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martedì 28 febbraio 2023

Deserti

 La combinazione perversa fra personalità modeste, un pubblico ignorante e spazi sempre più limitati e limitanti di espressione, ha creato dei pesanti schemi che oggi vengono imposti agli artisti. Questi schemi legano in modo drammatico ed irreparabile i creativi di qualsiasi disciplina artistica e culturale e stanno progressivamente spegnendo la fiamma della sperimentazione. 

Questa umanità dalle doti intellettive decisamente modeste sta creando un deserto.

Quello che domina è la paura del nuovo: tutto deve ricalcare le orme di qualcuno venuto prima. Si determina una passione malata per la "minestra riscaldata".

Questo avviene ad esempio nella musica con l'esplosione patologica delle tribute e cover band che non rappresentano altro che mediocri esercizi di tecnica. Questa gente scambia la replicazione per fantasia realizzando opere vuote come se il contenuto possa scaturire da questo loro vuoto creativo giusto per magica alchimia. 

E questo avviene in tutte le arti, non solo nella musica. La gente batte le mani ma io francamente non ci riesco.

Per questo quando vedo certi repertori o provo a leggere i libri di alcuni individui che il mercato etichetta come scrittori ho come la sensazione di trovarmi di fronte ad un fiume in secca...
 

Se mancano questi spazi bisogna che ce li costruiamo da soli...

mercoledì 18 luglio 2012

Thank you, Jon

I've been always a rock mad since when I was a child. I have always listen to rock music, I play guitar, bass guitar, keyboards and drums. I'm always  surrounded by rock music, always. For this reason, when I have read the news about the Jon Lord's death I felt like a piece of my life was going away.

For those unlucky people ignoring the name and work of Jon Lord, it's enough to say that Jon Lord was the  Deep Purple "keyboards".

Jon Lord and the Deep Purple helped us in Italy to be in contact with the rest of the world, to be part of a global rock culture sharing common values. It's clear enough that italian "o sole mio" singers cannot share the same fate and role...



When I was a boy (in the 70s) the music of Deep Purple (as well as the Rolling Stones, Beatles, Led Zeppelin, Motorhead, Who, Clash, Jimi Hendrix, Sex Pistols,  Pink Floyd, AC/DC, Cream, etc...)represented a tool against the traditional popular (boring) italian music. The conflict between "old" and "new".

Just few weeks ago, at a traffic light, a 20 young  man was near to me with his car and his stereo where at high volume he was listening to a Laura Pausini tune. So I wondered: is this the music of the new generation? Are they really young? The music he was listening to is a kind of music my grandma could listen. So, now we are old, but we are dramatically younger, being still highly "rock-oriented", than this generation...
 
Anyway. It obvious that Jon Lord will remain with us forever thanks his extraordinary musical work: maybe just few other rockers can share the same  influence in rock music with their keyboards.


I am who I am (positively or negatively) thanks also to these great rockers: thank you for all,  Jon Lord.




E' morto Jon Lord

Per chi come il sottoscritto è nato e cresciuto imbevuto di musica rock, la scomparsa, lo scorso 16 luglio, di Jon Lord, leggendario tasterista dei Deep Purple, significa il venir meno di un importante tassello della propria costituzione fisica e mentale.

Jon Lord ed i Deep Purple ci hanno aiutato ad essere meno provinciali, ad essere parte di una comunità mondiale che si riconosce in valori comuni non solo musicali. E' evidente che i cantanti ed i cantantini italiani non possono vantare una simile carica, anzi ci fanno sentire più piccoli e marginali.

Quando eravamo ragazzini la musica dei Deep Purple (insieme ai Rolling Stones, Beatles, Led Zeppelin, Motorhead, Clash, Jimi Hendrix, Sex Pistols,  Pink Floyd, AC/DC, Cream, ecc...) costituiva uno strumento di rottura nei confronti della musica e della cultura dei "vecchi" con i loro "San Remo", Claudio Villa, Orietta Berti, Nicola di Bari, ecc... oppure con contro i "bravi ragazzi" che sentivano Baglioni o i cantautori.

Con i Deep Purple gridavamo la nostra esistenza in vita. 

Tempo fa, fermo ad un semaforo, un ragazzotto di 20 anni con una macchinina mi si accosta e con i finestrini abbassati alza a tutto volume il suo stereo mandando a tutta forza una canzone di Laura Pausini (sic). Mi sono chiesto: e questi sono giovani? E questa è la musica dei ragazzi di oggi? Quello che sentono questi ragazzi è la musica che sentiva mia nonna. Possibile che ora che i vecchi siamo noi, ancora profondamente rocchettari, siamo musicalmente più avanti di questa generazione di "giovani-invecchiatissimi"?

Bah!

Comunque. E' evidente che di Jon Lord rimane e rimarrà per sempre la sua straordinaria opera musicale: credo che pochissimi altri tastieristi abbiano lasciato una simile impronta nella musica rock.

In fondo se siamo quello che siamo (nel bene come nel male) lo dobbiamo anche a grandi musicisti come Jon Lord.