giovedì 28 gennaio 2010

Il discorso di Obama e le elezioni regionali...

Ho seguito con grande attenzione il discorso sullo stato dell'unione del Presidente Americano Barack Obama. Ho molto apprezzato soprattutto le sue parole sulla necessità di porre al centro di ogni priorità la difesa e la costruzione di nuovi posti di lavoro puntando sulla ristrutturazione ed efficienza delle infrastrutture, sull'economia verde, sulle piccole e medie imprese e sostegni alle classi medie.

Le chiavi di intervento che il Presidente Obama individua sono quindi: riforma finanziaria; innovazione, soprattutto nell'energia; più esportazioni (l'obiettivo è raddoppiarle in cinque anni così da sostenere 2 milioni di posti di lavoro); maggiori investimenti nell'educazione e nella formazione.

Per quanto concerne il settore finanziario il Presidente ha parlato di una «riforma seria» proponendo di utilizzare 30 miliardi di dollari dei fondi restituiti da Wall Street per aiutare le banche regionali a concedere credito alle piccole e medie imprese.

Ha anche affermato: «So che a Wall Street l'idea non piace, ma gli istituti che possono permettersi di distribuire di nuovo pesanti bonus, possono permettersi anche di pagare una modesta tassa. Non sono interessato a punire le banche ma a proteggere la nostra economia».

Il discorso può essere visualizzato qui

Qualcuno ha detto che tutto questo è pura retorica. Forse sarà anche vero. Però se penso alla qualità del dibattito politico italiano di questi giorni al confronto viene da piangere.

Mentre centinaia di lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro, mentre centinaia di precari vengono licenziati rimanendo privi di qualsiasi protezione sociale, mentre centinaia di migliaia di famiglie lottano per far quadrare i conti di casa, la politica italiana è esclusivamente impegnata nelle alleanze per queste "maledette" elezioni regionali. La spartizione del potere è la priorità assoluta della politica nazionale, mentre la sorte di interi settori della nostra società rappresenta una questione di secondaria importanza.

Le famiglie, le persone, le comunità, i lavoratori, l'ambiente, la scuola e la cultura devono tornare immediatamente al centro del dibattito politico come presupposto per l'adozione di interventi reali. A cosa serve un'intera classe politica che sa parlare solo di alleanze, di candidature e riforme (che non vengono adottate mai) e che non sa analizzare, affrontare e risolvere i gravissimi problemi di questo nostro sfortunatissimo Paese?

E allora, se penso a tutto questo squallore e questa miseria umana (e di quanto costi alle tasche dei contribuenti italiani), ben venga anche un pò di retorica purchè qualcuno si ricordi che anche queste emergenze serie esistono...

2 commenti:

Gianluca Aiello ha detto...

Come mi è capitato di dire già per altri interventi pubblici di Obama, quello che dice è considerato da noi retorica perchè c'è una sostanziale differenza.
Da noi quelle cose si possono anche dire, ma non si fanno.
Da loro quelle cose hanno il coraggio di dirle e di provare a realizzarle.
Quanto ha detto recentemente Obama, non lo sentiremo dire mai dalle nostre parti: "preferisco essere un buon presidente per un mandato che un presidente mediocre per due mandati".

Carmelo Cannarella ha detto...

La cosa che mi fa più pensare è che la latitanza completa della politica dai temi reali ed essenziali della vita del nostro Paese, finisce con il creare un vuoto "politico" che, come confermato anche dalle recenti dichiarazioni del Papa, viene puntualmente occupato dalla Chiesa Cattolica. Non è pensabile, per un Paese civile, delegare totalmente temi critici della vita politica come la disoccupazione o il rispetto della dignità del lavoro o l'immigrazione al Vaticano: il tutto alla faccia dello Stato laico. Ovviamente la Chiesa è libera di esprimere le proprie opinioni anche su temi sociali ed economici ed è bene che ciò avvenga. Ma fa riflettere che la Chiesa sia una voce solitaria nel silenzio lancinante ed ipocrita dei nostri politici...