martedì 9 giugno 2009

The Military Business

There is something wrong in the italian political economy. There are no funds for schools and education, no funds for justice, scientific research, public health, for disable people, for children and elderly persons. There are no funds for alternative energies and for sustainable development, for culture and tourism; but for politicians' wages and for the military business funds are always available.

Since too long time in Italy military sector has been considered as a driving force for national economy: military missions abroad, along the same lines as American policies, are a big business translated into orders to sector industries, (military and non-military) jobs and wide political consensus.

Just to have an idea about this economic deformity, I suggest the reading of this interesting
article (in italian) released in the italian site "Altraeconomia" which provides data, facts and figures on this issue from the SIPRI 2009 Report.

Maybe this is the time to think on this heavy economic distortion and provide alternative and more rational paths to economic development.

Il Business Militare

C'è qualcosa che non va nella politica economica italiana. I finanziamenti per la scuola non ci sono, come non ci sono per l'edilizia pubblica, per la giustizia, per la ricerca scientifica, per l'assistenza sanitaria, per i disabili, per l'infanzia e per gli anziani. Non ci sono per l'energie alternative e per lo sviluppo sostenibile, per la cultura e per il turismo, ma per gli stipendi dei politici e per il business militare i soldi si trovano sempre.

Da molto, troppo tempo si è considerato il settore militare come un elemento trainante dell'economia nazionale: le missioni militari all'estero, sulla falsa riga della politica americana a riguardo, sono un business che si traduce in commesse alle industrie del settore, posti di lavoro (nelle caserme e fuori) ed ampio consenso politico.

Tanto per farsi un'idea delle dimensioni di questa stortura segnalo questo interessante articolo pubblicato sul sito "Altraeconomia" che fornisce dei dati sull'argomento dedotti dal Rapporto SIPRI 2009.

Sarebbe forse ora che si riflettesse su questa pesante distorsione economica: come si può ancora pensare di sostenere lo sviluppo alimentando le spese militari?

lunedì 8 giugno 2009

Speculating on Fear: the Disease Mongering

European Elections are over and Europe, after a brief moment of timid and wan limelight, falls rapidly and sadly again into a general oblivion of the italian political interest and debate.

Nonetheless, there is something we soon should ask to the new European Parliament: to protect European citizens against big companies' and multinationals' pressures. These big companies operates in all sectors (energy, agriculture, food, chemicals, etc.) but in one sector these companies are particularly aggressive: Big Pharma or Pharmaceutical Industry.

The main lever adopted to make business when talking about health is fear and feeling of risk often resulting by an information asymmetry: in brief people know very little and thus they are vulnerable to the quantity and quality of information provided.

One of the main expression of this mechanism is the "Disease Mongering" based on fear and anxiety induction amplifying simple troubles transforming them into serious disorders or diseases, inventing inexistent diseases or creating no-use prevention campaigns. The process is concluded by the definition of specific medical and pharmaceutical treatments (with the related business).

This topic has been the focus of a meeting "Giornata Internazionale della Ricerca Clinica (International Meeting on Clinic Reserach)" held in Milan last may 20th organized by the Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (Institute of Pharmaceutical Research). During the meeting new tools to help patients to have correct and adequate information about health campaigns have been presented which have been included in the activities of "Partecipasalute" (Health Participation).

More info about Disease Mongering can be found here

Speculare sulla Paura: il "Disease Mongering"

Le elezioni europee sono finite e l'Europa, dopo un brevissimo attimo di timida e smorta ribalta, torna rapidamente e tristemente nel dimenticatoio dell'interesse e del dibattito politico nazionale da cui era provenuta.

Eppure c'è qualche cosa che bisognerebbe chiedere subito ai nuovi eletti al Parlamento Europeo: che tutelino i cittadini dalle grandi multinazionali. Queste grandi compagnie operano in tutti i settori (energia, agricoltura, industria chimica, ecc...), ma c'è un settore in particolare dove le multinazionali possiedono degli artigli molto affilati: Big Pharma ovvero l'industria farmaceutica.

La leva principale sulla quale si agisce per fare affari quando si parla di salute è la paura ed il senso del rischio che spesso sono alimentati da una asimmetria delle informazioni: in sostanza i cittadini sanno poco o nulla e sono quindi vulnerabili alla quantità e qualità di informazioni che vengono fornite loro.

La maggiore espressione di questo meccanismo è il "Disease Mongering" ovvero il "commercio delle malattie": si tratta di creare paura diffusa amplificando dei disturbi che diventano vere e proprie malattie, inventando di sana pianta delle malattie inesistenti, creando campagne inutili di prevenzione, ecc... Il tutto si conclude con un trattamento medico e farmacologico che alimenta un notevole business.

Questo argomento è stato inoltre al centro della "Giornata Internazionale della Ricerca Clinica" tenutosi a Milano il 20 maggio scorso, organizzato dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Durante il convegno è stato presentato anche il "Misuracampagne" che dà ai pazienti la possibilità di orientarsi meglio tra le miriadi di campagne pubblicitarie - dichiarate o mascherate - sui temi della salute.

Questo strumento si aggiunge alle altre attività del servizio "Partecipasalute" finalizzato a compensarie l'asimmetria informativa nel settore medico e farmaceutico e a rendere i cittadini più consapevoli e più informati. In breve meno vulnerabili.

Che cosa è in dettaglio il "Disease Mongering"? Quali sono queste malattie amplificate o inventate?

Maggiori info possono essere reperite in questi link
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giovedì 4 giugno 2009

European Elections and caves

European Elections are approaching and at the moment no political programmes are in sight in the italian political landascape. The main discussion is biased on disgusting personal affaires which however are the barometer of the contempt with which public institutions are used and managed in Italy.

This obscene low profile discussion is pushing us to completely forget "Europe" from which Italy appears extremely far. In Italy Europe often is seen only as a source of easy money to be distributed to political clients under the pretext of small or big projects. These projects are rarely focused on doing something concrete (infrastructures, services, new firms, jobs, development, etc.) but rather just on the project itself: surveys, researches, commissions, panel groups, coordination offices, seminars, meetings, workshps, "ghost" training courses, etc. Sometimes from all this can result the publication of depliants or no-use reports good just for printer. A clear example of this may be represented by the fate of the EU programs LEADER in Italy: low or no impact at all.

All this should make us think about the fact that Italy urgently needs Europe also considering the low qualitative profile of italian politicians: Italy is competitive in the agrofood sector, for Ferrari cars or for fashion industry but politically Italy is absolutely not competitive.

While politicians are chattering, associations are working hard trying to focus public attention on concrete relevant issues often not considered by media and not included in any political programme.

I do not want to join no-use polemics amplified just to divert us from reality: I prefer here on this blog to deal with real and concrete issues which should be the focus of effective politics. An interesting example of this is provided by the caves' and the mining sector in Italy which shows relevant environmental and business implications (about which we usually know very little...)

The recent report released by Legambiente (an Italian Environmental Association) identifies many topics which continue to be hidden by silence and excluded by any electoral programme: resources' waste, lack of controls, environmental devastation, speculations, etc...

What a difference with the political bla-bla today in Italy made of "daddy", divorces, parties, etc. For this reason I suggest the reading of this report also to go down to earth...

This report (in italian) can be found here


Elezioni Europee e cave

Si avvicinano le elezioni europee e dei programmi dei partiti politici e dei relativi candidati nemmeno l'ombra. Le maggiori discussioni politiche riguardano sgradevoli affari personali, che tuttavia sono il termometro del discredito generale con cui vengono utilizzate le istituzioni pubbliche.
Giustifica
Questo chiacchiericcio di questioni oscene di basso profilo ci fa dimenticare completamente l'Europa che dall'Italia appare lontanissima. L'Europa serve solo per attingere denaro da distribuire in modo clientelare per piccoli e grandi progetti il cui focus principale non è mai la realizzazione di "qualcosa" (infrastrutture, servizi, nuova imprenditorialità, occupazione, sviluppo, ecc...) ma la progettazione fine a sè stessa: studi, ricerche, commissioni, gruppi di coordinamento, tavoli programmatici, convegni, seminari, corsi di formazione fantasma, ecc... Al massimo ci può scappare qualche depliant o qualche rapportino di scarso valore ed utilità che fanno la fortuna di qualche tipografo e che finiscono puntualmente nei magazzini in attesa di andare al macero.

Un esempio su tutti i bei risultati conseguiti dai vari programmi Leader e dai GAL (Gruppi di Azione Locale) susseguitisi nel tempo: impatto finale poco o nulla.

Questo dovrebbe far riflettere che invece l'Italia ha urgentemente bisogno dell'Europa anche in considerazione del basso livello qualitativo della nostra classe politica: magari saremo competitivi nell'agroalimentare, con le Ferrari o nella moda, ma l'Italia politicamente non è affatto competitiva.

Mentre la politica chiacchiera, le associazioni si danno da fare sollevando problemi e cercando di portare all'attenzione di tutti noi questioni che ci riguardano da vicino e che nè i media nè tantomento la politica intendono prendere in considerazione.

Personalmente mi rifiuto di entrare nelle polemiche sterili ed inutili, che servono solo a distrarci dalla realtà: preferisco in questo blog affrontare questioni concrete e problemi reali che dovrebbero costituire il perno di qualsiasi politica degna di questo nome. Un esempio interessante è quello delle cave e del settore estrattivo minerario che ha notevoli impatti ambientali ed economici e di cui sappiamo sempre molto poco.

Il rapporto Legambiente sulle cave solleva tantissime questioni che continuano a passare sotto silenzio e che non costituiscono argomento di alcun programma politico: sprechi di risorse economiche, assenza di controlli, devastazioni ambientali, speculazioni.

C'è una bella differenza fra i temi sollevati da questo rapporto ed il gossip fatto di "papy", festicciole e divorzi. Ne consiglio quindi caldamente la lettura, anche per riportarci con i piedi per terra.

Il rapporto può essere visualizzato qui

mercoledì 3 giugno 2009

The Future of Organic Agriculture

I have written several time here on this blog about the critical role of organic agriculture both in terms of quality of agrofood products and in terms of limitation of greenhouse gas emissions, not to say its role to protect and improve public health, animals' and plants' health, to protect environment and to maintain soils in good conditions.

The Italian National Rural Network has recently released a document to describe the situation of organic agriculture in Italy also evidencing the national and EU normative framework, differences among italian regions, weakness and strength of this sector as well as a series of quantitative data and numbers.

This document (in italian) can be found at the following link.

Il Futuro dell'Agricoltura Biologica

Ho scritto tante volte su questo blog quanto sia critico il ruolo dell'agricoltura biologica sia sotto il profilo della qualità dei relativi prodotti alimentari sia in termini di contenimento delle emissioni di gas serra per non parlare poi del ruolo del biologico per tutelare la sanità pubblica, la salute delle piante e degli animali, l'ambiente, il benessere degli animali ed il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali.

Per fare il punto sulla situazione dell'agricoltura biologica in Italia, la Rete Rurale Nazionale ha messo a punto un documento dove viene anche delineato il contesto normativo di riferimento, la collocazione dell'agricoltura biologica nella normativa comunitaria, i diversi trend regionali nonchè una serie di dati quantitativi.

Il documento può essere visualizzato in questo link.

lunedì 1 giugno 2009

Suggestions for a Lower-Carbon Vacation


Every weekend, above all if it is a "long holiday weekend" it is always the same: a long queue of cars, SUVs, pickups and vans on highways and speedways.

In theory, we are all environmentalists and pro-Nature but when vacations and holidays are at stake there is nothing to do: relax and personal leisure come always first!


During these first summer weekends italian cities get empty and an enormous crowd of people drive to the seaside, the countryside or to the mountains: everywhere, just to have a break. What's the problem with the environment? Often a lot of people declare to devote their vaction time to Nature and environment but something is missing...

These weekends and summer vacations often hide heavy costs in environmental terms: I'm not talking about the devastating consequences of the passage of these vacation environmentalists (when I walk after these weekends in the woods here in the surrounding used as dumps I always fall in deep depression) but rather about the dramatic enviromental impact of these mass travels.

When we watch in TV these long queues in the highways, all this produces a heavy environmental impact and this crowd of cars and SUVs may become a real environmental bomb.

The Union of Concerned Scientists has released some guidelines and documents in order to provide some suggestions to make some real green vacations: it is not enough to travel to the countryside or eat a lot of organic food to make a green vacation because our respect for the environment begins from the modalities we choose to travel.

In the document Getting There Greener, the Union of Concerned Scientists has analyzed different modalities commonly adopted to travel during vacation evidencing low and high emission types and providing also 10 useful tips to make real green travels

I warmly suggest the reading of these documents also to be aware of the high environmental costs of our leisure vacations.

Vacation Traveler Quick Reference Chart
Getting There Greener Summary


Ponti delle vacanze "Verdi"


Arriva il ponte del 2 giugno ed ecco puntuale il fiume di macchine sulle strade e sulle autostrade.

A parole, siamo tutti ecologisti e dalla parte della Natura. Ma quando si tratta di andare in vacanza, non c'è niente da fare: il relax ed il piacere personale vengono prima di tutto.

Al primo ponte vacanziero, le città si svuotano e un fiume di persone si catapulta al mare, in montagna, in campagna: ovunque purchè si possa fare un meritato break. Ed in tutto questo l'ambiente che c'entra? Anzi molti si dedicano alle vacanza immersi nella natura, ma qualche particolare di tutta la faccenda alla fine sfugge.

I vari ponti e le vacanza (estive ed invernali che siano) presentano invece un conto piuttosto salato in termini ambientali: non parlo della scia di devastazione che i vacanzieri lasciano dietro di sè (quando vado a gironzolare nei nostri boschi trasformati in discariche dopo il passaggio di questi naturisti mi viene la depressione), quanto semmai del pesantissimo impatto ambientale di questi spostamenti di massa.

Quando in TV vediamo le lunghe file ai caselli autostradali, tutto questo ha un peso notevole in termini ambientali: questo mare di automobili che si riversano ovunque può rappresentare una vera e propria "bomba ambientale".

L' "Union of Concerned Scientists" ha messo a punto una serie di linee guida e di documenti (in inglese) per fare delle vere "Vacanze Verdi": non basta andare a trascorrere il ponte in un agriturismo o ingozzarsi di prodotti bio per fare una vacanza ispirata alla natura perchè il "verde" è determinato prima di tutto dalle modalità con le quali decidiamo di spostarci.

Nel documento Getting There Greener, l' Union of Concerned Scientists ha analizzato le varie forme di spostamento adottate per le vacanze evidenziando quelle a maggiore emissione e quelle a minore emissione e dieci utili consigli per andare in vacanza in modo più sostenibile.

Ne consiglio vivamente la lettura (anche se in inglese) anche per renderci conto di quanto costano in termini ambientali le nostre vacanze.

Breve Guida alle emissioni per tipo di viaggio
Guida Rapida al "Getting There Greener"