lunedì 4 maggio 2009

Milano Città Metropolitana/1

Pubblico di seguito la prima parte di un interessante contributo dell'amico Umberto Lacchetti relativo alla proposta "Milano Città Metropolitana" come spunto anche per un eventuale confronto su questo tema.
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Un'amministrazione di centro-sinistra si contraddistingue per la volontà di "governare" l'economia, in contrapposizione a chi pensa che il "lasciar fare", che alla fine vede prevalere i poteri forti, sia la politica migliore. In fondo, è proprio partendo da una premessa come questa che nasce la richiesta di fare di Milano e Provincia una Città metropolitana: coordinare le risorse, dare un indirizzo, mettere a sistema enti, istituzioni, imprese per creare delle sinergie, migliorare la qualità della vita e potenziare lo sviluppo economico, sono le grandi opportunità che la realizzazione dell'ente Città metropolitana può dare.

Partiamo dai problemi che affliggono la nostra Provincia. E' noto che siamo in presenza di un "collo di bottiglia" che limita le potenzialità economiche del territorio: la strozzatura è causata dai problemi di mobilità e carenza di infrastrutture, conseguenza di politiche dissennate che in passato hanno prodotto uno sviluppo disomogeneo ed un consumo del territorio tumultuoso e disorganico. Ne derivano una serie di effetti negativi: traffico intenso, ingorghi, incidenti, inquinamento, che si ripercuotono sulla salute delle persone e sulla vivibilità dell'ambiente, ma anche rallentamenti nei tempi di trasferimento di persone e merci con negative conseguenze sui costi di produzione delle imprese. Inoltre la concentrazione di persone ed attività economiche nei centri urbani aumenta fortemente la domanda e mantiene un elevato livello del prezzo degli immobili e degli affitti, con un effetto di trascinamento sul costo della vita.

D'altra parte va ricordato che nella Provincia di Milano sono concentrate più del 40% delle imprese lombarde, che producono da sole circa il 10% del Pil italiano. E' l'area economicamente più sviluppata del Paese e rilevante anche a livello mondiale, che genera oltre 6 milioni e mezzo di spostamenti giornalieri nel complesso delle infrastrutture stradali, ferroviarie ed aeree. E' evidente allora che i trasporti costituiscono un fattore strategico per Milano, per la Provincia e per tutta la Lombardia e, più che la distanza, è il tempo di percorrenza la variabile da considerare.

Ci possiamo chiedere: il disagio provocato da congestionamento ed inquinamento è una conseguenza inevitabile del progresso economico? No, a patto di riuscire ad elaborare un efficace piano dei trasporti che punti a ridurre il traffico veicolare privato, oggi nettamente prevalente. Ma questo richiede anzitutto il superamento di alcune disarticolazioni delle amministrazioni pubbliche, come la mancanza di coordinamento, la difficoltà ad integrare azioni verso un obiettivo comune, l'incapacità di realizzare le infrastrutture territoriali spesso lasciate all'iniziativa locale. Occorre allora istituire un nuovo ente, un ente che abbia i poteri per intervenire su materie delicate o strategiche che interessano l'ambito sovra-comunale. Sto parlando della Città metropolitana milanese, che dovrebbe accorpare Milano e Provincia per realizzare un governo su scala metropolitana: un progetto che consentirebbe di affrontare nel modo migliore i problemi dei trasporti e delle infrastrutture.

Umberto Lacchetti

3 commenti:

marcella81 ha detto...

ragazzi bisogna cominciare a pensare alle provinciali del 6 e 7 giugno!!
Per chi votare, Penati o Podestà? Per adesso sono più propensa a dare il mio voto a penati, visto la lista civica che ha creato, fatta tutta da gente lontana dalla solita vecchia politica. Voi cosa ne pensate?

Gianluca Aiello ha detto...

Condivido la proposta dell'area metropolitana milanese, anche se vederla come l'attuale area della Provincia di Milano è riduttivo e pericoloso. Una buona fetta dell'hinterland milanese è diventato parte della nuova Provincia di Monza e Brianza.

Carmelo Cannarella ha detto...

Riporto di seguito il commento di Umberto Lacchetti:

"Come ho avuto modo di scrivere, le difficoltà di mobilità, conseguenza della carenza di infrastrutture e di uno sviluppo disomogeneo, limitano le potenzialità di Milano e Provincia e riducono la vivibilità del territorio. Ma la risposta che le istituzioni devono dare per affrontare il problema non può non tener conto che Milano e Provincia costituiscono un unico corpo economico. Non solo, c’è anche omogeneità sotto l’aspetto culturale e sociale. Allora istituire la Città metropolitana rappresenta una presa d’atto di questa realtà socio economica e, attraverso la semplificazione istituzionale che ne conseguirebbe (la Città metropolitana subentrerebbe a Provincia e Comune di Milano) e una miglior visione di area vasta, si creerebbero le premesse per un migliore governo del territorio.

Per quanto riguarda l’istituzione della Provincia di Monza, anche qui si tratta di territori con una propria identità socio economica (la Brianza). E’ auspicabile ovviamente che questa nuova entità territoriale persegua un forte coordinamento ed integrazione con l’area milanese, perché si tratta comunque di realtà interrelate oltreché assai vicine.

Il Presidente provinciale uscente Filippo Penati tiene in modo particolare al progetto di Milano Città metropolitana ed ha proposto che il prossimo Presidente rimanga in carica solo due anni. Nel 2011 infatti scadrebbe anche il mandato dell’amministrazione cittadina: ciò consentirebbe, una volta ottenuta attraverso referendum l’approvazione dell’istituzione della Città metropolitana, di eleggere il nuovo sindaco metropolitano. Giusto in tempo per affrontare nel modo migliore un’altra sfida che coinvolgerà tutta l’area: quella dell’Expo 2015."

Umberto Lacchetti