lunedì 27 ottobre 2008

Politica Locale ed Ambiente: cattivi e buoni esempi


Pubblico i seguenti comunicati.

A seguito degli eventi e delle iniziative di alcuni esponenti politici locali contro la Riserva Naturale della Selva del Lamone (provincia di Viterbo), si è tenuto un incontro tra il Coordinamento Provinciale e il circolo La Spinosa di Farnese, con l'obiettivo di concordare e promuovere una serie di iniziative a sostegno del sistema delle aree protette e per il rilancio delle politiche di tutela e sviluppo sostenibile.Nelle scorse settimane infatti, in conseguenza di una pressante richiesta da parte di alcuni gruppi di cacciatori ed anche a seguito di una errata e strumentale interpretazione dei dati sulla presenza e sui danni provocati dai cinghiali nella zona, il Consiglio comunale è arrivato a deliberare la richiesta di una riduzione della Riserva Naturale: un provvedimento grave e insensato, dal quale hanno preso le distanze anche alcuni esponenti della maggioranza e, tardivamente, anche lo stesso sindaco.Peraltro appare evidente come il ruolo dell'area protetta vada sostenuto. A tal fine è stata predisposto un programma di iniziative, compreso un significativo intervento a favore della raccolta differenziata posta a porta e un convegno provinciale/regionale sul ruolo dei tecnici e dei guardiaparco nella promozione del territorio.



Il monumento naturale "Valle Oscura" interessa un'area di 125 ha nel comune di Soriano nel Cimino (prov. di Viterbo). E' una zona ricoperta da una cerreta con un sottobosco ricco di specie vegetali, ed è attraversata da un sistema di fossi che ospitano una popolazione di gamberi autoctoni (Austropotamobius italicus). Il bosco stesso è popolato da martore, faine, volpi e istrici (solo per citare i mammiferi più comuni), nonché da rapaci, picchi e passeriformi stanziali e migratori. Per tutelare quest'area così pregevole da un punto di vista naturalistico e costellata da un gran numero di vestigia preistoriche, etrusche, romane e medioevali (tra cui spicca la torre di S. Maria di Lucus) ARS\NATURAE, G.A.I., il circolo ARCI di S. Eutizio e Legambiente Provinciale hanno raccolto firme e preparato la proposta di istituzione di un'area protetta che verrà presentata a Soriano il prossimo 8 novembre alle ore 10.00 presso la vecchia sede del Comune, in via della Rocca.

2 commenti:

Sara Sanviti ha detto...

L'interesse degli "addetti ai lavori" verso l'ambiente è qualcosa che ha sempre del paradossale. Oggi si riesce a fare quello che si è sempre fatto, semplicemente travestendolo da "ECO" o "BIO". Insomma, una carnevalata. Il mondo scientifico non ha la forza di reagire, anche perché non possiede strumenti sufficienti per dimostrare le proprie tesi: mancano risorse per la ricerca, scarseggiano i docenti seri e preparati e manca, soprattutto, un popolo sufficientemente edotto da essere in grado di comprendere i complessi problemi ambientali.
Cosa ha a che fare la raccolta differenziata (che peraltro è un obbligo di legge), con i parchi? E' il solito "travestimento". Perché non si attivano per ridurre i rifiuti?
E' impossibile che non si riesca a dimostrare la realtà: la produzione dei rifiuti è nociva per l'ambiente e, di conseguenza, anche per noi. E' così difficile? Ma finché si parla di raccolta differenziata e mai di riutilizzo o riciclaggio "reali", quale si pensa che sia l'obiettivo, se non quello di allungare il percorso dei rifiuti, affinché una folta schiera di "rapaci" ci possa speculare?
Colgo l'occasione per riportare quanto si sta pubblicizzando in questi giorni nel mio comune (Budoia-PN), tra le regole per un comportamento "responsabile": non abbandonare i rifiuti (no, aggiungo io, però vedi comunque di produrne, perché non c'è scritto da nessuna parte "riduci la tua produzione di rifiuti"); non portare i rifiuti in altri comuni, perché comunque non risparmi nulla; non introdurre i sacchetti nei contenitori degli altri, perché comunque non risparmi nulla; non esporre i rifiuti sulla strada, per la raccolta, fuori dal bidone che ti è stato dato; i non residenti, però, possono esporre il sacchetto al posto del bidone.
Nell'impianto che riceve questi rifiuti si tratta tutto: rifiuti differenziati e non; lo scarto che si produce è elevatissimo (55-60%) ed è tutta roba che va in discarica. Il materiale che va agli ulteriori trattamenti è parecchio contaminato, perché ovviamente non è fatto di materiali "puri" e puliti e da esso è inevitabile produrre un'altra elevata quantità di rifiuto che va in discarica. Alla fine dei conti, mi si viene a raccontare che la raccolta differenziata non serve a far fare lunghe passeggiate ai rifiuti, prima di finire in discarica?
Possibile che non si possa risovere tutto già alla fonte? La risposta è sempre la stessa: "Ma la gente non capisce niente". Allora io aggiungo: ci sono le scuole e l'Europa finanzia la formazione per gli adulti: come la mettiamo?

Carmelo Cannarella ha detto...

Condivido pienamente le tue osservazioni. L'esperienza ci insegna che solitamente i politici nostrani (grandi e piccini) si interessano di ambiente solo a fini politici molto "pratici": non è un caso che si parla di ambiente nelle campagne elettorali e poi più nulla o peggio, come sta avvenendo ora con l'attuale (improvvisato) ministro. La ricerca scientifica da tempo ha prodotto interessanti risultati in questo campo (es. film per packaging totalmente biodegradabile dal mais) ma se è vero che si investe molto poco in ricerca, bisogna dire che in Italia si investe ancora meno in tutte quelle iniziative che possono portare i risultati scientifici fuori dai centri di ricerca. Buoni prodotti della ricerca spesso rimangono negli armadi anche perchè la ricerca è politicamente debole rispetto all'economia dei combustibili "fossili" (dall'energia alla produzione della plastica). Il resto della storia è ben noto: sulla formazione ambientale si fa molto poco e quel poco di serio che si riesce a combinare lo si deve spesso alle associazioni di volontariato. E' anche vero che la raccolta differenziata ci azzecca poco con i parchi. Però bisogna considerare che la raccolta differenziata, se ben supportata da azioni di educazione ed informazione, può contribuire a sensibilizzare la gente sul problema della produzione dei rifiuti e magari impedire (come avviene qui molto spesso) che certi rifiuti (bottiglie di plastica, TV, frigo, lavatrici, mobili, ecc...) finiscano smaltiti nei boschi. Qui, salvo alcuni paesi virtuosi, siamo molto indietro in questo campo. Nel mio paese stiamo iniziando ora a mettere in regola il sistema grazie ad un piccolo network locale Comune-CNR-Legambiente-Scuola.
Con la raccolta differenziata efficiente e consapevole le persone hanno cominciato a rendersi conto dell'enorme quantità di rifiuti che derivano principalmente dagli imballaggi (soprattutto alimentari) e, grazie anche al coinvolgimento delle scuole, i bambini sono in prima fila in azioni basate ad esempio sul "ri-uso". In breve si sta iniziando, anche se ripeto siamo solo all'inizio, a vedere i primi segnali di una riduzione della produzione dei rifiuti. Il perno di tutto è comunque un'alleanza forte fra amministratori locali, cittadini, associazioni ambientali, ricerca e scuole.