venerdì 5 agosto 2011

Sognando un'Altra Italia

Sono giorni terribili questi: l'inettitudine (colposa e dolosa) di un'intera classe dirigente si materializza con il collasso dei mercati finanziari che, pur producendo aria fritta, trascina con sè l'economia reale ovvero quella che produce qualcosa (beni e servizi reali).

Come si può pensare e sperare che anni e decenni di speculazioni, truffe, corruzione, imbrogli, clientelismo e nepotismo possano avere una qualsiasi forma di "sostenibilità" economica e sociale nel medio-lungo periodo? Quanti italiani onesti (legalmente ed intellettualmente) possono credere ancora che la furbizia possa essere una valida e praticabile forma di Governo?

Come ho più volte ripetuto su questo blog, le categorie sociali che sono sempre state bistrattate da un ben determinato tipo di politica economica durante questi anni saranno quelle che pagheranno TUTTO il conto di questa follia collettiva: famiglie, pensionati, precari, lavoratori dipendenti, gli imprenditori onesti... Gli evasori, i manager, gli speculatori o i politikanten non pagheranno un centesimo: hanno già messo al sicuro il loro tesoretto.

Il problema italiano non è quindi economico. Quello che vediamo accadere oggi è solo un sintomo di un male più profondo e più complesso. Abbiamo infatti una cappa plumbea che impedisce a tutti i livelli l'emersione dei talenti e delle capacità migliori: questa "selezione avversa" affligge tutti i settori.

La politica allontana le persone oneste, volenterose e capaci, ma lo stesso avviene nell'università, nella pubblica amministrazione, nei settori produttivi, nel giornalismo, nella cultura: ovunque. Siamo capaci di promuovere solo il peggio, perchè il "meglio" fa paura.

Il risultato è una società indecente e profondamente ingiusta: finchè non ritroveremo la dignità, la decenza ed un senso minimale di giustizia saremo circondati sempre e solo dal peggio. E questo peggio, quando si traduce in una classe politica, può diventare un'arma di distruzione di massa: stanno distruggendo la società nel suo complesso e questa distruzione ha, fra i suoi segnali, il tracollo economico di questi giorni. E chi vorrebbe mai investire o scommettere un centesimo su questa gente?

Immaginiamo allora un'Altra Italia. Non possiamo quindi non raccogliere e rilanciare l'appello che sta circolando in proposito in questi giorni. Vi segnalo questo link per avere qualche info in più.

Forse è venuto il momento per molti italiani/italiane di ritirarsi su i pantaloni.

3 commenti:

Gianluca Aiello ha detto...

Continuo a credere che le classi dirigenti pubbliche e private ch gli italiani si ritovano sono rappresentative del volere italiani in buona misura.
Per un reale cambiamento questo dovrebbe partirr dalle abitudini degli italiani: meno egoismo, meno clientelismo, meno corruzione, meno furbizia spesa male. Diffiile un cambiamento in poco tempo, ma credo che debba accadere qualcosa perchè inizi il cambio di rotta.

Carmelo Cannarella ha detto...

E' indubbio che ci troviamo di fronte ad un cane che si morde la coda: in pratica ognuno ha il governo e la politica che si merita.
Resta il problema della cosiddetta "dittatura della maggioranza": sono personalmente sempre pronto ad aderire a tutti gli appelli di questo mondo ma, come te, sono convinto che siano inefficaci perchè sono il grido di disperazione di una minoranza oppressa.
Allora cosa fare? Immaginare una democrazia moderna dove una maggioranza di "caproni" possa essere tenuta a bada? Come fare, senza sfociare in un regime dispotico? Quali regole darsi?
Dobbiamo attendere un eventuale (e pericolisissimo) Messia? Oppure una guerra devastante dalle cui macerie far risorgere una società decente?
Nemmeno io al momento so darmi delle risposte...

Carmelo Cannarella ha detto...

E' indubbio che ci troviamo di fronte ad un cane che si morde la coda: in pratica ognuno ha il governo e la politica che si merita.
Resta il problema della cosiddetta "dittatura della maggioranza": sono personalmente sempre pronto ad aderire a tutti gli appelli di questo mondo ma, come te, sono convinto che siano inefficaci perchè sono il grido di disperazione di una minoranza oppressa.
Allora cosa fare? Immaginare una democrazia moderna dove una maggioranza di "caproni" possa essere tenuta a bada? Come fare, senza sfociare in un regime dispotico? Quali regole darsi?
Dobbiamo attendere un eventuale (e pericolisissimo) Messia? Oppure una guerra devastante dalle cui macerie far risorgere una società decente?
Nemmeno io al momento so darmi delle risposte...