Innanzitutto la continua diffusione di falsi allarmi (prima i cetrioli spagnoli, poi i germogli di soia) su prodotti alimentari colpevoli puntalmente smentiti.
Intanto oggi alle 14.00 si riunisce il Consligio Agricolo Straordinario su questa emergenza: questo per dire che il problema è certamente serio, ma non è diffondendo falsi allarmi su determinate categorie di prodotti che si risolve la questione. Però, tutti presi dal panico, tantissimi consumatori, anche italiani, hanno cessato di mangiare frutta e verdura. E' il solito esempio di induzione di ansia e paura.
Le considerazioni da fare alla fin fine sono le solite. In primo luogo un rapporto completamente snaturato con il cibo. Si mangia troppo, male, in condizioni igieniche spesso precarie; si continua a preferire la quantità alla qualità. Cibo industriale al cibo naturale.
Infatti c'è probabilmente in tutta questa faccenda un notevole problema di scarsità di igiene: sono tutti fattori che devono essere verificati. Qualche info su questo batterio può essere visualizzata qui.
Ormai, dopo tanti allarmi ed emergenze, sempre più spesso guardiamo il cibo con sospetto: alla fine il gesto più semplice e naturale del mondo come quello di portare un boccone di cibo o un bicchiere alla bocca, ci fa paura. O è troppo o è avvelenato. Insomma, paura di morire di fame...
A cosa ci siamo ridotti...