giovedì 7 maggio 2009

Freedom House: Press Freedom at Risk in Italy

The independent nongovernmental organization Freedom House has recently released its 2009 report on the state of presse freedom worldwide.

According to Freedom House for the first time Israel, Italy and Hong Kong lose free status. In particular "(Europe) continues to boast the world's highest level of press freedom. However, Italy slipped back into the Partly Free category with free speech limited by courts and libel laws, increased intimidation of journalists by organized crime and far-right groups, and concerns over the concentration of media ownership".

Furthermore: "Declines in Israel, Italy and Taiwan illustrate that established democracies with traditionally open media are not immune to restricting media freedom".

From the data presented in the report Italy detains a 32 ranking value and a 2009 rating of 73, it means worse than Namibia, Guyana, Benin...

Italy is placed at the bottom of Western Europe ranking just before Turkey...

Freedom House's press release on 2009 report can be found here
Charts can be found here
Tables can be found here


Freedom House: Libertà di Stampa a Rischio in Italia


L'attore Maurizio Crozza, durante l'ultima puntata della trasmissione "Ballarò" ha riferito che, secondo un recente rapporto sulla libertà di stampa, per la prima volta l'Italia, insieme ad Israele ed Hong Kong, ha perso lo status di "Paese Libero" .

Vediamo di che si tratta.

L'organizzazione indipendente non governativa Freedom House ha infatti recentemente pubblicato il suo rapporto 2009 sullo stato della libertà di stampa a livello mondiale.

Secondo Freedom House "(l'Europa) continua a registrare i livelli più elevati di libertà di stampa. Comunque, l'Italia è scivolata nella categoria dei Paesi parzialmente liberi a causa di limitazioni nella libertà di parola da parte delle corti di giustizia e dalle leggi, di intimidazioni nei confronti di giornalisti da parte di organizzazioni criminali e gruppi di estrema destra e delle preoccupazioni sulla concentrazione della proprietà dei media".

Inoltre "I dati negativi di Israele, Italia e Taiwan dimostrano che democrazie consolidate con dei media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni sulla libertà dei media".

Dai dati risulta che l'Italia possiede un valore di ranking 32 e un rating 2009 uguale a 73, peggiore quindi di Namibia, Guyana, Benin...

Siamo al penultimo posto tra i Paesi Europei davanti solo alla Turchia...

Il comunicato stampa di Freedom House sul rapporto 2009 può essere visualizzato qui (in Inglese)
I grafici possono essere visualizzati qui
Le tabelle possono essere visualizzate qui


mercoledì 6 maggio 2009

Environmental Mafia Crimes in Italy: "Ecomafia Report 2009"

Family affaires of well known italian politicians are diverting us from really important political issues. It is thus important to focus our attention on serious topics.

Legambiente, an Italian Environmental Association and Movement, has recently released its annual report Ecomafia in Italia 2009 (in italian) about Mafia's criminal activities in waste management and other environmental areas.

This is, as usual, a critical tool to have an overview about what is going on in Italy about these issues, facts and figures about Mafia's criminal business in environmental devastation and the perverse links between corrupt politicians and criminals.


"Ecomafia 2009 tells an entire year through facts and figures of environmental crimes: illegal waste management, construction abuses, cheated contracts, illegal animal trafficking, archaeo-mafia, agro-mafia, forests' fires, and so on. There is however something sure in all this: Mafia in environment never sleeps and never copes with crises..." (translated from the preface)


Rapporto Legambiente Ecomafia 2009


Gli affari di famiglia dei politici nostrani ci stanno distraendo dalle questioni politiche importanti. Parliamo quindi di cose serie.

Legambiente ha recentemente pubblicato il rapporto annuale sull'Ecomafia in Italia. Si tratta, come sempre, di un documento preziosissimo anche per tenere alta l'attenzione su questa delicata questione dato che in Italia la malagestione dei rifiuti così come la devastazione sistematica dell'ambiente costituiscono un importante business criminale dove politici corrotti e criminalità vanno regolarmente a braccetto.

"Ecomafia 2009 racconta un anno intero attraverso i numeri e i fatti della criminalità ambientale: traffici illeciti di rifiuti, abusivismo edilizio e appalti truccati, racket degli animali, archeomafia, agromafia, incendi boschivi e così via. Con una certezza: l’ecomafia non conosce crisi. A cura di : Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente"

martedì 5 maggio 2009

Evaluating the Performance of GMOs

Recently an UCS expert (Union of Concerned Scientists) Doug Gurian-Sherman has published a report on the performances of GMOs titled "Failure to Yeld".

This report evidences that despite 20 years of research and 13 years of commercialization, genetic engineering has failed to significantly increase U.S. crop yields

In particular, the author "reviewed two dozen academic studies of corn and soybeans, the two primary genetically engineered food and feed crops grown in the United States. Based on those studies, the UCS report concluded that genetically engineering herbicide-tolerant soybeans and herbicide-tolerant corn has not increased yields. Insect-resistant corn, meanwhile, has improved yields only marginally. The increase in yields for both crops over the last 13 years, the report found, was largely due to traditional breeding or improvements in agricultural practices".

The report concludes highlighting the role of organic farming as sustainable and effective path to achieve real and substantial long-term quantitative and qualitative increases in agricultural production.

Un Rapporto sulle Performances degli OGM


Recentemente un esperto dell'UCS (Union of Concerned Scientists) Doug Gurian-Sherman ha pubblicato un rapporto sulle performances degli OGM dal titolo "Failure to Yeld" (in inglese).

Il rapporto evidenzia che nonostante 20 anni di ricerche e 13 anni di commercializzazione gli OGM non sono riusciti ad incrementare le rese dei raccolti nell'agricoltura americana.

In particolare l'autore ha esaminato decine di ricerche e studi relativi alla soia ed al mais (che costituiscono le produzioni agricoli a maggiore tasso di presenza di OGM) dimostrando che le coltivazioni geneticamente modificate non hanno riportato incrementi quantitativi di sorta.

Il rapporto si chiude sottolineando il ruolo dell'agricoltura biologica come percorso efficace ed efficiente per addivenire a reali e sostanziali aumenti della produzione.

Milano Città Metropolitana/2

Pubblico di seguito la seconda parte del contributo di Umberto Lacchetti sul tema di Milano Città Metropolitana.

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Entrando nel merito della questione, l'obiettivo principale deve essere quello di utilizzare le risorse, limitate, per costruire le infrastrutture più utili per migliorare la mobilità. Bisogna realizzare una pianificazione partendo dai flussi di spostamento delle persone: ci sono delle aree caratterizzate da una buona offerta di posti di lavoro interni ed indici di mobilità meno elevati, come il Castanese ed il Legnanese, mentre altri ambiti vedono elevati flussi in uscita verso il capoluogo (come il Magentino). Questi movimenti vanno attentamente monitorati per valutare la domanda di trasporto.

Per quanto riguarda le principali infrastrutture da realizzare, la scelta va fatta sulla base all'analisi costi benefici. Anzitutto bisogna osservare quante risorse pubbliche occorrono per realizzare l'infrastruttura e se c'è l'apporto di capitale privato (project financing), poi bisogna valutare i benefici per la collettività che l'opera potrebbe portare. Va data la priorità a quelle opere che offrono un miglior risultato di costi benefici. Questo deve essere il criterio di scelta, non quello della visibilità, o altro. Proviamo allora ad indicare alcuni interventi la cui realizzazione è prioritaria, da fare quanto prima.

Anzitutto è necessario ampliare la rete ferroviaria metropolitana, sia eseguendo i prolungamenti delle linee M1, M2, M3, sia costruendo nuove linee. La metropolitana è un mezzo di trasporto veloce e molto utilizzato, un ottimo incentivo per ridurre l'utilizzo dei mezzi privati e quindi migliorare la transitabilità delle strade e la qualità dell'aria, diminuire i tempi di percorrenza. In vista di Expo 2015 è un'infrastruttura indispensabile per permettere spostamenti di masse ingenti di persone.

Per quanto riguarda le ferrovie, è necessario potenziare la linea Milano Gallarate e collegare il Malpensa Express con la Stazione Centrale di Milano. Bisogna rimettere in funzione alcune linee ferroviarie dismesse: si sta lavorando per ripristinare la Saronno Seregno per realizzare la gronda nord, non sarebbe male riprendere anche la Garbagnate Arese, che collegherebbe il Nord Groane con la zona dove sorgerà l'Expo. Vanno realizzate anche le tramvie extraurbane, come la Milano Parco Nord / Desio - Seregno. Bisogna però monitorare i parcheggi prossimi alle stazioni per verificare se siano sufficienti ad accogliere i veicoli privati e prevederne eventualmente un ampliamento. Le piste ciclabili che collegano i centri abitati con le stazioni ferroviarie possono risultare utili per diminuire l'ingorgo di veicoli.

Fra le strade da realizzare, è urgente riqualificare la strada provinciale 46 Rho - Monza con il completamento della tangenziale Nord: ciò consentirebbe di migliorare la viabilità sulla A4, perché una parte di traffico verrebbe traslata sulla nuova arteria; inoltre si realizzerebbe un indispensabile collegamento con l'area fieristica e dell'Expo.

Per ridurre il congestionamento da traffico, un rimedio efficace è incentivare i cittadini ad utilizzare il mezzo pubblico, e contemporaneamente potenziare il servizio. Spesso però il trasporto pubblico è costretto a muoversi nel traffico assieme ai mezzi privati e quindi deve subire i lunghi tempi di percorrenza. Per ovviare a questo inconveniente un rimedio efficace è quello di sviluppare un sistema di corsie preferenziali, oggi del tutto insufficienti, tanto in città che in provincia. Le corsie preferenziali permetterebbero di ridurre i tempi di percorrenza e renderebbero più conveniente il mezzo pubblico: i cittadini sarebbero invogliati a lasciare a casa le automobili o ad utilizzarle in modo integrato con il trasporto pubblico. Rammentiamo che la scelta sulle modalità di trasporto, in particolare in una società dinamica come quella milanese, è certamente funzione dei tempi di percorrenza.

Sono da evitare invece le soluzioni dispendiose che non diano garanzie di utilità diffusa. Mi riferisco in particolare al tunnel che si vorrebbe costruire sotto la città di Milano, per collegare l'area dell'Expo con la tangenziale Est -svincolo Forlanini - e l'aeroporto di Linate. Da principio sembrava che il progetto dovesse essere realizzato tutto in project financing. Poi, forse per l'incerto futuro dell'aeroporto di Linate, sono sorte difficoltà. Oggi il Comune ha ripreso in considerazione il progetto, ma si parla della necessità di un consistente investimento pubblico a fondo perduto, di circa 750-800 milioni di euro. L'impegno finanziario sarebbe notevole, mentre il progetto non sembra essere particolarmente utile per risolvere i problemi di traffico di Milano, perché si finirebbe per incentivare ulteriormente l'utilizzo del mezzo privato.

Il trasporto su gomma delle merci è un altro grosso problema a cui dare risposta. Milano infatti è attraversata continuamente da un intenso traffico di merci in direzione Est-Ovest e Nord-Sud, la stragrande maggioranza su gomma, spesso di puro transito, e non di rado con provenienza e destinazione estere. L'autostrada Torino Milano Venezia viene congestionata da questo traffico. Il problema però va affrontato a livello nazionale, e la migliore risposta è quella di cercare di far trasferire parte delle merci dal trasporto su gomma a quello su ferro. E' necessario anche realizzare, lungo le autostrade e le ferrovie, delle piattaforme logistiche, per consentire localmente la distribuzione delle merci con mezzi di trasporto gommati più leggeri. C'è bisogno insomma di politiche coordinate per la mobilità che sappiano proporre soluzioni complessive capaci di integrare le varie modalità di trasporto.

Un'ultima considerazione la riservo all'iniziativa sulla responsabilità sociale di impresa intrapresa dall'amministrazione provinciale, che potrebbe trovare nuova linfa in un ambito di Città metropolitana. Già da qualche anno la Provincia ha istituito un Albo fornitori, dove le imprese iscritte hanno accettato di sottoscrivere un codice etico improntato su trasparenza e correttezza. Ora alcune di queste imprese stanno ottenendo la certificazione di responsabilità sociale, a compimento di un percorso tracciato dal progetto "Vicini alle Imprese". L'iniziativa ha consentito alla Provincia di diffondere i temi della responsabilità sociale nel panorama imprenditoriale, mettendo in evidenza un modo nuovo di fare impresa, fondato sull'etica. Non solo. La Provincia di Milano sta cominciando ad inserire nei bandi di gara delle valutazioni che considerano, in sede di aggiudicazione, oltre a prezzo e qualità della prestazione, anche l'aspetto etico. La Provincia ha anche istituito un apposito Assessorato alla Responsabilità Sociale d'Impresa e Pubblica Amministrazione, retto prima da Giuliana Carlino e poi da Vito Giannuzzi. Certamente in un un'ottica di competenze più vasta, quale scaturirebbe dall'ente Città metropolitana, il tema della responsabilità sociale di impresa avrebbe più occasioni per diffondersi.

In conclusione l'istituzione di Milano Città metropolitana consentirebbe di mettere in atto un nuovo modello di governance, capace di dare più efficaci risposte ai problemi: permetterebbe di superare gli attuali limiti strutturali, quali la disarticolazione delle competenze e dei poteri degli amministratori pubblici, la difficoltà di realizzare misure in modo integrato verso un obiettivo comune.

Umberto Lacchetti

lunedì 4 maggio 2009

Milano Città Metropolitana/1

Pubblico di seguito la prima parte di un interessante contributo dell'amico Umberto Lacchetti relativo alla proposta "Milano Città Metropolitana" come spunto anche per un eventuale confronto su questo tema.
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Un'amministrazione di centro-sinistra si contraddistingue per la volontà di "governare" l'economia, in contrapposizione a chi pensa che il "lasciar fare", che alla fine vede prevalere i poteri forti, sia la politica migliore. In fondo, è proprio partendo da una premessa come questa che nasce la richiesta di fare di Milano e Provincia una Città metropolitana: coordinare le risorse, dare un indirizzo, mettere a sistema enti, istituzioni, imprese per creare delle sinergie, migliorare la qualità della vita e potenziare lo sviluppo economico, sono le grandi opportunità che la realizzazione dell'ente Città metropolitana può dare.

Partiamo dai problemi che affliggono la nostra Provincia. E' noto che siamo in presenza di un "collo di bottiglia" che limita le potenzialità economiche del territorio: la strozzatura è causata dai problemi di mobilità e carenza di infrastrutture, conseguenza di politiche dissennate che in passato hanno prodotto uno sviluppo disomogeneo ed un consumo del territorio tumultuoso e disorganico. Ne derivano una serie di effetti negativi: traffico intenso, ingorghi, incidenti, inquinamento, che si ripercuotono sulla salute delle persone e sulla vivibilità dell'ambiente, ma anche rallentamenti nei tempi di trasferimento di persone e merci con negative conseguenze sui costi di produzione delle imprese. Inoltre la concentrazione di persone ed attività economiche nei centri urbani aumenta fortemente la domanda e mantiene un elevato livello del prezzo degli immobili e degli affitti, con un effetto di trascinamento sul costo della vita.

D'altra parte va ricordato che nella Provincia di Milano sono concentrate più del 40% delle imprese lombarde, che producono da sole circa il 10% del Pil italiano. E' l'area economicamente più sviluppata del Paese e rilevante anche a livello mondiale, che genera oltre 6 milioni e mezzo di spostamenti giornalieri nel complesso delle infrastrutture stradali, ferroviarie ed aeree. E' evidente allora che i trasporti costituiscono un fattore strategico per Milano, per la Provincia e per tutta la Lombardia e, più che la distanza, è il tempo di percorrenza la variabile da considerare.

Ci possiamo chiedere: il disagio provocato da congestionamento ed inquinamento è una conseguenza inevitabile del progresso economico? No, a patto di riuscire ad elaborare un efficace piano dei trasporti che punti a ridurre il traffico veicolare privato, oggi nettamente prevalente. Ma questo richiede anzitutto il superamento di alcune disarticolazioni delle amministrazioni pubbliche, come la mancanza di coordinamento, la difficoltà ad integrare azioni verso un obiettivo comune, l'incapacità di realizzare le infrastrutture territoriali spesso lasciate all'iniziativa locale. Occorre allora istituire un nuovo ente, un ente che abbia i poteri per intervenire su materie delicate o strategiche che interessano l'ambito sovra-comunale. Sto parlando della Città metropolitana milanese, che dovrebbe accorpare Milano e Provincia per realizzare un governo su scala metropolitana: un progetto che consentirebbe di affrontare nel modo migliore i problemi dei trasporti e delle infrastrutture.

Umberto Lacchetti

Italian Divorce

Family affaires and physical problems are private issues which should be excluded by political discussions. This is what happens in a normal democracy, not in Italy.

In Italy things go quite differently. Politics and the way politics are conducted and managed in Italy have dramatically changed during the recent years thanks to the consequences of TV monopoly and the too many conflicts of interests in confusing politics and TV communication. In particular the most subtle mergering between politics and TV doesn't happen into the information domain (too difficult and obvious) but rather through TV shows and advertising control. The public opinion's anaesthesia and conformism are no longer transmitted on conventional ideological ways (as in the case of information) but through the penetration within the national cultural tissue of well defined lifestyles and models amplified by TV shows and advertising.

In Italy politics and shows have very soften borders. Often it is difficult to understand where the former is ending and the latter is beginning. The main goal is to transform political arena into a sort of an extension of TV shows: being unable to bear a confrontation on an indeological field, it has been realized an axis' translation moving politics to the show domain where the confrontation is moved as well and where the italian leader is surely stronger than his political adversaries. This explains the attempt to reduce space and role of Parliament (considered a boring place and having a low audience index among TV spectators), the potential and real presence in elections of candidates from TV shows (increasing the party's share), his spectacular gaffes in harmony with many italian B-movies.

Watching these films it is possible to delineate the recent homo italicus profile: cynical, shrewd, arrogant, davil-may-care, opportunist, individualist, luxury cars, always on fashion holidays, working less and gymn more, cheater, beautiful young women, no links above all family links...

We are going toward a perfect symbiosis between the leader and the politics' consumers. It a long lasting process based on a method well known in marketing and among banker promoters: "nobody can understand you better than me. I've got the same problems. I'm like you!".

Surely the italian politicians of the past were not perceived as "one of us": they still belong to a different dimension: today on the contrary the mortal embrace between politics and TV has made politics a topic good only for sensationalist magazines.

Even this recent family fact is destined to become part of this process with surely great impact according to an electoral and consensus point of view: considering the present italian social composition, this event is contributing to make the leader even closer to his clients.

He is always and always "one of us".

But never like me...


Divorzio all'Italiana


Questioni di famiglia e difetti fisici non dovrebbero far parte della discussione politica. Sono affari privati e tali devono rimanere. Questo perlomeno in una democrazia "normale".

In Italia però le cose funzionano diversamente. La politica ed il modo di fare politica in Italia sono molto cambiati in questi ultimi anni; complice anche il monopolio televisivo e la commistione fra gestione politica e gestione della comunicazione. In particolare la commistione più sottile non avviene nel settore dell'informazione (troppo banale e troppo complicato), ma attraverso il controllo dello spettacolo e soprattutto della pubblicità. In tal modo l'anestetizzazione dell'opinione pubblica e il conformismo non viaggiano più su canali ideologici convenzionali (come appunto nel caso del controllo dell'informazione) ma attraverso la penetrazione nel tessuto culturale del Paese di precisi stili e modelli di vita amplificati dagli shows televisivi e dalla pubblicità.

In Italia la politica e lo spettacolo hanno quindi dei contorni decisamente sfumati. Spesso non si sa dove finisca l'uno ed inizi l'altra. L'obiettivo principale è quindi quello di rendere l'arena politica una specie di propaggine degli shows televisivi: non potendo affrontare l'avversario politico sul campo di battaglia ideologico o delle strategie politiche (perchè non in grado e quindi in una posizione più debole), si realizza una "traslazione di assi" e si sposta il tutto sul piano dello spettacolo dove viene spostato anche il confronto e dove del resto ci si sente più forti. Questo spiega lo svuotamento del ruolo del Parlamento, che è noioso e non detiene più uno share adeguato di gradimento fra gli ascoltatori-cittadini, la candidatura potenziale di personaggi dello spettacolo (che fanno aumentare lo share del partito), il cambio continuo di cappelli, beretti e caschi, le fantomatiche gaffes in perfetto stile televisivo o da film "vacanze a..." che tanto rispecchiano la vita nazionale di questi anni.

E da questi film emerge il profilo dell' homo italicus di oggi; cinico, furbo come non mai, strafottente, menefreghista, opportunista, anti-politico, individualista, gigantesche auto di lusso, sempre in vacanza e con vacanze "in", abbronzato tutto l'anno, poco lavoro, molti imbrogli e tanta palestra, venditore di fumo, belle donne e soprattutto molto giovani, terrorizzato dalla vecchiaia, nessun legame, nessun impegno... meno che mai con la famiglia.

Si procede quindi verso la simbiosi perfetta fra il leader ed i "consumatori della politica". E' un processo che va avanti da tempo ed è una tecnica molto nota nel mondo commerciale e dei promotori finanziari; "chi meglio di me vi può capire dato che ho gli stessi problemi: sono uno di voi!".

Certamente De Gasperi, Togliatti, Moro, Nenni, non li sentivamo "come noi": appartenevano ad un'altra dimensione. Oggi invece l'abbraccio mortale fra politica e "vacanze a..." è diventato tale da far diventare la politica un argomento buono solo per le riviste scandalistiche da sala d'attesa del dentista o del parrucchiere.

Anche questo recente fatto di vita privata famigliare è destinato a rientrare in questo copione con sicure ripercussioni di tipo elettorale e di consenso: vista ormai la composizione sociale del nostro Paese, questa vicenda avvicina ancor di più il leader al suo bacino di utenza.

E' sempre più "uno come noi".

Ma mai e poi mai "uno come me"...