domenica 18 settembre 2011

La mega-furbata dell'IVA

Come era facilmente prevedibile sono subito scattati gli aumenti di tutti i prodotti e servizi a seguito dell'aumento dell'IVA. L'aumento era pressochè ovvio: meno ovvio è il suo ammontare. Sì perchè, come ai bei tempi dell'introduzione dell'Euro, in Italia ogni variazione dei prezzi, soprattutto se ex officio, vuole dire la possibilità di realizzare delle vere e proprie furbate e speculazioni come ad esempio aumentare i prezzi in misura molto maggiore di quello che dovrebbe normalmente avvenire.

Se quindi i prezzi avrebbero dovuto aumentare supponiamo di 10 molto spesso questo aumento è di 20, 50, 80. Tanto chi si mette lì a verificare il reale ammontare dell'aumento? Come sempre quindi, in periodi di difficoltà, gli sciacalli si mettono subito all'opera anche perchè i controlli sono pressochè nulli e tutti lo sanno. E a pagare sono sempre i soliti fessi strangolati dal lavoro dipendente e dal reddito fisso. Farsi dare una ricevuta adesso è un miraggio: manco a pensarci! Tanto ti dicono: "di questi tempi non conviene a nessuno. Tanto pagare le tasse solo a fare ingrassare i politici!"

Insomma all'orizzonte ci sono i soliti ignoti che guadagneranno e molto da questo periodo di stretta: meglio dire che è una stratta per alcuni mentre per altri la pacchia continua anzi aumenta.

Quindi prima di comprare qualsiasi cosa, contiamo fino a dieci e vediamo se si tratta di qualcosa di veramente utile ed indispensabile: altrimenti, lasciamo perdere. Smettiamo di comprare come dei cretini e cerchiamo di far inceppare questo ingranaggio perverso: una specie di sciopero dello shopping. Voi aumentate e io non compro più niente... vediamo se alla fine si mettono in testa di fare guerra all'evasione fiscale e allo sperprero di denaro da parte dei politici e dei loro sodali.

L'economia quindi va completamente fuori controllo, in tutti i sensi. E mentre questo accade siamo tutti ipnotizzati dalle solite braghe calate del momento. Cose molto gravi e sgradevoli: niente da dire. Ma sono molto sospette: come al solito siamo distratti da queste cose (sia pur gravi ripeto) e non ci accorgiamo del baratro che ci troviamo davanti. Mi sembra come sempre una strategia molto televisiva: buttarla sempre sugli scandali quando le cose vanno male.

Il paradosso è poi che tutti questi scandali non provocano indignazione, ma la solita invidia da parte di tanti uomini e donne. E' un'assurdità di cui non mi do pace. In un Paese normale di fronte a tanto sterco sarebbe montata una reazione morale forte, magari anche sull'onda di uno straccio di spirito religioso. Qui nulla: la chiesa cattolica tutto sommato approva (chi tace acconsente) e un primo ministro di moralità tutt'altro che specchiata continua ad essere l'diolo ideale della tipica finta-bionda italiana che si rispetti e del cafone superabbronzato sul suo SUV...

E poi ci meravigliamo che nulla cambi.

I referendum per l'abrogazione della legge elettorale sono spariti. Dove sono finiti? perchè non se ne parla più? Strano. Non sarà che neanche ai promotori conviene alla fin fine cambiare il Porcellum?

2 commenti:

Sara Sanviti ha detto...

Finalmente, qualcuno me lo ha spiegato:

«se paghi tutte le tasse, guadagni, vivi, ma non ti arricchisci. Quindi, non si possono pagare le tasse.»

Un ragionamento che non fa una grinza... a parte una perplessità che mi rimane: a cosa serve "arricchirsi?"

Carmelo Cannarella ha detto...

In linea di principio non ci trovo niente di male che ci si possa arricchire, purchè in modo onesto.

Il problema è quando una bella fetta di questa nostra squallida società si arricchisce impoverendo la collettività.

Sono dell'idea che una comunità che cresce insieme in modo solidale, con tutti i suoi componenti, arricchisce sè stessa e tutti i suoi membri. Se stanno bene tutti, sto bene anche io. Magari non avrò i milioni di miliardi, ma ho quello che mi serve per vivere in modo dignitoso e questo vale per tutti i componenti della comunità.

L'ingiustizia e la disuguaglianza possono magari generare una maggiore ricchezza privata che però è e rimane indecente perchè costruita immiserendo e danneggiando il contesto circostante.

L'immagine che mi viene in mente è quella, molto frequente da queste parti, di queste aree residenziali fatte di megaville con i loro pratini all'inglese perfetti, i lampioncini di ghisa, i barbecue, i gazebo e poi fuori dai recinti ci sono strade sfondate, lampioni non funzionanti e arrugginiti, discariche abusive, e - in lontananza - palazzoni fatiscenti.

In breve: ricchezza privata, squallore pubblico.