicembre 2010

Emergenza Arsenico

Nel paese dove vivo, come in molti altri della provincia di Viterbo, è scoppiata "l'emergenza arsenico". In pratica a seguito del rigetto da parte della la Commissione dell’ennesima deroga molti Comuni si sono trovati con l'acqua potabile fuori norma: dal 2001 infatti è previsto un tenore di arsenico massimo di 10 microgrammi/litro, rispetto ai 50 microgrammi/litro precedenti.

Adesso tutti litigano invece di rimboccarsi le mani tentando di fare il solito scaricabarile: la cosa che sconcerta è che le comunità non sono mai state informate della realtà della situazione, mancano ancora oggi le informazioni su come stiano adesso le cose e cosa si intende fare per rimediare ad una situazione che doveva essere già risolta da parecchi anni.

Il problema ovviamente non riguarda solo l'Alto Lazio: sono molte le regioni interessate dal la questione arsenico.

A tale proposito segnalo questi due documenti quantomeno per cominciare a capire qualcosa.

Parere scientifico sull'arsenico negli alimenti dell'EFSA

Un milione di italiani bevono acqua con troppo arsenico. L'Europa dice stop, il ministero tace, i cittadini ignorati

mercoledì 26 maggio 2010

Crisi e Giustizia

Se qualcuno pensa che ci troviamo di fronte ad una mera crisi economica (sia pure indubbiamente grave e con severi toni recessivi) o è in malafede o è un ingenuo. In realtà oggi abbiamo a che fare con la crisi profonda di un sistema e dei suoi valori di riferimento che si manifesta con tre emergenze interconnesse ed interdipendenti: quella ambientale, quella sociale e quella economica. Pensare che siano tre emergenze distinte e che conseguentemente possano essere affrontate distintamente è oggi una delle scelte più catastrofiche che si possano immaginare. Esse sono infatti le facce della stessa medaglia che denunciano chiaramente come un modo di pensare e di vedere e concepire la realtà sia arrivato al suo logico capolinea.

Per tutte e tre queste emergenze il tratto comune è costituito dal fatto di essere la logica conseguenza dello sradicamento totale dalla realtà della dimensione "finanza" e delle relative speculazioni: questa dimensione è talmente fuori controllo da provocare non solo continue catastrofi (ambientali, sociali, economiche), ma da impedire di fatto l'individuazione di rimedi efficaci a queste emergenze piegando alle sue esigenze anche la ricerca scientifica e la formazione scolastica.

Con la crisi del 2008 avrebbero dovuto essere imposte delle regole: invece niente. E con i soldi pubblici immessi nel sistema per salvare le banche, i manager hanno ricominciato a speculare alla faccia dei cittadini e dei Governi.

Una finanza senza regole e senza scrupoli ha come unico obiettivo quello di produrre quattrini a qualunque costo, nel senso più ampio del termine: non c'è rispetto per le risorse della Terra (emergenza ambiente), non c'è rispetto per le persone e le famiglie (emergenza sociale), non c'è rispetto per i settori produttivi reali (emergenza economica).

Queste emergenze sono sintomi di una grave carenza di "giustizia". Se una classe politica inefficiente, corrotta ed incapace continua a consentire ai manager di fare ciò che vogliono (con i soldi ed il lavoro altrui) si genereranno ed amplificheranno drammatiche ingiustizie in primo luogo sociali perchè i "politicamente deboli" saranno sempre chiamati a pagare il conto dei "politicamente forti" e dei furbi. Inoltre, quando l'unica variabile che conta sono i soldi, secondo i dettami della finanza, allora chi non potrà pagare non avrà diritto nemmeno ad avere l'aria pulita o acqua da bere o comunque ad un ambiente ecologicamente sano: e questo vale per nazioni intere come per i singoli individui. In breve la privatizzazione dell'ambiente e delle sue risorse è stata realizzata da tempo. Insomma: non puoi pagare? Allora crepa di cancro! Per questo il degrado ambientale va sempre di pari passo con il degrado sociale ed etico.

Le imprese oneste poi sono sempre quelle che ci rimettono quando i grandi manager sbagliano e spariscono con i loro tesoretti e buoneuscite milionarie: basta fare due passi fra le piccole imprese e sentire cosa dicono gli imprenditori. Non c'è bisogno di Premi Nobel per questo.

Pensare quindi a delle manovre correttive senza mai rimettere in discussione i principi ed i meccanismi che hanno generato queste aberrazioni significa tentare di mantenere in vita un moribondo in coma profondo ed irreversibile. Si ingannano di fatto le persone in molti modi non solo facendo pagare il conto della pizzeria ai soliti sprovveduti, ma scaricando il tutto su un futuro di cui come sempre non importa nulla a nessuno; senza pensare poi che i margini di manovra di questo futuro saranno sempre più limitati.

Questa crisi avrebbe dovuto servire invece a dare spazio ad un ripensamento profondo di tutto il nostro modo di vedere la realtà e questo ripensamento non deve piovere dall'alto, ma deve partire da tutti noi. Invece niente: chi se ne frega.

Dovremo cominciare a ri-assumerci le nostre responsabilità quantomeno sul controllo di quelle decisioni che riguardano il nostro futuro.

Suggerisco la visione di questo video

giovedì 22 aprile 2010

Earth Day 2010

April 22nd 2010 is the day dedicated to Earth: in particular today is the 40th anniversay of the Earth Day.

There are many initiatives worldwide within the Earth Day Network: with regards to Italy the most relevant event is the Concert tonight in Rome. This is surely a nice initiative but focusing such day only in a rock concert in my opinion is rather reductive. I believe that all the days of the year should be dedicated to Earth acknowledging her own identity as global living entity. Considering the environmental crisis which are presently living in, the fact to "scream" the existence of such a Day to make these important issues more visible to mass media is rather foolish.

Anyway. My thoughts go to those orienting their entire lives to the respect to Earth with many everyday choices, decisions and their lifestyles. There are still so many people who are a sort of protection against the economy of wastes, excess, obesisty and strokes... They are the real hope for the future.

Earth Day Network

Earth Day 2010


Oggi è la giornata dedicata alla Terra: per la precisione il 40° anniversario dell'Earth Day.

Numerose le iniziative organizzate in tutto il mondo dall'Eath Day 2010 network. Per quanto concerne l'Italia l'evento di maggiore spicco è il concerto di questa sera al Circo Massimo in Roma.

Sicuramente una bella iniziativa, ma mi sembra poco incisiva in termini di sostegno al futuro del nostro pianeta. Del resto credo che tutti i giorni dell'anno dovrebbero essere dedicati alla Terra, riconoscendole un'identità precisa come essere vivente globale: in considerazione delle catastrofe ambientale che stiamo vivendo in questi anni, il fatto che sia necessario "urlare" almeno per un giorno all'anno un Earth Day per far sentire delle istanze così importanti sembrerebbe quasi follia.

Il mio pensiero va allora tutti coloro che orientano l'intera loro esistenza al rispetto per la Terra anche con i piccoli gesti quotidiani e con le loro scelte di vita. Sono tante persone che silenziosamente rappresentano un argine di buon senso contro l'economia dello spreco, dello sfruttamento delle risorse, dell'eccesso, dell'obesità e degli infarti...

Qualche link utile:
Earth Day 2010: buon compleanno Terra!
I 12 gesti per festeggiare l'Earth Day ogni giorno
Earth Day Network

lunedì 19 aprile 2010

Organic food is something of the political "left wing"?!?!

Few days ago, a friend of mine. who supports organic food and lives in a big city of Northern Italy, told me that in the city where he lives organic food is bad considered because seen something of the left wing political parties.

I actually remained quite surprised for this and, after a while, I made some questions to myself.

If this inclination is confirmed, I think we should have many worries about the intellectual capabilities of so many people: I can't believe that cinisism in Italy can reach such levels.

Organic is something of the left? So what about environment protection? The promotion of rural traditions, local typical products, biodiversity, water, landascapes? Do these things belong to the right or to the left?

I think that all this should belong to all of us with no consideration for the party one can vote at the elections.

I can't believe that someone can imagine to decide to eat pesticides or fertilizers just to be in line for a presumed political affiliation. I can't belive that someone may choose to pollute air just for a pseudo-political choice. I can imagine that in someone mind's greed may prevail, determining any choice. But opting for environmental degradation or low quality food just to accomplish a pseudo-political credo is out of my reach.

If so, it could be pure madness.

I'm thus wondering if in Italy, even about these issues, a sort of iper-polarization (as in other domains such as justice, institutional reforms, fiscal policies, etc.) is taking place: it means that a well defined type of mind is occupying any space of the italians' existence. In brief a political polarization can be expressed also in the lifestyles and above all in the consumption models.

So we are living in Italy within a peculiar experiment where, not only the Constitution and the balance of powers will be modified, not only political elections will be changed into opinion polls, but people will be completely eradicated from the essence of their own existences.

This is a process of modernization. A process of modernization of stupidity...

In the meanwhile, organic productions in Italy are suffering a dangerous indifference phenomenon which could be seen as a symptom of these trends rather than of mere economic, marketing or production dynamics: organic is something of the left, it is out of date, I don't care...

I enclose this article (in italian) released by Green Planet : it seems to me a critical red alert.

Il Biologico è una "cosa di sinistra"?!?

Giorni fa un amico, sostenitore del bio e che vive in una grande città del Nord Italia mi ha detto che dalle sue parti il biologico non va perchè considerato dai più "una cosa di sinistra".

Lì per lì, pur essendomi meravigliato di questa constatazione, non ci ho riflettuto più di tanto: poi però ripensandoci per bene ho cominciato a preoccuparmi.

Se così fosse, effettivamente ci sarebbe da preoccuparsi seriamente soprattutto per le capacità intellettive dei nostri concittadini circa alcune tematiche chiave dell'esistenza di tutti: posso comprendere che il cinismo in Italia sia arrivato alle stelle, ma fino a questo punto non pensavo che si potesse arrivare.

Il Biologico è di sinistra? E la tutela dell'ambiente? E la valorizzazione delle tradizioni contadine? E i prodotti tipici locali? E l'architettura rurale, la biodiversità, le risorse idriche, il paesaggio?

Insomma, alcune persone ritengono che ci si debba rimpinzare di fitofarmaci o pesticidi per non tradire il proprio credo politico? Oppure che si possa scaricare nell'aria enormi quantità di CO2 con dei giganteschi SUV perchè ritentuta coerente con una pseudo-scelta politica? Siamo arrivati a questo punto? Essere simpatizzante di un partito politico o di un altro rendebbe quindi variabile la nostra responsabilità nei confronti dell'ambiente che ci circonda. Se così fosse, questa sarebbe pura follia.

Viene da pensare quindi che anche su questi temi si stia creando una polarizzazione estremizzata, un bipolarismo legato ai modelli di consumo e stili di vita. Insomma stiamo vivendo all'interno di un'interessante fase in cui non solo si mira a trasformare l'impalcatura istituzionale di questo miserevole Paese, non solo a trasformare i cittadini in consumatori, non solo a trasmutare le elezioni politiche in sondaggi commerciali, ma anche a sradicare completamente le persone dall'essenza stessa delle loro esistenze. In breve questo è certamente un processo di modernizzazione, ma di modernizzazione della stupidità umana.

Nel frattempo però il biologico italiano soffre di una pericolosa indifferenza che potrebbe confermare questo trend e rappresentare pertanto un segnale di tutto questo: il biologico non è di moda, non è trendy, è di sinistra, è perdente, è sfigato. Non interessa...

A tale proposito riporto questo articolo apparso su Green Planet su cui bisognerebbe riflettere.

Francamente mi sembra una specie di pericoloso segnale d'allarme.

Lasciamo quindi perdere queste acrobazie neuroniche e ogni volta che è possibile sosteniamo il biologico italiano con le nostre scelte alimentari e con la massima diffusione possibile di informazioni, eventi, esperienze e notizie.

venerdì 16 aprile 2010

The State of the Environment in Italy: the ISPRA report 2009

The total indifference of italian politics towards environment continues. Priorities are clearly others: political reforms directed to modify the balance of power among institutions for the benefit of someone. In the meantime a party is claiming its rights to control some banks, another party is dealing with a potential secession, another is engaged in a neverending internal discussion, etc.

In brief, this is a clear farce whose final costs are paid by italian society as a whole in terms of lack of development and energy policies, proposals for an economic and social restructuring, support to the spirit of initiative, innovation, new development trajectories. In this vacuum, of course organized crime is very grateful: politicians have no ideas, while these gentlemen's ideas are always very clear.

The only economic measure recently adopted is connected to some incentives to stimulate private conventional consumptions: it means supporting something old instead of something new. Well, that's the way it is...

As usual in Italy, the phylosophy of "do it yourself" or "do what you want and how you want" always prevails: but italian environment suffers the main burden of this indifference.

Without proper consideration, investments and totaly left to the hands of speculators or local incompetent administrators, environment becomes the victim of the "not in my backyard" phylosophy becoming in the same time a barometer of the ethical erosion of local and national communities.

The recent report on the environment recently released by Ispra, thus evidences the quality of our relations with environment as indicator of a peculiar public dimension's consideration into people mind. The very negative data presented in this report first of all highlights this indifference of italian politics which seems not to have the proper skills and intellectual tools to manage such issues and to understand the critical role of environment as prerequisite for a decent social, economic and health development.

This report (in italian) may be seen here.

In this way, the systematic destruction of italian ecosystems is a shadow accompanying the destruction of the corresponding social and ethical systems: in both cases we all have a co-shared responsibility.

Indifference and lack of information are a powerful weapons for speculators and criminal politicians because, after having cancelled environment as public good, they will try to sell silence, clear air, forests, landascapes as "supermarket products" transforming us into environmental customers: after all they are beginning with public water.

We are so stupid...

Stato dell'Ambiente in Italia: il rapporto Ispra 2009

Continua l'indifferenza totale della politica italiana nei confronti delle tematiche ambientali. Le priorità sono evidentemente altre: transpresidenzialismo alla carbonara con triplo turno carpiato e premierato con camme in testa. Intanto chi vuole le banche, chi si lagna e minaccia secessioni, chi sprofonda in beghe interne senza fine, chi rimane senza idee, programmi, proposte.

In questa farsa a pagare il conto è la società nel suo complesso sotto forma di assenza di politiche per lo sviluppo, proposte di rinnovamento economico e sociale, rilancio dello spirito di iniziativa magari legato all'innovazione e nuove traiettorie di sviluppo sociale ed economico. L'unica idea è stata quella degli incentivi al consumo. Si tratta di risorse destinate a stimolare il consumo di prodotti concettualmente vecchi, non a stimolare l'emersione del nuovo.

Insomma, come al solito in Italia, la filosofia dominante è "arrangiatevi" e "ognuno faccia quello che crede e come crede": e a sopportare il carico maggiore di questa indifferenza è appunto l'ambiente italiano.

Senza considerazione, investimenti, lasciato in balia del primo che capita (speculatori, amministratori incompetenti o peggio, comunità sradicate senza legami con i territori dove poggiano i piedi), l'ambiente diventa la vittima sacrificale del "chissenefrega" generale e sintomo dell'erosione etica e della sfera pubblica nazionale.

Leggendo il recente rapporto Ispra, mi è venuto da pensare proprio questo: l'ambiente che ci circonda è alla fine il barometro dei nostri rapporti con la dimensione "pubblica", del "non mio, ma di tutti". I dati sconfortanti che emergono da questo rapporto sembrano infatti lanciare una pesante accusa in primo luogo nei confronti della politica (nazionale e locale) che ancora non dispone di un'adeguata alfabetizzazione su queste tematiche e che non comprende la crucialità etica, sociale, sanitaria ed economica della dimensione eco-ambientale.

Il rapporto può essere visualizzato qui.
Il comunicato stampa può essere visualizzato qui.

Personalmente interpreto la distruzione sistematica degli ecosistemi italiani come elemento che, come un'ombra minacciosa, accompagna la distruzione sistematica dei sistemi etici e sociali nazionali di cui siamo, in entrambi i casi, tutti responsabili.

L'indifferenza e la disinformazione sono un'arma potentissima nelle mani dei palazzinari e degli speculatori perchè una volta cancellato l'ambiente come bene pubblico tenteranno di venderci il silenzio, l'aria pulita, i boschi, le aree verdi o i paesaggi come un "prodotto da supermercato" trasformandoci in "consumatori-utenti-clienti di beni ambientali": del resto hanno già iniziato con l'acqua pubblica...

Si può essere più imbecilli di così?

venerdì 2 aprile 2010

Ancora sugli OGM

Riporto di seguito il recente comunicato stampa da Agrapress in tema di OGM
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La task force 'per un'italia libera da ogm' (coldiretti, cna alimentare, cia, aiab, amab, legacoop, lega pesca, unci, federconsumatori, adusbef, adoc, codacons, movimento difesa del cittadino legambiente, wwf, greenpeace, vas, fondazione univerde, slow food, acli, crocevia, focsiv, greenaccord, federparchi, campagna amica, citta' del vino) preso atto del sollecito avvio, da parte del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, luca zaia, della procedura di diniego della messa in coltura di mais ogm, chiede al ministro della salute ferruccio fazio e al ministro dell'ambiente stefania prestigiacomo di controfirmare il decreto, nel rispetto dei termini fissati dalla sentenza del consiglio di stato, ordinando lo stop definitivo all'ingresso sui campi di sementi modificate e fermando il rischio di inquinamento". lo rende noto la coldiretti, informando che "la coalizione da' appuntamento ai ministri a roma, al colosseo, il giorno 7 aprile per replicare la propria firma direttamente sul pullman di greenpeace che nel viaggio in europa, per raccogliere le testimonianze europee dei no agli ogm, ha gia' raccolto quelle dei ministri di ambiente, salute e agricoltura del lussemburgo, prima tappa del tour europeo".

Agrapress

giovedì 11 marzo 2010

Le tempeste di neve ed il riscaldamento globale

In questi giorni un po' in tutta Italia stanno imperversando tempeste di neve e pioggia (come del resto in gran parte dell'Europa) con temperature decisamente basse per essere metà marzo. Con un tempo simile si riaffacciano puntualmente i "negazionisti" del cambiamento globale: un tempo simile, secondo loro, è la conferma più evidente che il riscaldamento globale è una bufala degli ecologisti più fanatici.

A tale proposito, anche per fare un po' di chiarezza sull'argomento, riporto alcune osservazioni presenti sul sito dell'Union of Concerned Scientists secondo cui in primo luogo è indispensabile distinguere il "clima" dal "tempo" (in senso atmosferico).

Il tempo infatti è ciò a cui noi assistiamo quotidianamente o nello spazio di alcuni giorni mentre il clima esprime le condizioni prevalenti in una regione (umidità, piovosità, temeprature, pressione atmosferica ecc...) nel lungo perioodo. Il cambiamento climatico quindi fa riferimento a mutazioni sulle condizioni prevalenti in una determinata area nello spazio di decenni. Il cambiamento climatico è dato dall'innalzamento delle temperature nel lungo perdiodo che si verifica nonostante queste giornate di freddo e neve. Anzi il riscaldamento globale provoca maggiori piovosità nelle regioni già naturalmente piovose e scarsità di piogge in quelle già naturalmente più aride.

Ulteriori dettagli e link importanti su questo tema possono essere trovati qui (in inglese)

Il fatto che abbia nevicato per qualche giorno quindi non deve assolutamente farci abbassare la guardia su questo problema così importante: è indispensabile impegnarsi sempre di più per abbattere le emissioni di CO2, modificando profondamente il modello di sviluppo economico attuale fondato sui combustibili fossili, investendo di più sulle rinnovabili e le energie "verdi" (soprattutto solare),

Visto il triste spettacolo della politica in questi giorni, mi sembra più che evidente che non si può aspettare che qualcosa piova (è il caso di dirlo) solo dall'alto: tutti noi possiamo intanto fare qualcosa riducendo i consumi di beni inutili e cercando di lasciare a casa il più possibile l'automobile.

mercoledì 24 febbraio 2010

The state of environment in Italy: the Legambiente 2010 Report

In these days, during which it emerges on the one hand the wave of ethical pollution involving wide sectors of the italian politics and entrepreneurship and on the other hand the large number of landslides, mud avalanches and destruction of entire ecosystems everywhere in Italy, the recent release of the 2010 Lagambiente report on the state of the environment in Italy is definitively appropriate.

For details and contents please refer to this press release (in italian).

I want just to take some time to make few considerations: I think that taking environmental and ethical degradation as two separate issues is a very dangerous mistake. An irresponsible political class and entrepreneurs without scruples both having as only goal their profits' maximization and the occupation of any public space will look at environment only as a limit or as a dump where to dispose of their "externalities".

Nonetheless environment is not a passive system only suffering our wounds: it shows a sort of boomerang effect being composed of a large number of variables trying always to achieve an equilibrium. For example in the case of a no-rule construction abusivism or massive construction speculations the territory reacts trying to establish an order where the anarchy of the "everyone does what he likes" principle brings chaos. In short, where bulldozers cannot arrive to demolish construction abuses, sooner or later landslides will bring back some justice...

Qualità dell'ambiente in Italia: Rapporto Legambiente 2010

In questi giorni, durante i quali emerge da un lato l'ondata di inquinamento etico che sta investendo importanti componenti dell'imprenditorialità e della politica nazionale e dall'altro il susseguirsi di frane, smottamenti, valanghe di fango e distruzione di ecosistemi che travolgono ampie zone del nostro povero Paese, la pubblicazione del rapporto sullo stato dell'ambiente italiano di Legambiente capita proprio a fagiolo.

Per i contenuti del rapporto rimando all'esaustivo comunicato stampa di Legambiente.

Mi ritaglio giusto due righe per alcune brevissime considerazioni: credere che degrado ambientale e degrado etico siano due questioni separate e distinte è un pericolosissimo errore. Una classe politica irresponsabile e degli imprenditori senza scrupoli che hanno entrambi come unico obiettivo la massimizzazione dei profitti e la lottizzazione di ogni forma di potere e di gestione non potranno fare altro che guardare all'ambiente come un impiccio o come un ricettacolo ove scaricare le cosiddette "esternalità".

Noi tutti poi siamo vincolati all'ambiente dove viviamo nei confronti del quale spesso non sentiamo alcun senso di responsabilità e di appartenenza: l'ambiente (aria, acqua, suolo, ecosistemi, ecc...) è sempre una terra di nessuno... Predomina in generale nell'opinione pubblica il solo concetto di "proprietà privata" che, per le sue caratteristiche, non include e non può includere l'ambiente. Si ragiona solo in termini di "proprietà privata": non esiste più l'idea di un ambito pubblico, interesse pubblico, bene comune, spazio collettivo, ecc... Finendo quindi fuori dal recinto della proprietà privata, l'ambiente non è più affare di nessuno.

L'ambiente tuttavia non è un sistema passivo che subisce le ferite che gli vengono inflitte, ma rappresenta una rete di variabili che cercano sempre un loro equilibrio. Nel caso ad esempio della speculazione edilizia selvaggia o dell'abusivismo senza limiti si vede chiaramente come il territorio reagisca cercando di riportare ordine laddove l'anarchia del principio "ognuno fa quello che gli pare" apporta caos. In breve dove non arrivano le ruspe a demolire gli abusi, prima o poi arriveranno le frane a fare giustizia...

giovedì 4 febbraio 2010

Climate Change: the Costs of Inertia

In these days it's very difficult for me to discuss about italian politics because the entire current political debate is totally focused on the next regional elections for which italian political parties are struggling to indicate the best (in their own vision) candidates ("the right man in the right place") or to solve those troubles MPs have with the law through new special norms. While other politicians are busy with gaffes and jokes (A wall? Where? I haven't actually seen anything...), critical problems and issues still remain open without any consideration: jobs, development, innovation, education, crime and corruption, environment, quality of life, etc.

It is clear enough that Italy has made a clear political choice: inertia or the strategy of doing nothing waiting that things will turn right by themselves. This strategy implies that any decisive intervention is indefinitely postponed in order to reach a state of emergency where extraordinary and improvised measures can be adopted. In these conditions anything is allowed to solve the emergency in strict time constraints i.e. economic resources can be easily wasted or stolen.

This typical italian approach can be easily seen in case of natural disasters (whose impacts could be highly prevented with preventive measures) usually considered a great business and a big opportunity to gain easy public money. But the same happens everywhere: health, education, waste management, water management, crime control, public budget, debt and expenditure management and so on.

But inertia shows dramatic costs reverberating on the future: above all future generations and the future political class who will be forced to finally deal with these costs and effects.

Inertia shows surely high economic costs but also critical extra-economic costs. A typical example of this is the effects of inertia in the management of environmental issues whose impacts may arrive far beyond the limits of the economic dimension and analysis: these issues can be hardly analyzed only thanks to numerical, theoretical and mathematical models and simulations for their implications with health, natural resources (water, air, soil), agriculture capability to produce healthy food, etc. How can we set an economic value to this? What's the price of a human life or a forest, a river, a single tree or animal?

With regards to this the Union of Concerned Scientists developed an interesting document where it is possible to see the consequences of inaction in climate change management in USA. This document can be found here.

It could be useful to have a similar document also for Italy where these issues are not well understood and fully known: information is essential to cope with these future scenarios and to mobilize the proper energies and resources to solve these issues.


Cambiamento Climatico: i costi dell'Inazione

In questi giorni faccio veramente molta fatica a seguire la politica italiana tutta concentrata nella selezione dei candidati alle elezioni regionali per piazzare "gli uomini giusti al posto giusto" o a risolvere i problemi con la legge dei politici (grandi e piccini). Mentre continuano a fioccare gaffes e barzellette ("Muro? Quale muro? Veramente non mi sono accorto di nulla e sì che io di edilizia me ne intendo...), i grandi problemi restano sul tappetto senza essere nemmeno lontanamente presi in seria considerazione: dignità del lavoro, sviluppo, innovazione, formazione, certezza del diritto, ambiente, qualità della vita...

E' evidente che la scelta che è stata fatta in questo Paese è quella dell'inerzia: non fare nulla e sperare che le cose si aggiustino da sole. Il sistema è sempre lo stesso: rimandare indefinitamente il tutto ed attendere di arrivare ad uno stato di emergenza in cui si provvede con interventi straordinari dove tutto è permesso proprio a causa dell'emergenza. Ciò avviene non solo per i disastri naturali (i cui effetti potrebbero essere moderati da interventi preventivi sul territorio), ma anche nella sanità, nella scuola, nella gestione del ciclo dei rifiuti, nel controllo della criminalità, nella gestione dei conti pubblici, ecc...

Ma l'inerzia ha un costo enorme che si riverbera sul futuro: sulle generazioni che verranno e sulla classe politica che domani dovrà affrontare le tante catastrofi causate dall'inerzia di oggi.

Si tratta di costi economici ed extra-economici strettamente interconnessi: di questi costi ,certamente quelli extra-economici dovrebbero meritare una specifica attenzione. Un esempio tipico di questa condizione è dato dall'inerzia nella gestione e soluzione delle problematiche ambientali i cui effetti possono andere ben oltre la sfera economica o comunque numericamente quantificabile con modelli teorici o simulazioni matematiche.

Si tratta infatti di danni alla salute, al territorio, alle risorse naturali (acqua, aria, suolo), alle capacità dell'agricoltura di produrre alimenti sani, ecc...

A tale proposito l'Union of Concerned Scientists ha messo a punto un interessante documento dove è possibile visionare in modo interattivo le conseguenze dell'inerzia in materia di cambiamento climatico negli USA. Questo documento è visionabile qui.

Sarebbe molto utile poter disporre di un simile strumento anche per l'Italia anche perchè attualmente gran parte dell'opinione pubblica nazionale non riesce a vedere e comprendere correttamente i contorni degli scenari che si prospettano per un futuro in fondo non troppo distante.

lunedì 21 dicembre 2009

Ghost-houses in Italy


A recent police investigation has confirmed the "presence" of at least more than 1 ml ghost-houses in Italy. More than 500.000 of them have been discovered in the current year 2009. The larger part of these houses are the result of total construction abuses. The ghosts have been identified thanks to a confrontation between maps with the existing buildings and some air recognitions. From this, some anomalies emerged which often everyone knows (above all in small towns and villages) but noboby has never declared.

Just make a short walk in the countryside and in many rural areas in Italy one can see how easily can be to build a villa where before there were fields...

This is not only a problem of fiscal evasion. The issue is definitively wider. On the one hand all this confirms a total lack of a culture of the territory as economic, environmental and cultural resource. On the other hand it confirms once again that there are too many italians who too easily and too frequently violate any minimal rule at the base of the governance of the territory where they live and the quality of the landscape of the place around them.

Too often small municipalities prefer to "shut their eyes" and ignore what is happening because making these rules observed may become an umpopular policy eroding votes. Defending the territory, environment and landscape as well as the respect of the law may become something umpopular!

So, everyone feels free to do anything he/she wants: villas, countryhouses, pools, garages, chalets, wells etc. detroying and disarranging all, thus stressing landascapes and the countryside.

This cofirms also the enormous power focused on those local authorities devoted to construction licenses and governance: they may make controls, sanctions or avoid to do this.

A small advantage in the short run is obtained at the cost of huge disvantages in the long run in economic, environmental and social terms. And the final bill will be charged to local communities. As usual...

L'Italia delle case-fantasma


Sarebbero più di un milione le case che non risultano al Catasto. Nel solo 2009 sono state scovate più di mezzo milione di case fantasma: la maggior parte di queste case sono il frutto di abusi totali e passibili quindi di demolizione. E' bastato confrontare le mappe con gli immobili esistenti ed effettuare delle ricognizioni aeree per costatare che esistevano delle anomalie che spesso tutti conoscono (soprattutto nei piccoli Comuni), ma che nessuno aveva il coraggio di denunciare.

E sì! Perchè basta fare due passi in campagna e ci si accorge con quale e quanta facilità possono spuntare ville e villette laddove prima c'erano pascoli o campi coltivati o dove dovrebbero sorgere dei "ricoveri per attrezzi" per uso rurale.

In questo caso non si tratta solo di un problema di evasione fiscale. La questione è decisamente più ampia. Tutto questo conferma infatti da un lato la più completa mancanza di una cultura del territorio e dall'altra il fatto che esistono un bel po' di italiani, come se ci fosse bisogno di ulteriori conferme, che se ne infischiano altamente delle regole minime che governano l'uso del territorio e la qualità dei paesaggi. Spesso poi i piccoli Comuni chiudono un occhio ed anche due perchè far rispettare queste regole vuol dire adottare una politica impopolare e magari pestare i piedi a qualche elettore o potenziale tale.

La difesa del territorio diventa quindi una questione impopolare!

E quindi chi può costruisce ciò che vuole, dalla villa, alla piscina al garage fino ai pozzi, stravolgendo tutto... Basta appunto fare un giro per le campagne e vedere questo sbriciolamento abitativo sparso ovunque senza regole, nemmeno quelle estetiche.

Tutto questo poi riconferma ulteriormente il ruolo critico degli uffici tecnici dei Comuni che oggi detengono un potere enorme a livello locale: spesso sono gli artefici del degrado o della salvaguardia dell'ambiente, del paesaggio e del territorio. Il tutto secondo il principio: i Sindaci vanno e vengono, l'ufficio tecnico resta.

Con buona pace dei cittadini...

giovedì 17 dicembre 2009

Copenhagen: see the experts' point of view from UCS

On the website of the Union of Concerned Scientists is posssible to see a number of interesting videos (in English) related to the environment experts' point of view about the climate summit in Copenhagen.

These videos can be found here.

Fotovoltaico innovativo: dal CNR importanti tecnologie per la green economy italiana


Riporto di seguito il testo di un comunicato stampa del CNR relativo ad un'importante tecnologia innovativa nel campo del fotovoltaico. Mi auguro che le istituzioni e gli impenditori si facciano avanti per cogliere questa occasione per dare un supporto sostanziale alla green economy italiana.

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‘Trasformare’ un elemento fotovoltaico in un altro, per ottimizzare le sempre più rare e preziose materie prime disponibili, ma anche per snellire tempi e costi di produzione. Quello che fino a ieri era un ambizioso progetto scientifico, oggi è una realtà grazie alla rivoluzionaria tecnica messa a punto dalla Dichroic Cell in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia). Gli elementi alla base delle celle fotovoltaiche sono Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP), ma soprattutto Germanio (Ge). Tutti rari e costosi, soprattutto il Germanio. Per aggirare questo ostacolo, la Dichroic Cell ha iniziato a sviluppare una metodologia del tutto innovativa, che mira a convertire un elemento costoso e raro come il Germanio in un altro elemento, il Silicio, più reperibile e meno dispendioso. Il procedimento si basa sull’utilizzo di un macchinario ultratecnologico, il reattore L.E.P.E.C.V.D. (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che lavora come una sorta di forno in grado di depositare il Germanio sul Silicio e di consentire appunto la ‘trasformazione’ di un elemento nell’altro. In base alle previsioni formulate, attraverso questa sofisticatissima tecnologia è possibile abbattere il costo del substrato delle celle fotovoltaiche di oltre il 60%. Una riduzione dei costi che diventa del 30% quando si prendono in esame le celle fotovoltaiche più costose, con substrato in puro Germanio. Quella impiegata dal gruppo di ricercatori è una tecnologia davvero sofisticata, il cui sfruttamento commerciale ha preso avvio in ambito aerospaziale negli anni ’90 per applicazioni esclusivamente orientate a tale settore. La grande intuizione della Dichroic Cell e del gruppo di ricerca pubblico-privato è stata quella di trasferire dall’ambito aerospaziale a quello terrestre una metodologia altamente sofisticata e dai costi proibitivi, riuscendo a renderla applicabile ad un’economia per uso terrestre su scala industriale. Gli straordinari risultati di questa ricerca sono stati tenuti secretati fino ad oggi, e finalmente dallo scorso settembre Dichroic Cell ha iniziato a produrre e a vendere i primi Substrati Virtuali, risultato di una tecnologia che ha quindi disponibilità di materiali, costi ed efficienze per soddisfare sino al 10% del fabbisogno energetico nazionale. “Coraggiosi imprenditori, soprattutto veneti, hanno investito negli studi e nella ricerca applicata dell’Università di Ferrara - spiega Federico Allamprese Manes Rossi, Amministratore Unico della Dichroic Cell S.r.l. – I laboratori messi a disposizione da CNR-INFM hanno portato alla realizzazione di una tecnologia strategica e all’avanguardia, valida non solo per il settore fotovoltaico, ma anche per quello aerospaziale e dell’automotive. La lungimiranza dello scorso e dell’attuale governo sta consentendo di portare all’industrializzazione questa iniziativa, patrimonio esclusivo della nostra nazione”. La tecnica, del tutto rivoluzionaria e messa a punto per la prima volta in Italia, consente realmente al team di scienziati di guidare l’innovazione tecnologica del fotovoltaico nel nostro Paese e nel Mondo. Come afferma Patrizio Bianchi, economista industriale e Rettore dell’Università di Ferrara, “questa rivoluzionaria scoperta, messa a punto con la collaborazione del nostro Dipartimento di Fisica, conferma come la nostra sia davvero un’Università di ricerca e come, in questo ambito, svolgiamo una funzione di sperimentazione e traino dell’intero sistema nazionale. Abbiamo lavorato intensamente sulla ricaduta industriale della nostra ricerca e sulla creazione d’impresa”. Altra voce autorevole dell’Università di Ferrara è quella del Prof. Giuliano Martinelli, Direttore del Dipartimento di Fisica e coordinatore scientifico del gruppo di ricercatori. “Ritengo - osserva il Prof. Martinelli - che l’investimento fatto da Dichroic Cell in questa innovativa ricerca sia stato davvero lungimirante. Ora mi auguro che gli Enti di riferimento mostrino, non solo nelle proclamate intenzioni, ma anche nei fatti, la stessa lungimiranza. In primis, promuovendo l’accesso al ‘Conto energia’ anche per i sistemi a concentrazione, ritenuti particolarmente idonei per la produzione di energia su larga scala. Questo potrebbe cancellare o limitare le perplessità di istituti finanziari e altri potenziali investitori, per ora restii a riversare le proprie risorse in una tecnologia che, non avendo accesso all’incentivo, di fatto soffre di carenza di mercato. Solo così i risultati della ricerca potranno rapidamente trasferirsi in una realtà industriale in grado di apportare un importante contributo al nostro fabbisogno energetico, fornendo un prodotto di alto valore commerciale per la nostra esportazione, in particolare nel bacino del mediterraneo”. Attualmente, tra tutti i dispositivi fotovoltaici presenti sul mercato, le celle solari basate su composti con substrato in Germanio hanno mostrato la più alta efficienza di conversione. Celle solari multigiunzione basate su questi materiali hanno ormai raggiunto efficienze record di conversione di oltre il 39% , mentre nell’immediato futuro è prevedibile che vengano raggiunte efficienze superiori al 40%. “Energie rinnovabili ed efficienti, oltre che alla portata di tutti: con questo obiettivo il Consiglio Nazionale delle Ricerche si cimenta da anni” - tiene a sottolineare il Presidente del CNR, Prof. Luciano Maiani - “Ogni progresso in tal senso costituisce dunque un passo in avanti verso un traguardo tanto ambizioso quanto strategico per il Paese. La scoperta di una tecnica in grado di ottenere una maggiore efficienza delle celle fotovoltaiche, risparmiando sui materiali, rappresenta in tal senso un successo di cui i ricercatori del CNR-INFM, in collaborazione con quelli dell’Università degli Studi di Ferrara e della Dichroic Cell, possono andare orgogliosi. In più, la sinergia tra impresa, Università ed Ente pubblico rimarca ancora una volta l’importanza strategica del dialogo tra pubblico e privato, per il benessere e la ricchezza dell’Italia. Oltre che per il progresso e il futuro della ricerca”.