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martedì 6 ottobre 2015

Sinodo sulla Famiglia?!?

Talvolta è necessario dotarsi di una bella dose di astrazione per ragionare a mente lucida su alcune questioni anche importanti. Più che altro per non farsi coinvolgere dall'assurdità delle situaizoni contingenti.

Se in tal modo uno si dota di tale mente lucida non potrà non notare un certo paradosso nel ragionare sull'attuale sinodo dei vescovi cattolici alle prese con il tema molto delicato della famiglia.

Una persona mentalmente lucida dovrebbe infatti domandarsi come sia possibile che un'assemblea di attempati signori, vestiti in modo tutto sommato ridicolo - nessuno dei quali sposato e (forse) con figli - possa discutere su aspetti etici di un qualcosa, come il concetto di "famiglia", di cui non hanno ragionevolmente un'idea "pratica", in senso di "esperienza personale". Oltretutto in questo consesso di vecchi single non c'è nemmeno una donna che potrebbe dire la sua...

E' da un po' di tempo a questa parte che mi chiedo con una certa insistenza da dove provenga oggi e su cosa si possa fondare oggi l'autorità di questa gente nello stabilire cosa sia giusto e sia sbagliato per gli altri: non si limitano infatti a stabilire norme e regole per la vita "interna" della propria organizzazione (leggi la chiesa) e le comunità che ruotano intorno a tale organizzazione, ma esprimono pesanti e vincolanti giudizi nei confronti di tutti. Anche e sopratututto coloro che non vogliono avere a che fare con codesta organizzazione. 

Senza parlare poi del fatto che questa stessa organizzazione possa disporre di una quantità di mezzi e risorse non indifferenti che, sorpattutto all'inizio della storia della chiesa, sono state incamerate con la forza e con l'inganno.

Ovviamente ognuno è libero di esprimere le proprie idee: ma questo non vuol dire che alcune idee siano "migliori" di altre perchè ispirate dallo spirito santo o da qualunque altra divinità comunque la si voglia chiamare. Se volgiamo continuare a ragionare con mente lucida allora deve essere ben chiaro che nessuno è il detentore della verità assoluta, nessuno ha il potere di leggere nella mente di Dio a meno che non sia un invasato fanatico da cui è meglio prendere le distanze. E allora perchè permettiamo a certi esponenti religiosi - in qualsiasi latitudine essi operino sotto qualsiasi vessillo divino - di stabilire il corso delle nostre esistenze? Abbiamo forse paura di finire all'inferno? Abbiamo paura della vendetta divina? Abbiamo paura che ci lancino dietro una maledizione? Abbiamo paura che ci possano fare spiritualmente del male? Allora il grande potere delle religioni monoteiste alla fin fine si fonda solo sulla paura e sui sensi di colpa? Tutto qui?

Resta comunque moralmente discutibile e pericoloso il fatto che esistano pesanti legami fra la politica e le organizzazioni religiose, di qualsivoglia setta si stia parlando. E l'assurdità e la follia delle conseguenze di questi legami può assumere tante sfumature più o meno esplicite. 

Usiamo allora un briciolo di lucidità metale per capire quanto possa essere ridicolo che gruppi di persone (di solito formati da uomini fanatici) che fondamentalmente non hanno alcuna autorità degna di questo nome (se non quella che deriva appunto dalla paura, dall'ignoranza e dai sensi di colpa), possano dire, in nome di presunti principi religiosi, cosa si debba fare e cosa no, cosa e quando mangiare certi cibi, come vestirsi, come amare un'altra persona, cosa leggere e cosa no, quali luoghi frequentare, chi odiare perchè considerato "infedele", come morire, quanti e quali figli fare, come vestirsi, quando andare a lavorare, chi deve andare a scuola e chi no, chi capisce il volere di Dio e chi no...

Ma stiamo scherzando?!?!?



mercoledì 25 marzo 2015

La famiglia prima di tutto

Torna alla carica per l'ennesima volta in Italia, la spinosa faccenda dei genitori potenti che piazzano i figli nei ruoli della pubblica amministrazione. Ogni tanto questa storia salta fuori, con indagini e scandali, ma poi tutto finisce nel nulla, tutto torna come prima, come se niente fosse. 

In tutti i livelli della pubblica amministrazione italiana, chi ha il potere e la faccia tosta di farlo, piazza figli e parenti sia nella amministrazione dove svolge il suo incarico o in altre dove ha contatti e collegamenti. E' un fatto comunissimo che è causato sia dalla fitta reti di favori e scambi che si intrecciano nei ruoli dirigenziali pubblici sia dalla considerazione del ruolo pubblico come una proprietà privata, sia dalla solita ed inesorabile selezione avversa che alimenta questo stato di cose.

Ormai siamo avvezzi a questa ciclica esplosione di indignazione a cui nulla segue: le indagini della giustizia sono pistolettate a salve perchè incapaci di colpire in profondità ed arginare il fenomeno. Anche uno scemo può consultare una pianta organica e fare tutte le verifiche che vuole (vogliamo guardare le università ad esempio?): e poi basta poco che scovare i parenti che hanno un cognome diverso dal "papà" o dalla "mamma" potenti. Non dimentichiamo la marea di amici e clienti... Insomma siamo di fronte alla scoperta dell'acqua calda. Tipico atteggiamento italico. La solita doppia morale...

Ormai non ci stupiamo più di queste cose indecenti. C'è piuttosto da meravigliarsi che qualcuno ancora abbia la forza e la pazienza per stupirsi e indignarsi...

martedì 2 ottobre 2012

"Arresta il Sistema"

Una delle diciture che mi affascinano e mi intrigano di più quando smanetto con il computer è quella che recita: "Arresta il Sistema". Consente di spegnere tutto e, oltretutto, se non hai "salvato" i tuoi dati, li perdi per sempre: come se non fossero mai esistiti.

Tutto questo mi incanta anche perchè questa dicitura mi sembra una delle espressioni più pertinenti per il nostro Paese in questa fase storica a dir poco imbarazzante.

Eh sì, perchè la dicitura "Arresta il Sistema" per l'Italia di oggi si presta a molteplici appplicazioni e significazioni. 

In primo luogo, e quasi banalmente, ho un forte deisiderio di vedere "arrestati" questi sciacalli che oggi cannibalizzano la nostra società: e per "arrestare" intendo la "galera". Vorrei vederli dietro le sbarre come si fa per tutte le altre tipologie di ladri.  Si tratta insomma di un primo livello in cui "arrestare" vuol dire giustizia, magistratura, processi, avvocati, ecc...

Se infatti uno ruba un salame in un supermercato commette un reato e per questo deve "pagare"; lo stesso avviene per chi ruba in un appartamento e magari viene preso con le mani nel sacco. Un rapido processo e certezza della pena. Fine della fiera. Per il politico è diverso: rubare politicamente non è un reato, ma oggi significa "adempiere alle proprie funzioni istituzionali". Oltretutto, piegando il diritto in tutti i modi, sono riusciti a fare in modo che il furto politico non sia più un reato. E' una porcheria, una vigliaccata, una sciacallata da infami, una questione etica, ma non è un reato. E l'etica dei politici è fatta per lo più di chiacchiere. Alla fine il furto perpetuato politicamente è una forma di "rimborso": per le missioni, per le campagne elettorali, per studi e ricerche, per consulenze. Per tornare all'esempio del ladro di salami, ebbene egli non sta rubando un salame, ma sta percependo un "rimborso" nei confronti del supermercato. Allo stesso modo il topo d'appartamento non sta rubando, ma sta percependo un "rimborso".

Vorrei quindi arrestare coloro che compongono, alimentano e propagano questo sistema, ma so che ciò è impossibile perchè il loro "modus sgraffignandi" è diventato solo un "rimborso" (un "riempirsi la borsa")

Questa impossibilità, cioè la estrema difficoltà di vedere realizzata una forma di giustizia, mi spinge su un secondo livello per cui "arrestare" significa "bloccare", "fermare", "Interrompere". Insomma investe le possibilità di  "arrestare il sistema" ovvero fermare quel meccanismo che presuppone il sistema di furto legalizzato che ha trasformato il furto in rimborso (o trasmutato altri reati in comportamenti leciti) e che costituisce la politica italiana di questa trista epoca per cui questi signori andrebbero "arrestati" (di nuovo "la galera"). 

Su questo paese grava infatti una plumbea sovrastruttura che si materializza in questo sistema pseudo-politico e in tutto l'apparato di valori che gli ruota intorno e che permea completamente la nostra società che, per difendere la sua sopravvivenza, impedisce il cambiamento, brucia l'economia, distrugge il futuro di migliaia di giovani, scoraggia qualsiasi talento, fa crollare le scuole, fa affari con la criminalità organizzata, soffoca ogni iniziativa, distrugge il nostro ambiente, la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra storia. Un sistema che ci fa morire di cancro perchè oltretutto i soldi per le cure sanitarie sono servite per lo champagne, le ostriche e le zoccole. Un sistema che non produce un solo vantaggio per chi è un tantino onesto (guardiamoci intorno perdinci!!!), eppure è sempre lì. Immutabile.

 Cambiare oggi in Italia presuppone che il "sistema venga arrestato" ovvero spento facendo in modo che tutte le schifezze che si trascina con sè non possano essere salvate. Dobbiamo riavviare il sistema, ma prima dobbiamo fermarlo: proprio come avviene con il computer che sto usando per scrivere queste righe.

E per arrestare i grandi apparati, i grandi meccanismi solitamente non servono grandi interventi: di solito è un granellino di sabbia che incepppa tutto il meccanismo. Insomma non serve una rivoluzione che sfasci tutto: bisogna trovare il granellino di sabbia che faccia fermare tutto questo una volta per tutte, trovare l'icona giusta e cliccarci sopra: "Arresta il Sistema".

lunedì 26 marzo 2012

Un Fisico Bestiale

Ho trovato questo articolo molto interessante e ricco di spunti di riflessione. E' un'intervista a James Watson un fisico di fama mondiale.


venerdì 5 agosto 2011

Sognando un'Altra Italia

Sono giorni terribili questi: l'inettitudine (colposa e dolosa) di un'intera classe dirigente si materializza con il collasso dei mercati finanziari che, pur producendo aria fritta, trascina con sè l'economia reale ovvero quella che produce qualcosa (beni e servizi reali).

Come si può pensare e sperare che anni e decenni di speculazioni, truffe, corruzione, imbrogli, clientelismo e nepotismo possano avere una qualsiasi forma di "sostenibilità" economica e sociale nel medio-lungo periodo? Quanti italiani onesti (legalmente ed intellettualmente) possono credere ancora che la furbizia possa essere una valida e praticabile forma di Governo?

Come ho più volte ripetuto su questo blog, le categorie sociali che sono sempre state bistrattate da un ben determinato tipo di politica economica durante questi anni saranno quelle che pagheranno TUTTO il conto di questa follia collettiva: famiglie, pensionati, precari, lavoratori dipendenti, gli imprenditori onesti... Gli evasori, i manager, gli speculatori o i politikanten non pagheranno un centesimo: hanno già messo al sicuro il loro tesoretto.

Il problema italiano non è quindi economico. Quello che vediamo accadere oggi è solo un sintomo di un male più profondo e più complesso. Abbiamo infatti una cappa plumbea che impedisce a tutti i livelli l'emersione dei talenti e delle capacità migliori: questa "selezione avversa" affligge tutti i settori.

La politica allontana le persone oneste, volenterose e capaci, ma lo stesso avviene nell'università, nella pubblica amministrazione, nei settori produttivi, nel giornalismo, nella cultura: ovunque. Siamo capaci di promuovere solo il peggio, perchè il "meglio" fa paura.

Il risultato è una società indecente e profondamente ingiusta: finchè non ritroveremo la dignità, la decenza ed un senso minimale di giustizia saremo circondati sempre e solo dal peggio. E questo peggio, quando si traduce in una classe politica, può diventare un'arma di distruzione di massa: stanno distruggendo la società nel suo complesso e questa distruzione ha, fra i suoi segnali, il tracollo economico di questi giorni. E chi vorrebbe mai investire o scommettere un centesimo su questa gente?

Immaginiamo allora un'Altra Italia. Non possiamo quindi non raccogliere e rilanciare l'appello che sta circolando in proposito in questi giorni. Vi segnalo questo link per avere qualche info in più.

Forse è venuto il momento per molti italiani/italiane di ritirarsi su i pantaloni.

lunedì 25 luglio 2011

School of Wisdom

In these years of diffused human misery, discredit against culture, ignorance as status symbol, greed and envy as marketing tools, when one knows about the presence of a school inspired to a holistic perspective, creativity, development of an independent thought, respect to others and environment, the first reaction is admiration.

Of course this school is not placed in Italy also because such an experiment surely would be hampered by prevailing values, the private catholic school, bureaucracy, those families totaly conformed to the principles of "Consuming and exploting the others and the evnironment".

This school in Thailiand and its name is Panyaden: here children may learn also how to use their free time with useful activities: cultivating or repairing their own clothes. The opposite of the Playstation generation.

In Italy they alsways tell us that these countries are the so called Third World: well, I think that, at the end we in Italy are the Third World with our obese and spoiled kids.

So take a look the the Panyaden site to understand how interesting is this school: it's a good example to imitate...

Scuola di saggezza

In questi anni di miseria umana diffusa, discredito generale nei confronti della cultura, l'ignoranza assurta come status symbol, l'avidità e l'invidia elevate a strumento di marketing, venire a conoscenza della presenza di una scuola che si ispira ad una visione olistica, alla creatività, alla sviluppo di un pensiero indipendente, al rispetto degli altri e dell'ambiente suscita ammirazione e conforto. Ovviamente non siamo in Italia anche perchè un esperimento del genere verrebbe come minimo ostacolato dal pensiero dominante, dalla scuola privata cattolica, dalla burocrazia, dalle famiglie totalmente aderenti ai principi del "Consuma e sfrutta il prossimo".

Siamo infatti in Thailiandia in una scuola dove inoltre si insegna ai bambini ad occupare il tempo libero con attività utili: coltivare, aggiustare i propri abiti, ecc... altro che Playstation!

Eppure ci avevano sempre detto che questo era il Terzo Mondo: mi sa che, visti da fuori, il Terzo Mondo alla fine siamo noi con i nostri bambini obesi e viziati all'inverosimile

Esaminare il sito per capire quanto possa essere interessante questo esempio: dovremmo copiarlo...

mercoledì 20 luglio 2011

Una Politica Insostenibile

La vicenda di Spider Truman ha riportato alla ribalta lo squallore e l'indecenza della politica italiana: adesso, sull'onda di una pseudo-indignazione popolare, è saltata fuori questa autorizzazione a procedere che ha il sentore di un tentativo di correre ai ripari, di dare un contentino all'opinione pubblica. Sacrificarne uno per garantire la sopravvivenza parassitaria di tutti.

Che la politica italiana sia moralmente, economicamente e socialmente insostenibile è un dato di fatto noto da molto tempo. E, nonostante questo precedente, tale resta. In realtà infatti non è cambiato sostanzialmente nulla perchè il panorama politico italiano, dalle amministrazioni comunali fino ai vertici istituzionali dello Stato, resta di profilo basso (nella migliore delle ipotesi).

Perchè continuiamo a tollerare tutto questo? Perchè non sentiamo di meritarci una classe politica decente e all'altezza del resto dell'Europa?

Il motivo è ahimè piuttosto semplice. In Italia vige la regola secondo la quale l'italiano medio tollera tutto finchè gli si consente di fare quello che gli pare e piace. E allora vanno bene stipendi allucinanti e privilegi ingiustificati ad una massa di uomini e donne spesso incapaci ed incompetenti ma servitori zelanti di questo e di quello (nel perfetto "Italian Style"), vanno bene anche mascalzoni-mafiosi-inquisiti-corrotti, tasse a destra e a sinistra, tagli a tutto ciò che è pubblico (tranne che alle missioni militari - che poi alla fine così "cosa pubblica" non sono), purchè alla fin fine permanga un sistema confuso di regole fiacche che possano essere in un modo o nell'altro violate ed eluse. Una terra dove il sommerso, l'evasione fiscale e l'economia del "tutto al nero" dettano legge, non ci sono aumenti di tasse che tengano perchè tutti sappiamo che esistono mille sotterfugi per farla franca: ora e sempre.In Italia la legge è fiacca, non ha forza, non ha vigore.


Lo stesso dicasi dell'attuale indignazione contro la "casta": finchè persiste questo tacito accordo fra paese reale e paese irreale (ognuno si faccia gli affaracci propri) questo meccanismo perverso non potrà essere intaccato. Nessun politico intende erodere la premessa del suo privilegio. Votare la riforma elettorale, l'abolizione delle provincie, la riduzione dello stipendio, la riduzione del numero dei parlamentari sarebbe un suicidio politico. Figuriamoci che l'attuale premier è anche la garanzia per la pensione di molti di questi signori sia di destra che di sinistra. Così si estingue qualsiasi forma di opposizione.

Come esiste un'economia insostenibile che distrugge più di quello che produce, allo stesso modo esiste una politica insostenibile che corrode più di quello che produce: una politica che inquina. Come siamo consapevoli che i nostri attuali stili di vita implicano l'impossibilità per la vita delle generazioni future e, nonostante questo continuiamo imperterriti a distruggere tutto, parimenti siamo tutti consapevoli che questa gente non fa assolutamente nulla per il bene comune, ma gestisce delle piramidi di potere di tipo feudale cui tutti cerchiamo di aggrapparci per sopravvivere, sapendo perfettamente che questo significa cancellare il futuro etico, economico, civile e sociale del nostro Paese.

Forse è proprio questo il problema: a parte una piccola parentesi nel '500, in Italia non siamo mai usciti dal medioevo. E lo dimostra anche la questione dei rapporti con i cattolici...

Bisonga immaginare, progettare e realizzare quanto prima qualche forma di Ecologia Politica, che sia capace di bonificare il terreno della democrazia da tutte queste scorie, fermare questo inquinamento continuo e rendere l'aria di nuovo respirabile. Appena possibile voglio approfondire questo concetto.

Intanto si può leggere questo articolo:

mercoledì 13 luglio 2011

Morire di stupida intolleranza

Si torna a discutere della parodia di legge sul testamento biologico. Ci sono molte cose da dire a riguardo: ne vorrei dire veramente tante su tanti livelli. Innanzitutto a livello etico, ma anche giuridico, medico, esistenziale, religioso, spirituale, civile...

Tutto quello che vorrei dire è stato già scritto in questo bellissimo articolo di Fabrizio Tassi apparso su MicroMega. Non ho altro da aggiungere, francamente.

Su MicroMega suggerisco anche la lettura degli altri articoli. Bisognerebbe citarli tutti, ma è impossibile. Sono comunque da leggere.

Bisogna che su questo tema la gente libera di questa scalognata penisola faccia sentire la propria voce ed impedire che un manipolo di pazzi intolleranti decida la vita e la morte di tutti noi.

La vendetta postuma dei cattolici


venerdì 11 marzo 2011

1911-2011: a new Libyan War

What a strange coincidence! Just 100 years ago, a war between Italy and the Ottoman Empire occurred, driving to the italian colonial occupation of Libya.

In these last weeks, after the riots in Libya, the possibility of a military intervention (or however a "strong" initiative) by Nato or EU (with or without the UN decision) is under way.

Humanitarian reasons? Pushes towards democracy in Libya? The decision to put to an end an authoritarian regime? Absolutely not! The reason is always the same: control over oil resources in Libya.

World economy, it's rather boring to repeat always the same things, is based on cheap oil: any factor capable to alter this rule causes economic as well as political tensions.

Libya is a relevant oil producer: it has been controlled for decades by an authoritarian regime which, thanks to oil resources, has gained an immense richness while common people have suffered huge poverty. Al this has generated a pure resentment at the base of the present riots. These riots are implying a severe drop in libyan oil production with relevant impacts on oil prices as well as on the economic growth of the great industrial countries.

This is the usual cul-de-sac of "growth" based on oil. It is difficult to imagine that these countries, and above all the great corporations, dealing with this crisis will remain quiet.

There are no humanitarian reasons: this oil thrist could drive to a new libyan war. I think it's not just a mere hypotesis: it's something more, it's a real threat. In this case, Ghaddafi's fate is already written and any other future political regime will be forced to cope with the appetites of the oil economy. The Arab world as a whole seems to be extremely vulnerable to these pressures which, when the oil economy will require more and more oil, will become even harder.

It is thus important to understand that renewable energies are not only an environmental but also a political option. This is the sole option we have today also considering that, being uranium very scarce, nuclear energy hase huge costs and material limits.

Oil economy won't last forever and its agony could have dramatic implications. Where we are going to?

martedì 8 marzo 2011

Morire in santa pace

Ho sempre sostenuto che in Italia si vive abbastanza male (o per lo meno si potrebbe vivere decisamente meglio). In Italia non si può nemmeno morire tranquillamente.

La doppia morale cattolica che ammorba questo iellatissimo Paese riesce sempre ad ingabbiare tutto, anche le più elementari espressioni della coscienza personale, tra le quali spicca il diritto di decidere come morire, di fronte all'inevitabile, nel modo ritenuto più dignitoso da ciascuno di noi.

La doppia morale consente infatti di genuflettersi in chiesa la domenica ma di commettere nefandezze di ogni genere durante tutto il resto della settimana: corruzione, prostitute, sesso con minori (a breve scopriremo magari anche rapporti con animali: chi può dirlo...), vendita della propria coscienza politica per un piatto di lenticchie, violenza contro le donne, negazione dell'infanzia, devastazione dei luoghi. Tutto si può permettere, ma il fatto che ci sia qualcuno che decida di rinunciare a forme di accanimento terapeutico per prolungare la vita a tutti i costi, questo la doppia morale cattolica non riesce proprio a mandarlo giù.

In questi giorni ho avuto modo di leggere le dichiarazioni di Ignazio Marino e dei Radicali a riguardo: consiglio di leggerle in particolare quelle di Marino che, essendo cattolico, possiede anche quella onestà intellettuale che in Italia è un bene raro e prezioso come i diamanti.

Ritengo che in una società decente sia indispensabile che vengano lasciate sempre aperte delle opzioni capaci di tutelare le diversità contro inutili e forzate omologazioni. In questo caso sarebbe quantomento giusto consentire alle persone di poter scegliere fra il mantenimento forzato in vita ed una morte dignitosa senza una medicalizzazione costretta contro la propria volontà. Invece no: si impone a tutti un'unica via. Il solito sistema cattolico: poichè detengo la verità assoluta, tutti gli altri sono in errore.

Come diceva il grande Simmaco a un tal Ambrogio da Milano: "tante sono le vie alla verità". Bisognerebbe far capire a queste persone che i tempi sono cambiati e che la pacchia dei tempi di Ambrogio da Milano è, fortunatamente per tutti noi, finita da un pezzo. Ma non lo vogliono capire: processerebbero Galileo Galilei miliardi di volte pur di imporre un unico e solo punto di vista.

E allora dico a questi signori e signore: se voi volete negare la morte con tubi e tubicini, flebo e sondine, fate pure. Ma consentite agli altri di morire in santa pace.

mercoledì 2 marzo 2011

Lessons of Public Ethics

Karl-Theodor zu Guttenberg, Germany's defence minister, resigned after a plagiarism scandal over his PhD thesis: this is a severe warning for the italian political world as a whole.

Under many points of view, this fact is so far away from the common style adopted by many italian politicians to become, seen from here, something ridiculous or happened in a remote galaxy. The problem is that we are ridiculous not the Germans. Italy, not Germany, is a far planet of a remote glalaxy. But in the inversion of ethical values, in Italy everything is upside down.

I'm not mentioning only the most famous italian examples of political frauds and scandals; I'm talking about a co-shared model in doing politics in Italy based on the idea, in many great and little italian politicians (at national, regional and local level), that politics is a private affaire.

We are so accustomed to this in Italy that we are no longer wondering about this continuing degeneration: rather, we wonder when "others" remember us that an ethical code still exists in politics which goes far beyond the limit of the legal dimension. We are so foolish to accept anything without reaction: just a denial is enough to forget anything. We are lacking memory in addition to dignity.

Italian society is the real guilty for this because we all are disposal to accept without indignation any kind of abuse. Indignation has been the main cause pushing the German minister to resign. Essentially on the base of a sense of shame. But "Shame" is something completely unknown in Italy.

Shame...

Lezioni di Etica Pubblica

Le dimissioni dell ministro della Difesa tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg a seguito dell'ondata di indigazione per il plagio della sua tesi di dottorato e per il maldestro tentativo di mentire in proposito, sono un pesante monito per la politica italiana.

Per molti aspetti rappresentano qualcosa di così lontano dallo stile dei nostri politici tanto da apparire come un fatto ridicolo o accaduto in un pianeta di un'altra galassia. Il problema è che i ridicoli non sono i tedeschi: i ridicoli siamo noi. Ed è l'Italia con la sua classe politica obesa e con la pappagorgia ad appartenere ad una galassia remota. E purtroppo non sto solamente parlando dei casi eclatanti di mascalzoneria politica che ogni giorno riempiono i notiziari ed i quotidiani, ma di uno stile condiviso di vivere la politica come se fosse una cosa privata da parte di tanti altri grandi e piccoli politici di professione.

Ormai siamo talmente assuefatti a questo "italian style" che non ci facciamo più caso e ci meravigliamo quando gli "altri" ci ricordano che esiste un codice etico in politica che va ben oltre quello imposto dal rispetto formale della legge. Siamo talmente sciocchi da accettare ogni volta che in questo sfortunatissimo Paese si possa dire e fare di tutto ed il contrario di tutto: basta poi una smentita o un "sono stato frainteso e strumentalizzato" per buttarci tutto alle spalle. Anche fare ad esempio affermazioni che un qualsiasi studente del primo anno di giurisprudenza riterrebbe del tutto infondate. Siamo senza memoria oltre che senza dignità.

La colpa non è di chi fa o dice stupidaggini. La colpa è sempre di chi consente a questa gente di fare ciò che vuole impunemente. E' stata l'indignazione di gran parte dell'opinione pubblica tedesca (per il fatto in sè e per le bugie raccontate) a costringere il ministro alle dimissioni, facendo leva sul senso di vergogna. Un sentimento totalmente sconosciuto nel nostro Paese.

La Vergogna.

Intanto questo esempio di correttezza, sono certo, non genererà alcuna reazione da parte di molti miei concittadini: anzi provocherà la solita battuta "hai visto che deficiente quel ministro tedesco. Non ha capito proprio niente della politica. dimettersi per una tesi di dottorato copiata. Che stupido..."

Avanti tutta così. A battere le mani...

lunedì 20 settembre 2010

Abbassiamo lo sguardo...

L'attenzione dei media e dell'opinione pubblica è concentrata sui grandi temi della politica nazionale: i contrasti fra frange politiche, i dissensi interni ai partiti, le offese a distanza, la caccia alla nicchia politica dove poter far parlare di sè. Tutto questo è molto spettacolare e, per questa sua spettacolarità, la politica attira l'interesse del pubblico. Ormai la politica è un fatto televisivo, è spettacolo, è show, è finzione e di conseguenza produce e deve produrre "audience" in qualsiasi modo e a qualsiasi costo.

Purtroppo però la realtà è un'altra cosa: scuole cadenti (sia in senso architettonico che formativo) una sanità pubblica agonizzante, la ricerca scientifica dimenticata e negletta, infrastrutture abbandanate al loro destino, disoccupazione, giovani senza futuro e prospettive, violenza sulle donne. Questo è lo spettacolo di rovina che, come nel film Matrix, sottintende alla parata di sorrisi smaglianti ed abbronzature tropicali della politica italiana. Ormai si vive in una dimensione schizofrenica fatta di un mix di immaginario, depressione (economica e psicologica), irrazionalità, inganno e fantasia. Sempre per citare il film Matrix abbiamo scelto la pillola dell'illusione...

Non posso che essere d'accordo con quanto descritto in questo articolo pubblicato su MicroMega. Rimane sempre intollerabile ed incomprensibile il fatto che una così grande fetta della società italiana continui a permettere che qualcuno la costringa a vivere con il freno a mano perennemente tirato. Soprattutto i giovani: chi ha un minimo talento viene regolarmente frustrato e scoraggiato. La nostra società puntualmente umilia i giovani in particolare i suoi migliori talenti, senza che ciò produca la minima reazione. E umiliare i giovani significa umiliare il proprio futuro.

Come ho già detto, concordo con quanto scritto nell'articolo, ma, come faccio sempre, invito tutti ad abbassare lo sguardo verso il luogo dove poggiamo i piedi: c'è sempre una tendenza a pensare alla politica come un fatto nazionale e distante e ci dimentichiamo dell'acquario dove sguazziamo nella nostra quotidianità.

Criminalità, corruzione, incompetenza non sono fatti lontani, ma circondano e appestano l'aria che respiriamo tutti i giorni. Non dimentichiamoci della "dimensione locale" della zavorra che ci trasciniamo appresso. Amministratori locali incompetenti, l'arroganza di gruppi di pressione (spesso i palazzinari e gli speculatori), l'apatia generale stanno erodendo tantissimi piccoli centri in tutta Italia. Il risultato è spesso una miscela di devastazione sociale, ambientale ed economica.

Mentre intere amministrazioni comunali sono in balia di uffici tecnici fuori controllo, noi stamo tutti lì ad appassionarci dei litigi dei baroni della politica nazionale e ci dimentichiamo del disastro che abbiamo dentro casa. Reimpossarsi della politica locale è una cosa peggio che ardua: è un'impresa donchisciottesca. I comuni sono considerati alla stregua di "artigiani": devono aggiustare condutture, tappare buche per strada, mettere qualche chiodo qua e là, sparare certificati, mettere qualche pezza nelle scuolette, dare una pulita in giro... Il resto nisba.

Ed invece è proprio questo benedetto resto che conta di più. La politica locale è il fulcro fondamentale dell'appartenza comunitaria, è il senso stesso dell'agire politico: non c'è peggior giardiniere di quello incapace di portare avanti il proprio giardino. Questa totale indifferenza, disamoramento e disinteresse per il luogo dove viviamo è la causa di quello sradicamento con il territorio, di quella totale assenza di legami con la terra che caratterizza tantissime comunità locali. Senza radici non c'è rispetto per il luoghi. Una volta tagliati questi legalm si può procedere a fare di tutto: creare ovunque discariche abusive, costruire senza regole e senza remore, deturpare il paesaggio, permettere la speculazione e la conseguente corruzione, distruggere tradizioni e retaggi. Provate a fare delle cose del genere in Francia o in Olanda e vedrete come la gente del posto reagirà con furore...

Noi invece subiamo tutto senza fiatare perchè fondamentalmente di tutto questo non ci importa un fico secco...

mercoledì 19 maggio 2010

Edoardo Sanguineti and the catastrophic optimism

The italian poet and writer Edoardo Sanguineti died yesterday and his death gives me the opportunity to remind his idea of "catastrophic optimism"

This idea resumes the need to reinforce personal optimism when dealing with crisis: in particular he highlighted the need to show more committiment in this period so close, in his view, to an imminent catastrophe.

Surely a global catastrophe (in environmental, economic and social terms) is next door: I can see actually very scarce optimism and a diffused apathy and total lack of awareness.

Sanguineti e l'ottimismo catastrofico

Con la morte di Edoardo Sanguineti è praticamente impossibile non ricordare il suo concetto di ottimismo catastrofico che, mai come in questi tempi di macerie e rovina, appare in tutta la sua validità ed attualità.



L'invito di Sanguineti a rafforzare il proprio ottimismo quanto maggiore è il periodo di difficoltà rappresenta una spinta importante anche se decisamente faticosa.

mercoledì 5 maggio 2010

Italian politicians go home! But not too literally...

The last italian scandal involving a (former) minister (he has presented yesterday his resignation) is evidencing once again the innatural relation between politics and the sense of limit in Italy.

First of all, there are many doubts about the way through which the entire story has been managed: at best, a dramatic ingenuity and stupidity, actually not suitable for a minister, clearly emerged which could be estremely dangerous in the conduction of ministerial duties. So I wonder if its better to be considered a stupid, a liar o a corrupted minister. (I don't know actually which one among these options the former minister has choosen...)

Another peculiar aspect of this affaire is that once again everything is focused on a house. It's not the first time that italian politicians are involved into strange affairs centered on luxury houses bought or given for rent at very (too) cheap prices. This people must have some problem: surely not economic problem but at least a psychological one.

It is true that in Italy the best way to speculate is to invest in the real estate sector but it seems to me that there is also a pathological relation with this symbol of stability which, in one way or another, materializes the desire for privileges. A luxury house, obtained thanks to a preferential "lane", becomes the expression of the privilege resulting from power as with the "palaces" or "manors" of the ancient Lords.

In conclusion it emerges the reality of an atavist misery and poverty, passed through centuries, generation after generation, which, after having grabbed money and power, finally find a vent: this is the umpteenth revenge of Mr Calò from the romance "The Leopard"...

Mandiamoli a casa! Ma non esageriamo...

Le ultime vicende che hanno interessato un (ex) ministro di questo governo riportano ancora una volta alla ribalta il rapporto innaturale fra la politica ed il senso del limite. Innanzitutto fa riflettere il modo in cui è stata gestita tutta la faccenda che, nella migliore delle ipotesi, ha evidenziato una presunta ingenuità e pressapochismo che mal si adattano ad un Ministro della Repubblica: una tale superficialità sarebbe molto pericolosa nello svolgimento di compiti così delicati come la gestione dello sviluppo economico. Non si sa quindi se è meno peggio passare per deficienti, bugiardi o per corrotti: e non si sa nemmeno quale di queste opzioni l'interessato abbia al momento scelto di intraprendere.

Un altro aspetto inquietante della questione è che ancora una volta al centro del contendere c'è sempre un immobile. Siccome non è la prima volta che i nostri politici, di qualsiasi affiliazione partitica, hanno problemi connessi a case (di proprietà o in affitto) o immobili vari (acquisto di appartamenti uso ufficio, ecc..., ecc...), viene da pensare che questa gente abbia dei seri problemi.

E' vero che uno dei modi migliori per speculare in Italia interessa sempre il "mattone"; tuttavia mi sembra anche che emerga un rapporto patologico con l'oggetto primario che in Italia materializza la sicurezza e, di conseguenza, attira il desiderio di privilegio: la casa.

La casa insomma è un elemento che materializza in modo tangibile il privilegio risultante dal potere come avveniva con i "palazzi" dei signori di una volta.

In conclusione emerge il panorama di una miseria atavica, trascinata di generazione in generazione, che, una volta messe le mani sul potere e sui soldi, trova finalmente uno sfogo: è l'ennesima rivincita dei Don Calò del "Gattopardo"...

lunedì 3 maggio 2010

Shame

During these days, as usual in Italy, we have been interested by a large number of news about corruption of many politicians (again and again): these news instead of disdain have provoke dsolidarity among politicians and also envy in some common people. In addition, last night I have watched on TV the movie "VIdeocracy" adding further depressing elements in my already depressed mind.

Summing up all this, I have concluded that italian society has completely lost the concept of "shame". Many times I have suggested in this blog that the main problem of this unlucky society is to be deeply "catholic"; it means to be deeply hypocrite replacing the concept of "shame", remarkably characterizing the Ancient Roman Society, with the concept of "sin". While shame implies a public and civic responsibility towards a collectivity or a community on the base of personal dignity, "sin" implies a private relation with a subject who has the eventual power to cancel it (at certain conditions)

If shame shows a social dimension on the base of "hic et nunc" (here and now) principle, sin is a private affaire involving something standing "behind" (in spatial and temporal terms). In a society inspired by shame, you have a responsibility towards the others "now": you must solve your shame condition with a concrete "physical" action. In a society inspired by sin ethics are moved to abstract "meta-physical" actions i.e. with a conversation with a priest in a confessional and few prayers. A sinner trasfers his ethical troubles beyond his own living dimension for example in the perspective of a Paradise or Hell. You may regret and everything will turn as before. It's a problem between me and God (not between me and mankind).

This is the precondition for the double faced ethics in italian society unable to acknwledge shame and finding relief with sin. In this way "omnia licet". This explains also the critical role the Vatican plays in the italian society: notwithstanding the continuing scandals it maintains an immense power within the consciences of italian people. The Vatican promises an "unlimited warranty" for itself (the cases of paedophilia have been considered as sins rather than crimes thus moved in a meta-physical sphere) and for a political class without any principle or ethical value.

Further considerations about the idea of "shame" in the italian society con be found in this interesting article (in italian).