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giovedì 15 novembre 2012

Starting again from the Villages

I've read on a magazine that in Italy there are at least 15000 abandoned or semi-abandoned villages. Often these villages are rather old: they are not considered part of the Italian high value historical heritage but they have however an important historical role as expressions of the Italian rural life. It's the so called minor-historical heritage.

Considering the current crisis Italy is dealing with, I believe that this heritage should be better promoted and used for cultural and touristic goals, new business activities in agriculture, agrofood and handicraft initiatives with positive effects in job creation.

The isolation, which in the past represented a severe burden for these villages, at present can be easily solved by internet. Thus one could imagine new innovative activities without the need to work in a shed in an industrial area.

I've the impression that life in the Italian cities in getting harder and harder both in job and in quality of life terms. Restructuring these villages could be an interesting alternative for work and new kind of life for the people involved. They are a not secondary development potential. I think that it should be better to direct more efforts and resources in restructuring these villages, creating new job opportunities, rather than building new residential areas somewhere. Local administrators should consider their local territorial resources protecting and promoting them rather than eroding these resources with short term and shortsighted politics.

An interesting example of such ideas and possibilities is provided by the restoration project from Sextantio: the web site is  here.

venerdì 9 settembre 2011

I sistemi locali e l'occupazione

Sono giorni difficilissimi per l'economia nazionale. Lo sanno tutti. Il peggio è che le prospettive di lavoro future (soprattutto per le donne ed i giovani) sono veramente negative. Eh sì perchè le vittime primarie della sciaguratissima politica economica che questo Paese ha protato avanti in questi ultimi decenni sono sempre loro: le donne ed i giovani.

Quando tagliano le risorse per lo Stato Sociale in particolare tutto il peso di questi tagli finisce sulle donne. Tagliano i fondi alla sanità, all'assistenza agli anziani o all'infanzia o alla scuola? Tanto ci pensano le donne che "devono" rimanere a casa. Anche per la Chiesa cattolica è un sollievo: le donne devono rimanere a casa perchè le "scostumate" che lavorano sono la causa principale delle separazioni e dei divorzi. Quante volte ho dovuto sentire queste baggianate!

Non destinare risorse alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo vuol dire tagliare le gambe alle generazioni future: i giovani non hanno competenze, non hanno prospettive, non hanno una minima base culturale e di pensiero per sviluppare delle competenze professionali.

I privilegi dei signori della politica (così sensibili alle tentazioni del "Dio Quatrino") vengono quindi pagati in toto dalle donne e dai giovani. Se nessuno si incavola vuol dire che va bene così...

In questi tempi quindi così oscuri, ha attirato la mia attenzione un interessante report (in inglese) apparso sul sito dell'Union of Concerned Scientist. Tratta della capacità potenziale dei sistemi agro-alimentari locali di creare occupazione e sviluppo. Mi sembra un tema certamente da approfondire e da esaminare perchè in particolare in Italia deteniamo grandissimi bacini di risorse e competenze territoriali che andrebbero appropriatamente utilizzate per creare sviluppo e posti di lavoro.

Il documento è visionabile in questo link.

lunedì 18 gennaio 2010

Haiti: welcome to Neverland

I've been highly impressed by the TV imagines from Haiti destroyed by the recent earthquake.

I've been highly impressed by the imagines of such a catatrophic event occuring in a country already devastated by the catastrophic results of poverty, social and economic degradation, systemic violence and corruption.

What is impressing me are the effects of a natural catastrophe added to social and economic catastrophes caused by greed and exploitation of entire communites.

Poverty and corruption make a natural catastrophe even more harder as well as the management of its effects and impacts. Those severe imbalances in international economic development produce their consequences even in these circumstances.

For this reason I suggest the reading of this interesting article (in italian): Haiti una catastrofe non solo naturale (Haiti: a not so natural catastrophe)

Finally we now remind the dramatic conditions of the people in Haiti just because a terrible earthquake makes impossible to turn our eyes elsewhere as we have done till now.

How many other Haitis are waiting for their earthquake to attract our attention?

Haiti: l'isola che non c'è (più)

C'è da rimanere attoniti di fronte alle immagini drammatiche che giungono da Haiti sconvolta dal terremoto.

C'è da rimanere attoniti di fronte alle immagini di una catastrofe che si verifica in una società già colpita dalle catastrofi causate dalla miseria, dallo sfruttamento, dalla violenza e dalla corruzione sistematica.

Quelle che vediamo sono le conseguenze delle catastrofi naturali che si innestano sulle catastrofi sociali ed economiche causate dall'avidità e dallo sfruttamento di intere comunità.

La povertà e la corruzione rendono una catastrofe naturale ancora più pesante, come molto più pesante è quello che accade dopo il passaggio di simili eventi. I gravi squilibri nello sviluppo economico internazionale fanno sentire i loro effetti anche in queste drammatiche circostanze.

A tale proposito segnalo questo interessante articolo: Haiti una catastrofe non solo naturale

Alla fine ci ricordiamo solo ora del dramma di Haiti perchè un terremoto rende impossibile rivolgere lo sguardo altrove come abbiamo fatto finora.

Quante altre Haiti attendono il loro terremoto per attirare la nostra attenzione?

giovedì 10 dicembre 2009

The Terra Madre Day


Terra Madre celebrates today a day devoted to the central role of food and its traditions. Global Events involving communties worldwide are organized to understand and share a "culture of food" as expression of human respect for Earth and her resources.

More info here and here

Il Terra Madre Day


Terra Madre celebra oggi una giornata dedicata alla centralità del cibo e delle tradizioni che esso coinvolge. Eventi globali che coinvolgono comunità in tutto il pianeta per conoscere e rivalutare la "cultura del cibo" come espressione del rispetto dell'uomo per la Terra e le sue risorse.

Maggiori informazioni su questo link

mercoledì 25 novembre 2009

The VII International Forum on Environmental Information in Viterbo

The VII International Forum on Environmental Information will be held in Viterbo (Central Italy) with the involvement of hundreds journalists from more that 50 countries to discuss the situation of environmental information worldwide and its contributions to improve quality of life and environment.

This forum, organized by Greenaccord, is titled "A changing climate. Facts, stories, people" and it is directed to highlight the worst effects of the current climate changes.

During the Forum it will be prepared a memorandum to be presented to the next Copenaghen summit.

Viterbo: il VII forum Internazionale Informazione Salvaguardia della Natura

Dal 25 al 28 novembre, presso la Domus di La Quercia (VT) si tiene il VII Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura, che vedrà decine di giornalisti accreditati da ogni parte del mondo per discutere e fare il punto sulla divulgazione ambientale e sull’apporto che il giornalismo dà, a livello globale, per il miglioramento della qualità della vita.

Il Forum, organizzato da Greenaccord, avrà per tema “Il clima che cambia. Fatti, storie, persone” ed è diretto ad evidenziare l’urgente necessità di adottare misure efficaci per arginare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici in atto.

Molte voci, soprattutto dal mondo agricolo e della pesca dei paesi in via di sviluppo, testimonieranno le crescenti difficoltà della loro attività di produttori di cibo, causate da cambiamenti climatici già gravi nei loro paesi.

Di fronte a 120 giornalisti provenienti da tutto il mondo verrà rivolto il grave allarme in particolare ai rappresentanti delle nazioni che si riuniranno a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre per unire la loro voce a quella di scienziati di fama internazionale che saranno presenti al Forum di Greenaccord.

E' prevista la sottoscrizione di un memorandum che sarà consegnato a Copenaghen a Rajendra Patchauri, premio Nobel per la pace e presidente dell’Ipcc (l’organismo dell’Onu che coordina gli studi sui cambiamenti climatici), in cui si chiede di non perdere altro tempo e definire una road map concordata e vincolante per una completa decarbonizzazione dell’economia entro il 2050.

lunedì 23 novembre 2009

The Italian National Atlas of Rural Areas

Recently the Italian National Atlas of Rural Areas has been released: this is a very interesting and important document about the non urban side of Italy which too often remains excluded by the wider debate on national development and far from the media focus.

This is also an useful tool which, among others, may represent a relevant analytical base to understand those potentials linked to the green economy in Italy at present, also for a scarce consideration by politicians, not yet consolidated like in other european contruies and in US.

On this link (in italian) it is possible to download the entire document.

venerdì 30 ottobre 2009

Rural-Nursery

In crisis times like these it is essential to find alternative job and income opportunities above in those areas where there are a lot of potential opportunities, but the actual ones are effectively scarce: like rural areas.

Multifunctionality in agriculture is surely a critical strategy for existing farms and above all for the new ones for young people and women who may find, in rural economies, job opportunities.

Among the potential possibilities offered by agricultural multifunctionality, also services for children in rural areas may play a relevant role: this is the case of rural nurseries.

With regards to this it has been recently released the following document (in italian) describing the current situation in Italy about this kind of services, some useful ideas about how to start such initiatives, contributes, norms and regulations and some pilot experiences already in progress in Italy.

Gli Agro-Asili


In tempi di crisi è importante individuare opportunità di impresa e di lavoro soprattutto in quelle aree dove le opportunità potenziali sono molte, ma quelle reali sono effettivamente poche, come appunto le aree rurali. La multifuzionalità delle imprese agricole è certamente una strategia importante per le imprese esistenti e soprattutto per quelle nuove attivate da giovani e da donne che possono trovare, nelle economie rurali locali, possibilità di fare impresa e di avere un lavoro.

Tra le possibilità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura si delineano anche i servizi di cura per l’infanzia: si tratta degli Agro-Asili.

A tale proposito, l'ONILFA e Rete Rurale Nazionale hanno predisposto un documento su "Gli standard minimi dei servizi di cura per l'infanzia nelle Regioni e nelle Province Autonome italiane: alcune idee su come progettare tali servizi nelle aree rurali". In questo documento viene offerta un'interessante panoramica sull'argomento, alcune esperienze pilota già realizzate e, soprattutto alcune indicazioni e contributi per la realizzazione di queste strutture.

Maggiori informazioni posso essere ottenute qui.

lunedì 26 ottobre 2009

Eat Locally!

Considering the impossibility to think about italian politics in this sad period (the recent news are totally out of my modest intellectual reach) I do want to give complete space to the local dimension.

We all can do real politics not through conventional political parties (whose activity is a complete failure) but rather with our everyday choices, our habits, our lifestyles and models we present to our children. Making politics means mainly to show our capability to "cooperate" and "working together" through associations, groups, committes of any kind: even the more apparently simple or banal association may act as a critical contribution for the reconstruction of a sense of community the present Fiction Ideology is trying to erode.

"Politics" in Italy is likely to be a sort of unavoidable desease of our times or a collateral effect of this kind of modernity (like a social diabetes): thus I believe it's better to focus our efforts and attention in something we can concretely do in our homes, street, district, village, city or town: catch your broom and work!

Live locally and more space to this local dimension.

I have found quite interesting the results of a survey conducted in Italy about the diffusion of local food products: about 54% of the contacted people prefer local products rather than large companies' food and the percentage of italians buying food directly in a farm is progressively increasing. More info (in italian) about this survey may be found here.

All this evidences that an awareness about the unsustainability of many consumption models (among which food consumption models) is finally taking place also in Italy.

Eat locally means to renounce to buy food traveling in trucks for long distances: these trucks pollute the air we breath and consume a lot of fossil fuels

Eat locally means to support local economy and those producers working in the same area where we live

Eat locally means to support small producers operating ofter under the pressures of big distribution companies.

Eat locally means to buy often seasonal healthier products with better economic conditions for consumers and producers being the long chain of intermediaries eliminated or reduced.

Eat locally means to know who has produced the food we eat.

Of course all this does't imply a conflict with big production and distribution companies but acknowledging a critical importance also to these forms of production and social relations.

In brief, it could be a paradox, but also when eating we can do "politics"...

Sempre più "Cibo Locale"


Vista l'impossibilità di riflettere in questo momento sulla politica nazionale (dato che le ultime notizie di cronaca vanno ben oltre la mia modesta capacità intellettiva), intendo dare spazio completo alla dimensione locale.

La vera politica la facciamo tutti noi non tanto con le tessere o le adesioni a questo o a quel partito, ma con le nostre scelte quotidiane, con le nostre abitudini, con gli stili di vita e con i modelli che tendiamo a prospettare ai nostri figli. La vera politica è soprattutto la capacità che riusciamo a dimostrare di "cooperare" e di "lavorare insieme" attraverso le associazioni, i gruppi o i comitati di qualsiasi tipo: anche le forme di associazionismo apparentemente più banali sono un contributo essenziale alla ricostruzione di un senso comunitario-identitario che la "Fiction Ideology" sta progressivamente erodendo.

Visto che la "grande politica" ormai bisogna sopportarla quasi come un male necessario del nostro tempo (una specie di diabete sociale), allora concentriamo i nostri sforzi e la nostra attenzione su quello che possiamo fare nel nostro condominio, nel nostro quartiere, nel nostro villaggio, nel nostro paese, nella nostra città: una sorta di "puliamo il mondo di Legambiente". Armiamoci di ramazza e diamoci da fare.

Largo quindi a "locale" e alle notizie che parlano di "locale".

Interessante a questo proposito mi è risultata quindi la notizia sui risultati dell'indagine Coldiretti/Swg sulla diffusione dei prodotti alimentari locali in Italia. Il 54% degli italiani preferisce acquistare i prodotti locali rispetto ai prodotti di marca: allo stesso modo risulta in progressiva espansione la percentuale degli italiani che acquista i prodotti alimentari direttamente dal produttore. Maggiori dettagli sull'indagine possono essere reperiti qui.

Questa notizia evidenzia che una certa sensibilità verso l'insostenibilità di certi modelli di consumo (tra i quali quelli alimentari) finalmente si sta diffondendo anche in Italia.

Mangiare locale significa rinunciare ad acquistare prodotti (spesso non di stagione) che hanno viaggiato nei camion per centinaia di chilometri: camion che consumano un mare di gasolio ed inquinano terribilmente l'aria che respiriamo.

Mangiare locale significa sostenere l'economia locale, ovvero i produttori che lavorano nel nostro territorio.

Mangiare locale significa sostenere dei piccoli produttori che spesso operano sotto ricatto della grande distribuzione.

Mangiare locale significa spesso acquistare prodotti di stagione più sani con una tutela economica maggiore per il consumatore e per il produttore perchè viene accorciata o eliminata una lunga serie di intermediari.

Mangiare locale significa conoscere chi ha prodotto il cibo che mangiamo.

Non si tratta certamente di alimentare uno scontro con la Grande Distribuzione Alimentare o con le grandi industrie alimentari o le grandi compagni di produzione agricola, ma di dare dignità a queste forme di produzione e di vendita complementare.

Insomma, potrà sembrare un paradosso, ma anche a tavola si possono fare delle importanti scelte politiche...

mercoledì 2 settembre 2009

The VII Forum "Firms in a different Economy"


On next 5th september in Cernobbio (Italy) it will be held the VII Forum "Firms in a different Economy" organized by the Italian Association Sbilanciamoci!. This forum will be focues on the issues of the present economic and financial crisis and its implication for Italy.

The most interesting and intriguing thing is that this forum wil be held side by side to the great economic workshop every year organized by the Studio Ambrosetti in Cernobbio in the same date. This is surely a provocative initiative because in Cernobbio it will be possible to see (even if within two different forums) the two facets of the current economic and social situation: on the one side managers, bankers, politicians, businessmen while, on the other side, expressions of civil society, workers, researchers, immigrants, students, temporary workers...

More info on Sbilanciamoci! (in italian)

VII Forum "L'impresa di un'economia diversa"


Il 5 settembre si terrà a Cernobbio il Forum di Sbilanciamoci!L'impresa di un'economia diversa - che sarà incentrato sui temi della crisi economica e finanziaria globale e su le sue implicazioni per l'Italia. E' interessante notare che questo Forum si svolgerà fianco a fianco del grande workshop economico organizzato dallo Studio Ambrosetti che si tiene ogni anno a Villa D'Este. Insomma a Cernobbio si potranno vedere contamporaneamente (anche se in due Forum diversi) i due mondi dell'attuale situazione economica (con le loro differenti prospettive e differenti punti di vista): da un lato manager, banchieri, uomini politici, uomini d'affari mentre dall'altro esponenti della società civile, operai, ricercatori, immigrati, studenti, precari, sindacalisti.

Maggiori info sul sito Sbilanciamoci!

martedì 4 agosto 2009

A Sea of Cement...

While we are about to enjoy some summer vacation days, the sea of cement invading Italy never sleeps.

This is what is resulting from the first report of the National Observatory on Soil Consumption recently presented in Milan.

The scenario depicted in this report is rather discouraging above all because this barbaric urbanization should be considered as one of the most relevant problem hampering a substantial change toward a more sustainable local development.

Often, unfortunately, many local aadministrators in Italy consider construction sector as the simplest path to create jobs and to support local construction firms. They do not consider the huge economic and extra-economic costs of these choices in terms of moonlighting, devastation of evironmental resources, urbanization costs, speculations, landscape and environmental losses, impossibility to use territorial resources for other activities, etc. This sea of cement finally denounces the incapability to deal with the present economic crisis and recession.

More details about this report (in Italian) can be seen here.

Un'Estate al Mare (di Cemento)

Mentre ci prepariamo per goderci le meritate vancanze, il mare di cemento che sta sommergendo l'Italia non va mai in vacanza. Questo è il dato che emerge dal primo rapporto sui consumi del suolo presentato a Milano dall'Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo (ONCS)

Il quadro che viene delineato è decisamente preoccupante soprattutto perchè l'urbanizzazione selvaggia deve essere considerata come una delle prime cause che di fatto impediscono un sostanziale cambiamento verso forme di sviluppo locale più sostenibili.

Spesso, purtroppo, per molti amministratori locali l'edilizia viene considerata come la strada più semplice per creare qualche posto di lavoro e far lavorare le piccole imprese locali. Non si pensa ai costi economici ed extra-economici di queste scelte: lavoro nero, degrado delle risorse ambientali, alti costi di urbanizzazione, speculazione, perdita di valore dei paesaggi, impossibilità di impiegare le risorse territoriali in altre attività economiche, ecc... La cementificazione massiccia del territorio alla fine è un sintomo di un modo errato di affrontare l'attuale fase di crisi economica.

Maggiori dettagli possono essere visualizzati qui.

lunedì 6 luglio 2009

Sustainability movements in Italy: Zoes


In my continuing searching for a sustainability spirit in Italy, sometimes I find crummy initiatives (often deriving from political parties improvising a facade environmental vocation): in other occasions, I can find really interesting actions.

As an example of real positive initiatives in this field in Italy, I evidence the italian network Zoes acting as meeting point from different groups, associations and individuals really interested in "change" and in a concrete sustainable "paradigm shift".

This network collects useful news, initiatives, events, suggestions, co-shared experiences, theme-sections, workshops, etc. also directed to stimulate forms of informed and aware consumption. I suggest therefore to visit this network also to find useful info for those interested in local development, local communities' involvement and community participation (extremely important in this period of social anaemia in Italy).

This is also a contribution to show how, despite of the bad imagine Italy has worldwide for the poor quality of its politicians, some Italians are doing something good (lightyears foward than these politicians...)

martedì 12 maggio 2009

The "young farmer toolkit"


Despite the governmental optimistic proclamations inspired to the motto "everything is alright", I'm continuing in reporting rather dramatic experiences of increasing unemployment and above all young people with no opportunity to find a job.

I believe that, for many points of view, also considering the less expensive and simpler life in the country, many rural areas may offer many job opportunities often ignored or not fully considered.

I hope to do something useful highlighting all the job opportunities I can find for rural areas: it means agricultural activities, bed&breakfasts, small rural hospitality and restaurant activities, handicraft, social services, gardening, etc.

Today I point out the possibility to become a farmer.

The Italian National Rural Network has created a "Young farmer toolkit" ("Cassetta degli attrezzi del giovane imprenditore agricolo") where it is possible to find useful info about incentives, masters, training activities, hot to start activities in agriculture, to create a cooperative to provide social service in rural areas, etc.

La "Cassetta degli Attrezzi" del giovane agricoltore


Nonostante i proclami ottimistici del "tutto va bene", sento sempre più spesso esperienze abbastanza drammatiche di persone che perdono il posto di lavoro e soprattutto di giovani che non riescono a trovare alcuna forma di occupazione.

Rimango dell'idea che per molti aspetti, e considerata la maggiore semplicità ed economicità della vita "in provincia", la "campagna", in un senso molto esteso, possa offrire delle occasioni che oggi sono piuttosto sottovalutate...

Spero di fare qualcosa di utle segnalando tutte le opportunità che riesco a trovare di lavoro nelle aree rurali: questo significa dall'imprenditoria agricola, ai bed&breakfast, dalla piccola ristorazione nei villaggi alle attività artigianali, dai servizi alle persone (infanzia, anziani, malati) alla manutenzione dei giardini, ecc...

Inizio oggi con l'impreditoria agricola giovanile.

La Rete Rurale Nazionale ha infatti creato una "Cassetta degli attrezzi del giovane imprenditore agricolo"

Qui è possibile trovare utili informazioni per iniziare un'attività, reperire contributi, borse di studio, attività formative, fondare una cooperativa per fornire servizi sociali nelle aree rurali, ecc...