mercoledì 21 luglio 2010

I consigli dell'estate

E' caldo e si suda. Con questo caldo non ho voglia di stare davanti al computer (come si evince anche dalla mia scarsa presenza qui): preferisco pensare a cose più leggere, meno impegnative, meno noiose. Sono abbastanza stufo. Si vede che devo proprio andare in ferie.

Questa tendenza al faceto mi sembra che sia abbastanza diffusa e condivisa da tanti: ho l'impressione infatti che ad esempio anche i media siano molto propensi a questa forma di "leggerezza". Per carità, non voglio entrare nel merito dell'indipendenza della stampa e della TV: noto però una discreta dose di frivolezza con chiare tendenze alla stupidità.

Sono giorni questi in cui la politica italiana si dibatte in una serie di questioni anche molto importanti: intercettazioni, politica economica, scandali talmente ovvi da non sembrare più nemmeno tali, P3-P4-P5, mafia e gravissime connessioni con la politica (ma và?), ecc... E poi c'è la catastrofe del Golfo del Messico con le sue assurdità, l'Afganistan dove non si capisce bene cosa stiano facendo i nostri soldati, ecc...

Insomma ci sarebbe di che infuriarsi. E invece niente. Sarà anche merito di quei bei servizi anestetizzanti che vengono mandati in onda nei TG: il meglio del meglio sono i consigli per il caldo dell'estate.

Questi servizi e questi giornalisti ti vengono a raccontare che con questo gran caldo è indispensabile:
1) bere tanta acqua (davvero??!!)
2) stare a casa nelle ore di punta (e a lavorare al posto mio chi ci mando?)
3) vestirsi leggeri (strano: pensavo di indossare un bel maglione di lana di pecora...)
4) aprire i finestrini della macchina (e invece no. Opto per la morte da soffocamento...)
5) mangiare tanta frutta e tanta verdura fresca (non posso campare solo di cocomero ed insalatina soprattutto se sono fuori casa per lavoro dove si è tutti costretti ad ingozzare il panino d'ordinanza)
6) accendere il ventilatore ed eventualmente l'aria condizionata (se non me lo dicevano non ci sarei arrivato da solo)

L'elenco potrebbe continuare a lungo con questi consigli davvero utili ed intelligenti.

Mi chiedo però: ci prendono per cretini oppure siamo realmente dei cretini?

Da che mondo è mondo d'estate fa caldo (a meno di non essere nell'emisfero australe) e da sempre ci si è arrangiati in qualche modo: possibile che questa gente abbia una considerazione così puerile di noi? Siamo veramente a questi livelli così bassi?

Potrebbe tutto questo essere un indicatore di come nei "piani alti" si guarda verso l'opinione pubblica ovvero come a dei bambini incapaci e scemi?

3 commenti:

Gianluca Aiello ha detto...

Le risposte alle tue ultime domande sono: SI e SI.

Mauro Thuciàt ha detto...

Rispetto alla tua domanda finale: certo che è così, ci considerano proprio come dei bambini incapaci e scemi. E costoro, non dobbiamo mai dimenticarlo, sono quelli che "ci rappresentano". Allora la domanda è: "questi nostri rappresentanti ci rappresentano veramente"? E se non ci rappresentano veramente, perché elezione dopo elezione il quadro non cambia mai? Non saranno mica, per caso, da rivedere profondamente i meccanismi coi quali si giunge alla nomina di questi nostri rappresentanti? Stai a vedere che, rivisti i meccanismi di nomina, magari a qualcuno di loro invece della poltrona spetterebbe la zappa d'ordinanza...

Carmelo Cannarella ha detto...

Cosa dire? L'importante è cercare almeno di rendere visibile e chiaro a tutti di non fare parte di questa Italia di "incapaci" (in senso giuridico del termine): nelle nostre scelte individuali, nei nostri stili di vita, nell'articolazione di un pensiero libero ed indipendente. Purtroppo con l'attuale sistema fondato sulla "dittatura della maggioranza" questi individui incapaci di intendere e di volere (peggio quando c'è il dolo)hanno decisamente le mani libere.
Come ripensare la democrazia allora? Come restituirle un senso ed un significato reale in un'epoca di tecnocrazia e di media-dipendenza?