venerdì 26 settembre 2014

Pericolose Nullità

In questo video di 15 minuti, Sabina Guzzanti, ospite di Michele Santoro nella trasmissione "Servizio Pubblico", fa un'analisi molto "drastica" del panorama politico italiano recente e meno recente. Alla fine si tratta di un'analisi ben più dettagliata, profonda e corretta di tante chiacchiere fatte da politologi, politici, esperti, giornalisti e tutto il resto di un'umanità seria in giacca e cravatta che invece è degna solo di disprezzo e derisione. 

Molta di questa umanità parassita e farlocca in giacca e cravatta è fatta da pericolose nullità che si nascondono dietro i ruoli istituzionali che occupano: in realtà non essi sono niente perchè sono autorità, ma privi di qualsiasi autorevolezza.

Il ragionamento della Guzzanti interessa delle questioni macroscopiche e di rilevanza notevole: sono problematiche "pesanti". Tuttavia bisogna pensare che le stesse logiche si ritrovano nelle questioni "micro" quelle più piccole e meno appariscenti, ma che interessano la vita di tutti i giorni. Sono le logiche che sottintendono allo svolgimento della quotidianità in Italia e che alla fine ne rappresentano l'ossatura culturale.




lunedì 15 settembre 2014

Scuola di Governo

E' ormai scientificamente provato: quando in Italia un governo non sa che pesci pigliare la prima cosa che fa è una bella "Riforma della Scuola". La prima cosa che ricordo di aver sentito da bambino, e non sono proprio un giovincello, non è la voce di mia madre o di mio padre, ma il ministro di turno che annunciava in TV una "Riforma della Scuola".

In effetti una profonda riforma della scuola sarebbe indispensabile, ma, attenzione, siamo in Italia. Non si annuncia lo stanziamento di un fondo di notevoli proporzioni per rimettere in piedi i ruderi delle scuole o per costruirne di nuove. Non si parla di dotare le scuole pubbliche di attrezzature, di strumentazione, di laboratori o palestre. Si tratta del solito "gioco delle tre carte" nel più classico stile "facimme ammuina".

Si parlato di valutare i professori premiando i più bravi e castigando i "meno bravi" (viva il politicamente corretto: non si può parlare di somari, incompetenti o raccomandati): e chi li valuta i professori? Conosciamo molto bene i sistemi di valutazione che sono stati adottati altrove: una farsa e un'offesa all'intelligenza. E poi alla fine nulla cambia perchè nessuno ha il coraggio di fare nulla. 

Insomma invece di reperire soldi combattendo l'evasione fiscale, la corruzione, l'inefficienza, la criminalità organizzata ed il malaffare si vara una serissima e profondissima "Riforma della Scuola".

Di seguito elenco alcuni punti di forza di detta riforma.

  • L'insegnante non si chiamerà più "professore" o "professoressa" (ritenuti termini inefficienti e poco propedeutici all'indirizzamento al mondo del lavoro degli studenti e delle studentesse) ma "teaching and learning advisor"
  • Il preside o la preside non si chiameranno più così (ritenuti termini inefficienti e poco propedeutici all'indirizzamento al mondo del lavoro degli studenti e delle studentesse), ma "global training and learning manager"
  • Gli esami di maturità (ritenuto termine inefficiente e poco propedeutico all'indirizzamento al mondo del lavoro degli studenti e delle studentesse) si chiameranno "school games" e verranno tenuti da commissioni esterne estratte internamente dalle scuole con assegnazione di punteggi a targhe alterne secondo algoritmi elaborati da un'apposita commissione di idioti.
  • L'edificio scolastico (ritenuto termine inefficiente e poco propedeutico all'indirizzamento al mondo del lavoro degli studenti e delle studentesse) si chiamerà "training, teaching and lerning center"
  • Lo studio della lingua inglese (ritenuto termine inefficiente e poco propedeutico all'indirizzamento al mondo del lavoro degli studenti e delle studentesse) si chiamerà "language proofessional development in the sky of course" il cui studio sarà fortemente consigliato grazie anche al supporto di nuovi strumenti didattici come il Meccano ed il Subbuteo.
  • Per facilitare lo studio dell'inglese i nuovi libri di testo - redatti da un'apposita commissione di Hooligans - non avranno in allegato cose inutili come i CD - che nessuno usa più da secoli - ma delle cassette Stereo 8 con la copertina di Fausto Papetti contenenti le ricette per il Porridge e la Zuppa Inglese (English Soup)
L'elenco di punti chiave fondamentali per restituire alla scuola dignità ed efficienza sarebbe anche più lungo, ma non ci sta in un Tweet: per questo il governo sta predisponendo all'uopo uno specifico Proot o un Burp. I materia è stata creata un'apposita commissione parlamentare sulla cui composizione i partiti però non hanno ancora trovato un accordo.
 



lunedì 1 settembre 2014

Vivere senza politica

Negli ultimi decenni l'Italia ha sofferto di fatto di un grave male strutturale: il problema è che questo male continua ad affliggere la nostra società e, nonostante i vari proclami e tweet, anche oggi sembra essere ben lontata una cura ed una sua soluzione.

Il grosso problema è la mancanza di politiche. E per politiche non intendo leggi, chiacchiere, dichiarazioni di intenti e così via, ma strumenti ben precisi con delle caratteristiche ben delineate. Una politica è una struttura complessa fatta in primo luogo di obiettivi precisi e chiaramente definiti. All'interno di questa struttura devono essere indicate le risorse e le azioni implicate per il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre devono essere previsti i risultati e gli impatti di queste azioni. Bisogna essere ben consapevoli in anticipo degli effetti di quello che si fa.
Tutto questo può poi trasformarsi in leggi o norme, ma primariamente deve essere costruito questo telaio. Per costruire una politica serve il coinvolgimento di competenze, professionalità.

Ebbene in Italia non esiste realmente nulla di tutto questo. 

Non esiste una politica economica, ma una serie di misure contabili e ragionieristiche. 
Non esiste una politica del lavoro e dello sviluppo.
Non esiste una politica estera.
Non esiste una politica per l'immigrazione e l'integrazione culturale.
Non esiste una politica di tutela e prevenzione della salute pubblica.
Non esiste una politica della salvaguardia e valorizzazione del territorio e delle sue risorse.
Non esiste una politica energetica.
Non esiste una politica ambientale.
Non esiste una politica della difesa.
Non esiste una politica penitenziaria e per la giustizia.
Non esiste una politica della cultura, della formazione, della valorizzazione delle risorse umane
Non esiste una politica della ricerca scientifica e dell'innovazione.
Non esiste una politica dei trasporti e della mobilità.
Non esiste una politica per la tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale.
Non esiste una politica di promozione del turismo.

Quello che abbiamo è una serie confusa e raffazzonata di interventi di emergenza, un reticolo caotico di misure improvvisate e pasticciate prive di obiettivi ben definiti. Spesso si tratta di strumenti per finanziare cordate di soggetti collusi con la politica: un sistema per oliare gli ingranaggi del clientelismo e del ricatto politico e criminale. Le conseguenze di tutto questo sono fin troppo evidenti.

Non basta dire genericamente: bisogna ridurre la disoccupazione. Una cosa del genere non significa nulla. Bisogna porsi un obiettivo preciso e sapere come conseguirlo. Non basta dichiarare: è indispensabile un ripensamento delle azioni per la gestione del problema dei flussi migratori. Bisogna dire chiaramente quello che vuoi fare e come pensi di farlo in pratica. Invece ci si ferma alle dichiarazioni generiche e poi nient'altro. Guardate un qualsiasi talk show per toccare con mano questo vuoto assoluto. Penso che fondamentalmente questa gente non sappia proprio come fare, anche a causa dell'enormità dei problemi lasciati irrisolti per tutti questi anni. Tanto qualcun altro prima o poi ci penserà... Nessuno sa più come risolvere tutto questo casino, a meno che non si pestino i piedi ad un sacco di persone molto, ma molto importanti. E questo non lo vuole nessuno... Intanto si va avanti con i "bisognerebbe", "è indispensabile", "è opportuno", ecc...

In pratica la politica spera nell'aiuto del caso, si confida sulla capacità di arrangiarsi delle persone, si lascia che alla fine ognuno si organizzi come può: basta fare un giro per gli ospedali o per le scuole per vedere come il tutto viene lasciato alla buona volontà degli operatori e alla capacità delle famiglie di difendersi dall'anarchia di Stato (ma chi è solo, chi non ha una famiglia o una solida rete relazionale come può sopravvivere in questo scenario?). Si arriverà al limite paradossale, come nei peggiori film di fantascienza o di horror, di doversi dotare di un fucile per difendere la propria casa e la propria famiglia dai ladri o da un invasione di califfi fanatici o da vampiri e zombie. Mah!

Insomma non basta girare in camiciola con le maniche tirate su per rimettere in piedi questo somaro mezzo morto che è diventata l'Italia... Serve decisamente ben altro.

Nel frattempo si salvi chi può e ciascuno faccia quello che crede.

venerdì 15 agosto 2014

Riflessioni d'Estate 3

Il grande problema dell'Italia non sono i cervelli in fuga, ma la stupidità che resta e che non ha, purtroppo per noi, la benchè minima intenzione di fuggire.

martedì 12 agosto 2014

Robin Williams

Devo dire che gli attori e le attrici non mi appassionano mai più di tanto. Ci sono attori ed attrici bravi ed attori ed attrici pessimi: il resto mi importa poco o nulla. 

La scomparsa però di Robin Williams mi ha in un certo modo toccato. Perchè credo che il cinema abbia perso un grandissimo atore. 

Non mi interessa sapere la ragione o la causa della sua morte. Devo riconoscere che la sua scomparsa mi lascia una netta sensazione di vuoto e di perdita. E' quasi banale ripetere che si trattava di un grande attore e che riempiva letteralmente i suoi film con la sua presenza.

Quello che mi ha sempre impressionato di Robin Williams, in tutte le parti che ha intepretato, è quell'alone di tristezza e malinconia che ha sempre caratterizzato i suoi personaggi anche in quei ruoli più comici e di ironia pungente. Ho sempre avuto l'impressione che un velo di tristezza accompagnasse la sua recitazione. Sicuramente mi sbaglio, ma questa sensazione mi è rimasta. In quanti film abbiamo sorriso quando il suo personaggio era una figura che veniva sbeffeggita, un fallito, un uomo fragile, un uomo in contrapposizione perpetua con l'ordine costituito e con le regole consolidate: impersonificava sempre però la rivincita di colui che canta fuori dal coro, che nasconde in un fiume di battute isteriche le proprie paure e le proprie incertezze.

Mancherà sicuramente la sua espressione beffarda e quasi di sfida...  

venerdì 8 agosto 2014

Riflessioni d'Estate 2

Stare seduti in un vecchio, sporco e malconcio ristorante, dove si mangia male, si spende parecchio e il servizio fa schifo per la maleducazione del personale, avendo l'impressione continua e costante di essere sempre sul punto di essere truffati: questa è la sensazione netta che puntualmente provo ogni volta che esco di casa.

domenica 3 agosto 2014

Riflessioni d'Estate

Quando ero un bambino, mi si diceva che siamo in questa vita solo di passaggio. Poi, crescendo, ho pensato che grazie alla saggezza, alla conoscenza e all'intelligenza, ciascuno di noi potesse non dico ambire all'immortalità, ma per lo meno rendere meno inconsistente la nostra presenza in questo mondo.

Oggi come oggi, guardandomi attorno, circondato da questa società così arrogantemente ignorante e profondamente stupida a tutti i livelli, ed oltrettutto felicemente fiera di essere tale, non posso che pensare che tutto questo non fa altro che confermare la più totale impermanenza dell'esistenza umana.

mercoledì 25 giugno 2014

Vivere di Debacle

Ormai è impossibile stupirsi più di tanto. Abbiamo fatto della debacle il nostro stile di vita, la più autentica espressione del Made in Italy. Complimenti.

Io ovviamente non parlo da tifoso di calcio, perchè dei Mondiali del pallone non me ne importa assolutamente niente. Noto però che l'ingloriosa fine delle soubrette dell'Italia Pallonara altro non è che un sintomo, un riflesso, uno specchio della miseria di questa sfortunata terra.

Non parlo poi del problema della "sconfitta": si può essere sconfitti, non è un dramma. Anzi ci può essere dignità nella sconfitta. Il problema è un altro.

L'incapacità di avere idee, progetti, di saper valorizzare i talenti veri, la tendenza continua a frustrare ogni cambiamento, il considerare il cambiamento come una pericolosa fuga in avanti, appoggiarsi sempre al vecchiume perchè rassicurante e garanzia di stabilità, la mancanza di coraggio, di intraprendenza, di creatività, di dignità, di sincerità, lo sperare sempre nella furtuna o in qualche santo protettore, basarsi sempre sull'improvvisazione, sul pressappochismo, sugli "amichi", "io speriamo che me la cavo": quello che abbiamo visto ai mondiali del Brasile lo vediamo continuamente ogni giorno che usciamo di casa o quando accendiamo la TV e vediamo la nostra classe politica e dirigente in azione.

Devo dire che c'è un gusto masochistico di notevoli livelli in tutti noi: ma che gusto c'è ad essere sempre sbeffeggiati, denigrati, bollati come vigliacchi, ladri, zozzoni ed incapaci? Ma è possibile che non si inneschi mai la scintilla del senso della dignità, dell'onore, del rispetto personale per decidere di buttarsi questa mediocrità alle spalle e rifondare una società in modo decente?

Ovviamente io non sto parlando di calcio: parlo della quotidianità. Non siamo stufi di avere sempre a che fare con degli incapaci, inetti, corrotti e mascalzoni? Possibile che si debba sempre accettare senza battere ciglio la similitudine ormai consolidata fra "italiano" ed "incapace"? Possibile che ormai la parola Italia ci ispiri solo disgusto e vergogna?

Io francamente non ci sto: ma che fatica...

giovedì 5 giugno 2014

Come è triste Venezia

Ed eccoci qui a discutere delle solite cose: la discussione diventa anche noiosa alle lunghe. C'è da dire che basta scrivere un post sulla corruzione sistemica italiana come forma di Governo del Paese e del Territorio una volta sola che poi non è più necessario scrivere nulla: il post è sempre valido.

Ripeto: ciò che disturba di più ed offende l'intelligenza di chi scrive e della maggior parte delle persone intelligenti che ancora vagano per queste lande desolate è il senso di sconcerto, la sorpresa, l'indignazione tardiva, la richiesta di severità, l'appello ad un inesistente senso di responsabilità, ovvero i soliti concetti indegni propinati dalla classe politica e dirigente italiana. Ed ancora offensiva è la solita dichiarazione politically correct del fatto che tutto questo riguarda una minoranza: la maggior parte della dirigenza e della politica italiana, come espressione di questa società, è marcia sin dalle fondamenta. Lo sappiamo tutti. Non facciamoci prendere per il naso.

Torno a dire per l'ennesima volta: l'Italia è popolata da una società fondata sulla "complicità" come unica modalità di materializzazione di relazioni sociali e politiche che inevitabilmente si articola tramite lo strumento del "ricatto". Siamo tutti complici e siamo tutti, in un modo o nell'altro, ricattatori e ricattati. In questo modo non può esistere giustizia, parità di diritti, esercizio della libertà individuale e collettiva. Quando si nega questo o si è profondamente stupidi o si è radicalmente in mala fede.

Su queste basi, norme anti corruzione, riforme (sempre generiche, sempre sbandierate e mai realizzate), rinnovamento delle istituzioni sono trovate inutili. Il problema critico del nostro Paese è e rimane la "selezione avversa" ovvero la presenza di meccanismi che selezionano, strutturano ed organizzano le articolazioni dello stato e della società nel suo complesso. Le nostre istituzioni, enti, organi, uffici, agenzie non sono soggetti astratti, ma sono materializzate dalle persone che operano al loro interno e dirigono queste strutture. Una pessima selezione del personale della politica, dell'amministrazione pubblica e della dirigenza fa sì che puntualmente disponiamo di persone non all'altezza, facilmente sensibili alla corruzione, avide, inette spesso collocate in gangli vitali della vita pubblica. La fedeltà politica e la complicità prevalgono sempre sulle qualità individuali: il risultato è una pessima materializzazione di queste istituzioni. Tutto questo si riverbera poi nella sanità (il classico chirurgo incapace), nella scuola, nell'università, nelle forze armate, nella pubblica sicurezza, nella magistratura, nelle poste, nei trasporti, ecc....

Il problema non è però solo presente nella sfera pubblica. In Italia la selezione avversa affligge anche il settore privato. Quante imprese oneste ed efficienti sono state cancellate dal mercato per colpa di imprenditori mascalzoni, collusi, disonesti, scorretti, furbi, delinquenti? Quante persone hanno rinunciato ad iniziare un'attività privata perchè non disponevano di "conoscenze", "agganci", "contatti" e quindi scoraggiati, frustrati e vilipesi?

La selezione avversa purtroppo attiva un processo a spirale veso il basso che è molto difficile da interrompere perchè nessuno ha interesse fondamentalmente ad interromperlo. "Eh sì che ci mettiamo a fare le cose regolari proprio adesso che mi tocca?" 

C'è qualcuno che ancora crede nella regolarità di una selezione, un concorso, un appalto, una gara, un procedimento?  Beato lui...


lunedì 12 maggio 2014

Uomini fragili, società fragile, istituzioni fragili, Stato fragile

Il caso Scajola, il caso Dell'Utri, lo scandalo Expo, l'immigrazione senza controllo e senza strategie (che fine fanno le migliaia di persone che arrivano in Italia? Non lo sa nessuno...), il ricatto delle tifoserie violente, la violenza continua sulle donne, ecc... sono tutti sintomi chiari di una società estremamente fragile, che alimenta istituzioni altrettanto fragili come ossatura macilenta di uno Stato fragile.

Il fatto che tutti si meraviglino di questo è oltrettutto una beffa colossale. Come ho già ripetuto più volte su questo blog, in Italia tutti sanno tutto: in questo senso siamo veramente un Paese. Ogni volta che c'è da tirare fuori denaro per qualche intervento pubblico (dai mega eventi alle iniziative più piccole) l'avidità e la corruzione la fanno da padrone. Tutti sappiamo tutto.

Il tutto avviene con l'avallo dei politici che, a vacche oramai fuggite, cadono dalle nuvole ed invocano risposte severe. La politica italiana, ormai ci siamo abituati, fa la faccia dura quando le cose sono già successe, i casini già esplosi, le catastrofi avvenute. Corrugano la fronte in TV, manifestano espressioni indignate e sdegnate per qualche settimana: dopo di che tutto si sgonfia e si torna agli affaracci propri (nel senso più autentico del termine).

Tutto questo genera una società fragilissima su cui poggia uno Stato ancora più fragile. Si può essere una società più povera, ma comunque coesa, solidale e dignitosa. Invece siamo ridotti ad essere dei morti di fame messi l'uno contro l'altro. Il peggio del peggio. Penso che 10 Euro in più o in meno in saccoccia non cambino molto: sarebbe necessario investire in decenza e dignità.
 
L'incapacità e la non volontà di pianificare, organizzare, gestire in anticipo, programmare rende questo Paese un castello di carte esposto alla prima folata di un tiepido venticello di primavera. Basta un nonnulla per inceppare tutto; dal bloccare una partita di calcio fino a far fallire un evento di visibilità internazionale. Figuriamoci se in queste condizioni ci può essere la benchè minima possibilità di immaginare un futuro decente in Italia! Davanti a noi ci sono solo altre tangenti, altra corruzione, altre catastrofi naturali le cui conseguenze potevano essere evitate, altre migliaia di immigrati che dopo aver poggiato il piede su una spiaggia italiana svaniscono nel nulla...

Credo che tutta la politica italiana, insieme alla sua classe dirigente celata nell'area grigia dello Stato, costituiscano di fatto una vera e propria illusione ottica. In realtà sono giacche e cravatte dietro le quali si cela il nulla; solo l'inganno, il furto, l'avidità e lo sciacallaggio.