giovedì 4 febbraio 2010

Cambiamento Climatico: i costi dell'Inazione

In questi giorni faccio veramente molta fatica a seguire la politica italiana tutta concentrata nella selezione dei candidati alle elezioni regionali per piazzare "gli uomini giusti al posto giusto" o a risolvere i problemi con la legge dei politici (grandi e piccini). Mentre continuano a fioccare gaffes e barzellette ("Muro? Quale muro? Veramente non mi sono accorto di nulla e sì che io di edilizia me ne intendo...), i grandi problemi restano sul tappetto senza essere nemmeno lontanamente presi in seria considerazione: dignità del lavoro, sviluppo, innovazione, formazione, certezza del diritto, ambiente, qualità della vita...

E' evidente che la scelta che è stata fatta in questo Paese è quella dell'inerzia: non fare nulla e sperare che le cose si aggiustino da sole. Il sistema è sempre lo stesso: rimandare indefinitamente il tutto ed attendere di arrivare ad uno stato di emergenza in cui si provvede con interventi straordinari dove tutto è permesso proprio a causa dell'emergenza. Ciò avviene non solo per i disastri naturali (i cui effetti potrebbero essere moderati da interventi preventivi sul territorio), ma anche nella sanità, nella scuola, nella gestione del ciclo dei rifiuti, nel controllo della criminalità, nella gestione dei conti pubblici, ecc...

Ma l'inerzia ha un costo enorme che si riverbera sul futuro: sulle generazioni che verranno e sulla classe politica che domani dovrà affrontare le tante catastrofi causate dall'inerzia di oggi.

Si tratta di costi economici ed extra-economici strettamente interconnessi: di questi costi ,certamente quelli extra-economici dovrebbero meritare una specifica attenzione. Un esempio tipico di questa condizione è dato dall'inerzia nella gestione e soluzione delle problematiche ambientali i cui effetti possono andere ben oltre la sfera economica o comunque numericamente quantificabile con modelli teorici o simulazioni matematiche.

Si tratta infatti di danni alla salute, al territorio, alle risorse naturali (acqua, aria, suolo), alle capacità dell'agricoltura di produrre alimenti sani, ecc...

A tale proposito l'Union of Concerned Scientists ha messo a punto un interessante documento dove è possibile visionare in modo interattivo le conseguenze dell'inerzia in materia di cambiamento climatico negli USA. Questo documento è visionabile qui.

Sarebbe molto utile poter disporre di un simile strumento anche per l'Italia anche perchè attualmente gran parte dell'opinione pubblica nazionale non riesce a vedere e comprendere correttamente i contorni degli scenari che si prospettano per un futuro in fondo non troppo distante.

1 commento:

Gianluca Aiello ha detto...

Credo che hai colto correttamente il succo della politica italiana. Daltronde chi non fa nulla non sbaglia.
Quel che da da pensare è che l'attuale Governo si pubblicizza come quello della "politica del fare".
Bah!