lunedì 19 aprile 2010

Organic food is something of the political "left wing"?!?!

Few days ago, a friend of mine. who supports organic food and lives in a big city of Northern Italy, told me that in the city where he lives organic food is bad considered because seen something of the left wing political parties.

I actually remained quite surprised for this and, after a while, I made some questions to myself.

If this inclination is confirmed, I think we should have many worries about the intellectual capabilities of so many people: I can't believe that cinisism in Italy can reach such levels.

Organic is something of the left? So what about environment protection? The promotion of rural traditions, local typical products, biodiversity, water, landascapes? Do these things belong to the right or to the left?

I think that all this should belong to all of us with no consideration for the party one can vote at the elections.

I can't believe that someone can imagine to decide to eat pesticides or fertilizers just to be in line for a presumed political affiliation. I can't belive that someone may choose to pollute air just for a pseudo-political choice. I can imagine that in someone mind's greed may prevail, determining any choice. But opting for environmental degradation or low quality food just to accomplish a pseudo-political credo is out of my reach.

If so, it could be pure madness.

I'm thus wondering if in Italy, even about these issues, a sort of iper-polarization (as in other domains such as justice, institutional reforms, fiscal policies, etc.) is taking place: it means that a well defined type of mind is occupying any space of the italians' existence. In brief a political polarization can be expressed also in the lifestyles and above all in the consumption models.

So we are living in Italy within a peculiar experiment where, not only the Constitution and the balance of powers will be modified, not only political elections will be changed into opinion polls, but people will be completely eradicated from the essence of their own existences.

This is a process of modernization. A process of modernization of stupidity...

In the meanwhile, organic productions in Italy are suffering a dangerous indifference phenomenon which could be seen as a symptom of these trends rather than of mere economic, marketing or production dynamics: organic is something of the left, it is out of date, I don't care...

I enclose this article (in italian) released by Green Planet : it seems to me a critical red alert.

Il Biologico è una "cosa di sinistra"?!?

Giorni fa un amico, sostenitore del bio e che vive in una grande città del Nord Italia mi ha detto che dalle sue parti il biologico non va perchè considerato dai più "una cosa di sinistra".

Lì per lì, pur essendomi meravigliato di questa constatazione, non ci ho riflettuto più di tanto: poi però ripensandoci per bene ho cominciato a preoccuparmi.

Se così fosse, effettivamente ci sarebbe da preoccuparsi seriamente soprattutto per le capacità intellettive dei nostri concittadini circa alcune tematiche chiave dell'esistenza di tutti: posso comprendere che il cinismo in Italia sia arrivato alle stelle, ma fino a questo punto non pensavo che si potesse arrivare.

Il Biologico è di sinistra? E la tutela dell'ambiente? E la valorizzazione delle tradizioni contadine? E i prodotti tipici locali? E l'architettura rurale, la biodiversità, le risorse idriche, il paesaggio?

Insomma, alcune persone ritengono che ci si debba rimpinzare di fitofarmaci o pesticidi per non tradire il proprio credo politico? Oppure che si possa scaricare nell'aria enormi quantità di CO2 con dei giganteschi SUV perchè ritentuta coerente con una pseudo-scelta politica? Siamo arrivati a questo punto? Essere simpatizzante di un partito politico o di un altro rendebbe quindi variabile la nostra responsabilità nei confronti dell'ambiente che ci circonda. Se così fosse, questa sarebbe pura follia.

Viene da pensare quindi che anche su questi temi si stia creando una polarizzazione estremizzata, un bipolarismo legato ai modelli di consumo e stili di vita. Insomma stiamo vivendo all'interno di un'interessante fase in cui non solo si mira a trasformare l'impalcatura istituzionale di questo miserevole Paese, non solo a trasformare i cittadini in consumatori, non solo a trasmutare le elezioni politiche in sondaggi commerciali, ma anche a sradicare completamente le persone dall'essenza stessa delle loro esistenze. In breve questo è certamente un processo di modernizzazione, ma di modernizzazione della stupidità umana.

Nel frattempo però il biologico italiano soffre di una pericolosa indifferenza che potrebbe confermare questo trend e rappresentare pertanto un segnale di tutto questo: il biologico non è di moda, non è trendy, è di sinistra, è perdente, è sfigato. Non interessa...

A tale proposito riporto questo articolo apparso su Green Planet su cui bisognerebbe riflettere.

Francamente mi sembra una specie di pericoloso segnale d'allarme.

Lasciamo quindi perdere queste acrobazie neuroniche e ogni volta che è possibile sosteniamo il biologico italiano con le nostre scelte alimentari e con la massima diffusione possibile di informazioni, eventi, esperienze e notizie.

venerdì 16 aprile 2010

The State of the Environment in Italy: the ISPRA report 2009

The total indifference of italian politics towards environment continues. Priorities are clearly others: political reforms directed to modify the balance of power among institutions for the benefit of someone. In the meantime a party is claiming its rights to control some banks, another party is dealing with a potential secession, another is engaged in a neverending internal discussion, etc.

In brief, this is a clear farce whose final costs are paid by italian society as a whole in terms of lack of development and energy policies, proposals for an economic and social restructuring, support to the spirit of initiative, innovation, new development trajectories. In this vacuum, of course organized crime is very grateful: politicians have no ideas, while these gentlemen's ideas are always very clear.

The only economic measure recently adopted is connected to some incentives to stimulate private conventional consumptions: it means supporting something old instead of something new. Well, that's the way it is...

As usual in Italy, the phylosophy of "do it yourself" or "do what you want and how you want" always prevails: but italian environment suffers the main burden of this indifference.

Without proper consideration, investments and totaly left to the hands of speculators or local incompetent administrators, environment becomes the victim of the "not in my backyard" phylosophy becoming in the same time a barometer of the ethical erosion of local and national communities.

The recent report on the environment recently released by Ispra, thus evidences the quality of our relations with environment as indicator of a peculiar public dimension's consideration into people mind. The very negative data presented in this report first of all highlights this indifference of italian politics which seems not to have the proper skills and intellectual tools to manage such issues and to understand the critical role of environment as prerequisite for a decent social, economic and health development.

This report (in italian) may be seen here.

In this way, the systematic destruction of italian ecosystems is a shadow accompanying the destruction of the corresponding social and ethical systems: in both cases we all have a co-shared responsibility.

Indifference and lack of information are a powerful weapons for speculators and criminal politicians because, after having cancelled environment as public good, they will try to sell silence, clear air, forests, landascapes as "supermarket products" transforming us into environmental customers: after all they are beginning with public water.

We are so stupid...

Stato dell'Ambiente in Italia: il rapporto Ispra 2009

Continua l'indifferenza totale della politica italiana nei confronti delle tematiche ambientali. Le priorità sono evidentemente altre: transpresidenzialismo alla carbonara con triplo turno carpiato e premierato con camme in testa. Intanto chi vuole le banche, chi si lagna e minaccia secessioni, chi sprofonda in beghe interne senza fine, chi rimane senza idee, programmi, proposte.

In questa farsa a pagare il conto è la società nel suo complesso sotto forma di assenza di politiche per lo sviluppo, proposte di rinnovamento economico e sociale, rilancio dello spirito di iniziativa magari legato all'innovazione e nuove traiettorie di sviluppo sociale ed economico. L'unica idea è stata quella degli incentivi al consumo. Si tratta di risorse destinate a stimolare il consumo di prodotti concettualmente vecchi, non a stimolare l'emersione del nuovo.

Insomma, come al solito in Italia, la filosofia dominante è "arrangiatevi" e "ognuno faccia quello che crede e come crede": e a sopportare il carico maggiore di questa indifferenza è appunto l'ambiente italiano.

Senza considerazione, investimenti, lasciato in balia del primo che capita (speculatori, amministratori incompetenti o peggio, comunità sradicate senza legami con i territori dove poggiano i piedi), l'ambiente diventa la vittima sacrificale del "chissenefrega" generale e sintomo dell'erosione etica e della sfera pubblica nazionale.

Leggendo il recente rapporto Ispra, mi è venuto da pensare proprio questo: l'ambiente che ci circonda è alla fine il barometro dei nostri rapporti con la dimensione "pubblica", del "non mio, ma di tutti". I dati sconfortanti che emergono da questo rapporto sembrano infatti lanciare una pesante accusa in primo luogo nei confronti della politica (nazionale e locale) che ancora non dispone di un'adeguata alfabetizzazione su queste tematiche e che non comprende la crucialità etica, sociale, sanitaria ed economica della dimensione eco-ambientale.

Il rapporto può essere visualizzato qui.
Il comunicato stampa può essere visualizzato qui.

Personalmente interpreto la distruzione sistematica degli ecosistemi italiani come elemento che, come un'ombra minacciosa, accompagna la distruzione sistematica dei sistemi etici e sociali nazionali di cui siamo, in entrambi i casi, tutti responsabili.

L'indifferenza e la disinformazione sono un'arma potentissima nelle mani dei palazzinari e degli speculatori perchè una volta cancellato l'ambiente come bene pubblico tenteranno di venderci il silenzio, l'aria pulita, i boschi, le aree verdi o i paesaggi come un "prodotto da supermercato" trasformandoci in "consumatori-utenti-clienti di beni ambientali": del resto hanno già iniziato con l'acqua pubblica...

Si può essere più imbecilli di così?

martedì 13 aprile 2010

Omaggio ad Edmondo Berselli

Voglio dedicare questo post allo scrittore e giornalista Edmondo Berselli, scomparso ieri dopo una lunga malattia. Di Berselli ho sempre apprezzato i commenti profondi e critici su questi anni isterici: ho sempre apprezzato il suo pensiero libero e consapevole. Per me è stato fonte di riflessione e di approfondimento.

Purtroppo con la sua scomparsa, l'Italia perde un'espressione vivace della cultura e del pensiero critico: in considerazione della mediocrità circolante, ritengo che sarà molto difficile in tempi brevi immaginare un degno sostituto.

Qualche articolo:

lunedì 12 aprile 2010

Mr Roberto Saviano's Message

Yesterday night, I've watched on TV the interview of Mr Roberto Saviano during a very popular TV show. I've got to say that in these times in which italian politicians are chattering about generical reforms directed only to cement political power sterilizing political institutions and diffusing the idea that a possible demagogical mass representation may be synonym of citizens' participations, the specch of Mr Saviano aquired a particular meaning for the richness of ideas, in-depth reflections, hopes for an ethical recostructionof Italy. All this of course clashes against the complete void of italian politics.

The Mr Saviano's message is clear and strong because it is directed to those italians who still know the concept of dignity and respect for themselves and for their country. In these years during which only the liars seem to rule in Italy, someone speaking about "truth" is something quite impressing...



Il Messaggio di Roberto Saviano

Ieri sera ho seguito in Tv l'intervento di Roberto Saviano durante la trasmissione "Che Tempo che Fa". Devo dire che in questo tempo in cui la politica blatera a vanvera di "riforme" che mirano solo a cementificare il potere politico irrigidendo le isitituzioni e illudendo i cittadini con l'esca della "rappresentanza della piazza" come unico sinonimo di "partecipazione", le parole di Roberto Saviano acquistano un significato particolare per la "pienezza di contenuto" che appunto contrastano con il vuoto assoluto della politica.

Il messaggio di Roberto Saviano è forte e chiaro perchè si rivolge a quegli italiani che ancora conoscono il concetto di "dignità" e di "rispetto" in primo luogo per sè stessi e per la loro terra.

In questi tempi dove predominano i bugiardi, un uomo che parla di verità fa sempre una certa impressione.


mercoledì 7 aprile 2010

Interviewing Al Gore

Al Gore has recently released an interesting interview for the italian magazine "A". In this interview Mr. Al Gore discusses many topics among which the role of TV in the creation of the "public opinion", the problem of the information freedom and the role of its television "Current" which has recently hosted a Michele Santoro's program, an italian journalist banned from the italian public TV.

In brief, Mr. Al Gore with this interview has confirmed to be a particularly committed politician: this kind of political figure unfortunately completely lacks in Italy...

This interview (in italian) can be seen here.

Un'Intervista ad Al Gore

Al Gore ha rilasciato un'interessante intervista per il magazine "A" del Corriere della Sera. In questa intervista Al Gore ha toccato numerosi argomenti tra i quali il ruolo della televisione nella creazione dell' "opinione pubblica", la libertà di informazione ed il ruolo stesso della sua emittente televisiva "Current" che ha recentemente ospitato il talk show di Michele Santoro "Raiperunanotte".

Insomma Al Gore rimane l'esempio di una figura politica di spessore: una figura politica totalmente assente nel panorama italiano.

L'intervista può essere visualizzata qui.

venerdì 2 aprile 2010

Ancora sugli OGM

Riporto di seguito il recente comunicato stampa da Agrapress in tema di OGM
_________________________________________________________
La task force 'per un'italia libera da ogm' (coldiretti, cna alimentare, cia, aiab, amab, legacoop, lega pesca, unci, federconsumatori, adusbef, adoc, codacons, movimento difesa del cittadino legambiente, wwf, greenpeace, vas, fondazione univerde, slow food, acli, crocevia, focsiv, greenaccord, federparchi, campagna amica, citta' del vino) preso atto del sollecito avvio, da parte del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, luca zaia, della procedura di diniego della messa in coltura di mais ogm, chiede al ministro della salute ferruccio fazio e al ministro dell'ambiente stefania prestigiacomo di controfirmare il decreto, nel rispetto dei termini fissati dalla sentenza del consiglio di stato, ordinando lo stop definitivo all'ingresso sui campi di sementi modificate e fermando il rischio di inquinamento". lo rende noto la coldiretti, informando che "la coalizione da' appuntamento ai ministri a roma, al colosseo, il giorno 7 aprile per replicare la propria firma direttamente sul pullman di greenpeace che nel viaggio in europa, per raccogliere le testimonianze europee dei no agli ogm, ha gia' raccolto quelle dei ministri di ambiente, salute e agricoltura del lussemburgo, prima tappa del tour europeo".

Agrapress