martedì 14 giugno 2011

Non è (più) un Paese per capre (con tutto il rispetto per le capre...)

E' incredibile. Non ci posso credere. Per una volta la gente di questa scalognatissima terra ha saputo prendere l'iniziativa, reagire, dare un segno di esistenza in vita. E' un segno importante che qualcosa si sta muovendo e che una fetta abbastanza consistente dell'opinione pubblica, svincolata da schieramenti partitici, ha inteso riprendere possesso del diritto di pensare con la propria testa.

Al di là del contentuto "pratico" dei quesiti referendari (che comunque non erano di secondaria importanza), l'esito di questa consultazione, dopo le recenti amminstrative, conferma che la "gente" (nel senso più nobile del termine) è molto più avanti di una classe politica e dirigente (di destra e di sinistra) colpevolmente e dolosamente incapace ed incompetente, ancorata a logiche di un passato remoto che tutti coloro che sono andati a votare in questo referendum intendono gettarsi alle spalle.

E' una vittoria degli uomini e delle donne libere di questo Paese al di là di qualsiasi credo politico: non è certamente una vittoria che possa ascriversi ad una formazione politica o ad un gruppo politico specifico. E' una vittoria dei cittadini che non deve essere scippata da nessuno.

Tutto questo rende onore comunque ai tanti cittadini che si ispirano al centrosinistra così come a quelli del centrodestra che sono andati a votare spesso sfidando il cinismo di tanti politici. Soprattutto questi ultimi sono meritevoli di ammirazione perchè hanno dimostrato di non essere dei meri spettatori o burattini: questi cittadini e cittadine forse meriterebbero formazioni politiche di riferimento più degne e all'altezza delle loro aspettative.

Insomma un'Italia diversa ha alzato la voce. Questo significa che in questo sfortunatissimo lembo di terra non ci sono solo zozzoni con le braghe perennemente calate, furbacchioni, evasori morali e fiscali, mafiosi e camorristi, birbaccioni e zoccole. C'è dell'altro.

L'Italia forse si è rialzata e si è rimessa in marcia...

3 commenti:

Sara Sanviti ha detto...

Non vorrei apparire fuori tema: ho cercato un post in cui poter inserire un'informazione che Mauro mi incarica di darti e ho scelto questo.
Ieri, 21 giugno 2011, Mauro ed io abbiamo festeggiato il solstizio d'estate; pensiamo di fare lo stesso con quello d'inverno e con gli equinozi. In Romania, che forse ha conservato ancora una vocazione agricola, sono tutte feste nazionali.

Carmelo Cannarella ha detto...

Grazie Sara per la preziosa segnalazione che non è assolutamente fuori tema. L'importanza degli equinozi e dei solstizi è arcinota a chi possiede un minimo di "cultura verticale": sono punti cardinali essenziali anche da un punto di vista agricolo oltre che religioso e spirituale. La loro celebrazione (anche senza bisogno di farli diventare feste nazionali che ormai non coinvolgono più nessuno) è comunque un momento essenziale di riflessione per la ciclicità dei movimenti naturali per quegli uomini e quelle donne che si collocano all'interno di questi cicli naturali. In questo blog (essendo abbastanza profano)non tratto questo tipo di argomenti: essendo un "Antico Credente" ne discuto su questo blog (E Nos Lases Iuvate: www.lases.blogspot.com). E'scritto sia in italiano che in inglese: per esempio il solstizio d'inverno è affrontato in questo post: http://lases.blogspot.com/search/label/solstizio%2Fsolstice

Sara Sanviti ha detto...

Ho dato un'occhiata all'indirizzo che mi hai suggerito. E' un blog bellissimo e interessantissimo! E' un richiamo al passato, perché non è detto che ciò che è passato sia anche necessariamente superato, in termini di attualità. C'è molto del passato, che dovremmo invece recuperare...