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mercoledì 2 dicembre 2015

Verba Volant

Ho seguito un po' di sfuggita, le notizie sulla visita del Papa in Africa. Alcune sue dichiarazioni mi hanno tuttavia lasciato perplesso. In particolare ne riporto due qui di seguito:

"Insieme, diciamo no all'odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace".

“Non si può cancellare una religione perchè ci sono alcuni o molti gruppi di fondamentalisti in un certo momento della storia”.

Gran belle parole di pace e concilianti, non c'è che dire. Mi disturba molto che il capo della religione cattolica-cristiana affermi questo dopo che la sua stessa religione è stata imposta con una violenza. che non ha riscontri nella storia umana e a seguito di un genocidio spaventoso, di cui ancor oggi è difficile fare una stima ed una valutazione certa. Lo stesso dicasi per la religione sorella a cui si rivolge il papa in queste dichiarazioni. 

Tanto per usare le stesse parole del papa, sarà opportuno ricordare che il monotesimo è stato imposto con odio, violenza, vendetta perpretrate in nome di un dio che è apparso da subito tutt'altro che un dio di pace. Sono state cancellate religioni, credi e spiritualità proprio per l'azione di alcuni o molti gruppi di fondamentalisti in un certo momento della storia. E questo non è avvenuto solo nelle Americhe. 

Purtroppo a scuola queste cose non le insegnano. Intere culture, religioni, saperi, tradizioni sapienziali, conoscenze metafisiche e spirituali sono state cancellate dalla memoria storica: opere d'arte, biblioteche intere, uomini e donne di ingegno, sono stati eliminati senza il minimo scrupolo perchè ritenuti incompatibili con il nuovo credo monoteista. Di questi uomini e donne spesso non sappiamo più nemmeno i loro nomi e non conosciamo le loro opere. Di altri abbiamo solo piccoli frammenti. 

Questo scriveva Libanio nel IV secolo:

"(…) questi uomini vestiti di nero, che mangiano come degli elefanti, che stancano, per l’abbondanza delle coppe che tracannano, coloro che versano loro da bere: essi, che nascondono questi eccessi sotto un pallore che si procurano artificialmente (…), corrono contro tutti i luoghi sacri urlando e portando legna, pietre e ferro. E quelli che non ne hanno si servono delle mani e dei piedi. E poi i tetti vengono tirati giù, i muri diroccati, le statue abbattute, gli altari rovesciati, i sacerdoti costretti a tacere o morire. Distrutto un edificio si corre ad un secondo e poi ad un terzo e i trofei si aggiungono ai trofei contro ogni legge.



Tutte queste violenze si osano in città ma soprattutto nei villaggi. Questa gente in gran numero attacca ogni luogo. Dopo aver causato separatamente mille danni, si riuniscono e l’un l’altro si chiedono conto delle imprese: essi ritengono una vergogna non aver commesso le più infamanti ingiustizie. Vanno all’assalto dei villaggi come torrenti devastando i campi, le case degli innocenti accecando, abbattendo, uccidendo.



(…) dicono di combattere per il loro dio, per la fede, ma questa guerra è solo un mezzo per impadronirsi di enormi ricchezze, per rubare gli averi degli infelici. Essi vivono grazie al male provocato agli altri.



Questa è gente che non esita davanti a niente. La distruzione che portano è frutto della loro avidità, della loro violenza e furia cieca.





Ecco un esempio. Nella città di Berea c’era una stata di bronzo di Asclepio, una statua in cui l’arte imitava massimamente la natura: era così bella che chi la vedeva una volta desiderava tornare a vederla di nuovo. Questa statua, questa opera d’arte, questo capolavoro, eseguita con tanta fatica, opera di un genio illustre, opera di Fidia, è stata fatta a pezzi e distrutta. Molte mani si sono divise l’opera di Fidia. Per quale motivo?"

(Libanio "In Difesa dei Templi")

Difficile ed inutile aggiungere altro.

Essendo un politeista, credo che sarebbe anche venuto il momento che i capi di queste religioni che hanno nel loro DNA e nel loro passato una storia ispirata all'odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di dio, che hanno tentato di cancellare una religione perchè ci sono alcuni o molti gruppi di fondamentalisti in un certo momento della storia, chiedano prima di tutto perdono ufficialmente a tutti i milioni di uomini, donne e bambini che hanno pagato con la vita nel passato la loro coerenza spirituale. In secondo luogo sarebbe anche opportuno che queste religioni con i loro giganteschi apparati facessero un passo indietro e aprissero un dialogo vero con spiritualità diverse dalle loro religioni. E magari restituissero ciò che materialmente e spiritualmente hanno rubato e saccheggiato nei secoli

Consiglio pertanto la lettura del seguente libro. E' molto istruttivo e ci si rende conto con chi abbiamo realmente ancora a che fare dopo tutti questi secoli.

P. Chuvin: "Cronaca degli ultimi Pagani", Paideia Editore



lunedì 28 aprile 2014

Un Paese bloccato, prostrato ed inginocchiato.

E' da un po' che su questo blog rifletto sul fatto che l'Italia, nonostante i vari proclami, sia un Paese completamente bloccato, incapace di rinnovarsi e di cambiare. Nella migliore delle ipotesi il cambiamento è solo apparente poichè le logiche che sottointendono al (mal)funzionamento della cosa pubblica e privata, e che ispirano la stessa etica civile, non cambiano mai.

La grande enfasi che i media e tutta la società nostrani hanno dato alla santificazione dei due papi cattolici, che altro non è che un'operazione furbesca di maquillage in cui il Vaticano glorifica sè stesso ed il suo potere, hanno evidenziato come questa società sia talmente priva di riferimenti, di valori moderni, di coscienza civile da guardare a S. Pietro e alle sue, di certo non cristalline, gerarchie come unico punto di riferimento. 

L'Italia non solo è bloccata, ma si prostra e si inginocchia con una facilità impressionante davanti alle espressioni più becere delle cause del suo sfacelo morale e sociale.

Ho letto quindi queste parole che ha scirtto Roberto Saviano poco tempo fa su L'Espresso con grande interesse anche perchè, trasversalmente, fotografano lo stato pietoso in cui ci troviamo e da cui al momento sembramo del tutto incapaci di tirarci fuori.

"La storia di Forza Italia, poi diventata Popolo della libertà, passata attraverso pittoresche coalizioni e ora ridiventata Forza Italia e Nuovo centro destra, oltre che dai processi che coinvolgono suoi esponenti a ogni livello, può essere esemplificata anche attraverso il racconto di ciò che è stata la legge sulla procreazione assistita, nota come legge 40/2004 entrata in vigore durante il secondo governo Berlusconi.

A voler essere clemente con quel governo, potrei dire che la legge 40/2004 rispecchia forse ciò che l’Italia è diventata: un paese in cui i diritti sono considerati privilegi e a orientare il corso delle cose non sono esperti e studiosi, non è la ricerca scientifica, non sono qualifiche e competenze acquisite dopo anni di studio, ma il peggior senso comune. 

Il più retrogrado, quello di politici il cui unico scopo è essere più solerti persino della chiesa in cui dicono di credere e nel cui nome giurano di agire. Un paese che fa della famiglia il nucleo sociale fondamentale ma che non ritiene sia poi diritto di tutti potersene costruire una. La legge 40/2004 è una legge iniqua e liberticida. È una legge mortificante per la donna, sprezzante del suo corpo e incurante delle sofferenze che vive una coppia che non riesce ad avere figli. Tutto questo, dal 2004 a oggi la Corte Costituzionale e le sentenze di diversi tribunali italiani, lo hanno a più riprese stabilito.

Difficilmente troverete persone che abbiano voglia di raccontare la loro esperienza riguardo al percorso che hanno fatto per riuscire a avere un figlio. Questa difficoltà ha una doppia matrice: da una parte l’arretratezza della nostra società, una società che non conosce affatto le tecniche di procreazione assistita, per cui tutto - anche un semplice racconto - suonerebbe come troppo “tecnico”. Dall’altra, una morale pseudo cattolica secondo cui se non si riesce a procreare in maniera naturale allora non bisogna forzare la natura. La mancanza di informazioni e la mancanza - cosa assai più grave - di volontà di informarsi, rispetto a questi temi, è propria di una società terribilmente arretrata, arroccata sulle proprie posizioni più che per convinzione, per non conoscenza."

Tutti dal papa allora!

Cosa altro aggiungere?

martedì 14 maggio 2013

giovedì 14 marzo 2013

Non lo invidio...

Essere a capo della chiesa cattolica oggi come oggi non è di certo una cosa da ridere. Sommersa dagli scandali, con le chiese vuote, in piena crisi di credibilità e vocazioni, ferma a dogmi incomprensibili ai più, regno di ipocrisie e compromessi, congelata in uno stato di paralisi medievalista su tantissimi temi sociali ed etici, assolutamente antifemminista, completamente svuotata di significati religiosi, la chiesa cattolica appare come una palude di sabbie mobili pronta ad inghiottire chiunque si avvicini. 

La chiesa vaticana è talmente nei guai da aver spinto il papa precedente a fuggire a gambe levate per non venire travolto fisicamente e psicologicamente da tutti questi impicci.

Il nuovo papa si trova a gestire una condizione difficilissima sia sul piano dogmatico e della fede, sia sul piano più prettamente operativo. C'è veramente da preoccuparsi ed il volto del nuovo papa sul terrazzo di San Pietro difronte ai suoi fedeli ieri tradiva questa preoccupazione profonda. Mi sbaglierò, ma non mi sembrava il ritratto della felicità...
 
Le ipotesi comunque sono due. O si adegua alla burocrazia vaticana e lascia tutto così com'è, secondo la classica tradizione italica: riamanere in attesa, aspettare che le cose vadano avanti da sole, non fare assolutamente nulla. Oppure decide di tagliare con il passato e attivare un processo di risanamento verticale e orizzontale sia sul piano spirituale (che è pressoche svanito) che sul piano organizzativo. Penso che non ci sia più il tempo di mezze misure o sfumature di grigio: o si rimane una setta isterica di pazzi fanatici o si cambia decisamente rotta.

Saprà questo papa tagliare i ponti con il passato riuscendo laddove il suo predecessore ha clamorosamente fallito? Riuscirà a dire di no alle lusinghe del potere e del denaro? Saprà il nuova papa e la nuova curia vaticana magari restituire il fiume di denaro che l'Italia - ridotta con le pezze nel sedere - gira a San Pietro con l'8 per mille? Saprà questa nuova chiesa finirla di appoggiare tutti i movimenti reazionari del mondo. a cominciare da quelli presenti in Italia? Questo papa dirà qualcosa di definitivamente chiaro nei confronti di cosa nostra? 

Possiamo allora aspettarci un po' di trasparenza anche in vaticano? Un po' di M5S anche al di là del Tevere?

Io francamente non sono così ottimista. In caso contrario comunque consiglio al nuovo papa di chiudere bene a chiave la porta della sua camera da letto prima di andare a dormire, dare sempre le spalle al muro quando cammina in vaticano, non accettare tazzine di caffè o caramelle dagli sconosciuti, assoldare un assaggiatore di cibi...

lunedì 11 febbraio 2013

Il gran rifiuto

Nella terra dei cervelli in fuga e dei dimissionari, anche il papa ha gettato la spugna. Certo non è un buon segno. Ci mancava pure questa...

Immediato è stato il confronto con il collega Celestino V che fece il gran rifiuto per "viltade", riferisce Dante Alighieri. Le motivazioni del gran rifiuto di Celestino V sono molto vaghe, ma, tra i tanti motivi, ci fu anche la consapevolezza di quel papa di non essere in grado di governare il caos, la corruzione e lo sfacelo generale della chiesa cattolica di quei tempi. Da quell'impossibilità di rimediare, di intervenire, di cambiare è nata la decisione di dimettersi in modo "vile" (dice sempre l'Alighieri).

Sicuramente Benedetto XVI avrà avuto le sue buone ragioni per rinunciare all'incarico: certo il sospetto viene che ci possano essere anche delle ragioni simili a quelle che spinsero ad un gesto identico il suo medievale predecessore.

Che la chiesa cattolica non brilli oggi per onestà e correttezza è un dato di fatto: esiste un pesantissimo apparato ingioiellato, pingue e arrogante che grava in primo luogo su una chiesa onesta che combatte in prima fila la miseria (anche nella stessa Italia) delle periferie e poi su una miriade di fedeli ingenui cui la chiesa appare ormai solo come un contenitore vuoto che emette solo divieti di ogni sorta.

Forse questa pesantissima cappa plumbea ha finito con lo schiacciare lo stesso papa che, come il papa di Nanni Moretti, non ce l'ha fatta più.

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Chi lo sa se magari adesso si candiderà alle prossime elezioni con una lista autonoma?

lunedì 22 ottobre 2012

The sainthood of Kateri Tekakwitha

I don't know how to interpret the sainthood of Kateri Tekakwitha, the first Mohawk Indian to become saint. What can I say about it?
 
Well, I have to say that the only idea I've in mind with regards to this is that it should be rather necessary to remember and not-forget, those Indians who, even in recent times have been persecuted and killed because they refused to renounce to their original traditional cults. Similarly it should be necessary not to forget those who were victims of forced conversions of any kind in all the continents and ages. In particular it should be necessary to remeber our victims of the Church or those who here in Italy in the past refused to accept the new religion: they all were physically cancelled and removed by history.
 
These men and, above all, women have been killed and forgetten because they refused religious intollerance, fanaticism and severity: they were the first victims whose sacrifice is also aggravated by the present ignorance about this terrible component of our history.
 
About this genocide, massacre and mass murder we still have limited information: we know very little about the number of people killed during those conversion times.

So, I want to say that while in Vatican they are still celebrating this sanctification, I think that we free people should use this occasion to remember martyrs and victims of monoteism everywhere in every age and of any kind.
 
American Indians and our Ancestors warmly thank you all.

La Santa Pellerossa

Non so come interpretare santificazione di Kateri Tekakwitha, la prima santa pellerossa. Cosa pensare di questa santificazione? 

Personalmente l'unica cosa che mi viene in mente è che bisognerebbe ricordare-non dimenticare, se non santificare del tutto, tutti quegli amerindi che, anche in tempi piuttosto recenti, sono stati perseguitati e uccisi proprio per non aver voluto abbandonare i loro credo originario. E come loro bisognerebbe ricordare tutti coloro che sono stati vittime dell'evangelizzazione forzata in tutti i continenti ed in tutte le epoche. Ed in particolare non bisognerebbe mai dimenticare le "nostre" vittime della Chiesa ovvero tutti coloro che qui in Italia non avevano accettato la nuova religione e che sono stati fatti sparire fisicamente e dalla memoria. Sono stati uomini e soprattutto donne che hanno pagato con la vita e con l'oblio, anche peggiorato dall'ignoranza assoluta dei nostri contemporanei, l'opposizione all'intransigenza, all'intolleranza e al fanatismo religioso. 

Un genocidio ed un massacro fisico e culturale di cui ancora oggi è difficilissimo fare una stima.

Direi quindi che mentre in Vaticano si festeggia questo lieto evento, noi uomini e donne liberi/libere dovremmo approfittare dell'occasione per ricordare i martiri e le vittime del monotesimo di qualsiasi tipo e di qualsiasi matrice.

Con buona pace degli Indiani d'America e dei nostri Antenati.

venerdì 8 giugno 2012

Misteri Vaticani

E' un periodo in cui mi trovo ad affrontare una serie di problemi di salute piuttosto complicati. Pertanto riconosco di non avere le idee del tutto lucide. Mi si perdonerà quindi se in questo post mi lascio un po' andare a delle riflessioni così, a ruota libera. 

Proprio durante questi giorni di malattia e confusione, ho cercato di seguire le fila dei vari scandali e scontri che stanno investendo, per l'ennesima volta in verità, il Vaticano: spie, fughe di notizie, contrasti all'interno dello IOR, cocnflitti all'interno delle gerarchie, lotte per mettere le mani su strutture sanitarie ed altrettante strutture sanitarie facenti capo al Vaticano sull'orlo del crac...

Seguendo queste notizie, ad un certo punto mi sono quasi bloccato su un pensiero fisso: ma chi è questa gente? A nome di chi gestisce un simile potere economico e politico? A che titolo gestiscono tutta questa rete di potere? Perchè la politica italiana teme così tanto il Vaticano da non sfiorarne mai gli interessi? Perchè mai dobbiamo ancora tollerare questa gente che è oltretutto completamente ostile alle donne? Da dove vengono? Dove diavolo vanno a parare?

Detto per inciso, la parte temporale del potere della Chiesa è quella che più facilmente riesco a comprendere: è una struttura di potere che si è sviluppata in modo parassitario dallo sfacelo dell'Impero Romano d'Occidente e che da allora, quasi in modo mafioso, ha costituito uno "Stato nello Stato". Anche se non capisco perchè nel XXI secolo dobbiamo in Italia ancora tenerci questo residuo del crollo dell'Impero Romano, diciamo che posso far passare il tutto spiegandomi la cosa in questi termini: il Vaticano è uno Stato straniero che, non capisco il motivo, esercita delle interferenze pesanti nella vita politica italiana. Un po' come gli USA alla fine della II guerra mondiale. Solo che continuo a non capire il perchè di tutte queste interferenze e perchè gliele lasciano fare: sulla scuola, sul testamento biologico, sulla fecondazione assistita, sull'IMU, sulle coppie di fatto, sui matrimoni omosessuali, sulla TV...

La parte che mi sfugge del tutto è invece quella cosiddetta spirituale. Ma chi diavolo sono queste persone che dicono di parlare a nome di Dio? Ma stiamo scherzando o diciamo sul serio? Insomma c'è della gente a Roma, tutti uomini - le donne sono escluse, barricata dentro un'enorme basilica (tutto ciò che la chiesa ha costruito l'ha di fatto realizzato distruggendo tutto il resto), che ritiene di avere l'esclusiva sulle questioni spirituali e religiose di tutti noi, individui, famiglie e comunità intere. Ho provato a seguire una di queste granndi adunate: francamente di spiritualità e ritualità ne ho vista pochina. Mi è sembrato piuttosto di assistere ad una gigantesca rappresentazione teatrale, una farsa anche recitata male...

Ripeto: non sto del tutto bene. Ma se penso al Vaticano, al potere della chiesa, all'enorme quantità di denaro che gestisce, rimango spesso interdetto e senza parole.  Non li capisco questi uomini, non capisco quello che fanno, non capisco quello che dicono. Non capisco cosa vogliono. Non capiscono a cosa servano...

Vedo francamente una totale inutilità di tutto questo. Con una notevole dose di irrazionalità, La chiesa mi sembra uno scatolone vuoto, uno scatolone però ingombrante, inutile e anche pericoloso. Non credo che se si togliessero di mezzo o quantomeno svolgessero un ruolo esclusivamente religioso (come fanno altre confessioni) finiremmo tutti fulminati dal cielo.  

Ovviamente non nego l'importanza della spiritualità e del sentimento religioso per l'esistenza di ciascuno di noi, ccredente o non credente. Al contrario. Ma proprio perchè ritengo essenziale questa sfera, mi chiedo: abbiamo proprio bisogno di questo mostruoso apparato di uomini in nero per guardare a Dio? Pensano che siamo dei bambini stupidi? E dobbiamo ancora permettere oggi nel 2012 che costoro considerino le donne individui di serie B? 

(Qualcuno mi spieghi perchè una donna non può officiare una messa, diventare vescovo o papa: è una cosa semplicemente pazzesca e ridicola...)

Non sarà che il vero volto del Vaticano sia solo lo IOR e tutto il resto una misera messa in scena? E' questo che ci indica la storia recente e passata della chiesa? Non è che alla fine una gran quantità di gente si affanna a pregare per ed in una banca?   Non è che a costoro dei cosiddetti fedeli alla fine non importi assolutamente nulla?


lunedì 12 dicembre 2011

Lo sapevo!

Una caratteristica degli idioti è quella di essere prevedibili. Mi chiedo: c'è qualcuno in Italia che per un solo istante abbia pensato che i parlamentari si sarebbero ridotti emolumenti e privilegi vari? Se c'è si faccia avanti e ne spieghi le motivazioni che così ci facciamo tutti quattro risate quattro.

Checchè ne dicano i presidenti delle camere con intenzione "ferma e vibrante" (come direbbe Crozza) e con sdegno misto ad indignazione, il fiume di danaro pubblico che unge i conti correnti di questi signori non si ridurrà mai. Nessuno fra coloro che siedono negli scranni parlamentari ha la benchè minima intenzione di rinunciare nemmeno ad un centesimo: ergo c'è da dedurre che parte del grande sacrificio che milioni di persone oneste stanno oggi sostenendo fisicamente sulle proprie spalle serve per garantire a questa gente di continuare a percepire un salario stratosferico per qualcosa che si fa molta fatica a chiamare "lavoro".

E pensare che ciò che si richiede è che il pizzo che paghiamo sia per lo meno in linea con quanto guadagnano in media  i loro colleghi europei. Non ci dimentichiamo poi delle regioni, dei tanti stipendi che l'erario paga ai trombati della politica che infestano tutte le cariche elettive. Tanti, tanti soldi. 

Mi chiedo con quale faccia questa gente poi si presenterà alle prossime elezioni: ci hanno rubato e ci stanno rubando l'esistenza e vogliono pure essere pagati profumatamente. Ma noi staremo tutti lì in fila davanti ai seggi a votarli come sempre. Tutto ancora molto prevedibile.

Altrettanto banale e prevedibile è l'atteggiamento a dir poco ridicolo del vaticano sulla questione dell'esenzione dell'ICI. Anche in questo caso la chiesa continua a comportarsi come una zavorra pesantissima che grava sulla società italiana. 

E' da notare come senza la benchè minima vergogna  il clero e i politici si aggrappino ai loro privilegi: senza vergogna... Insomma sembra di essere tornati indietro nel tempo, in un'epoca percedente alla Rivoluzione Francese. In Italia stanno in pratica cancellando più di 200 anni di storia... Incredibile. Semplicemente incredibile.

Tutta questa banale e noiosa prevedibilità è un autentico tripudio dell'idiozia umana.

La Casta si ribella ai tagli. I parlamentari: “guadagniamo già poco”

 Già centomila firme contro la Chiesa Ici/esente

mercoledì 14 settembre 2011

Denunciate il soldato Ratzinger

Il Papa e tre "pezzi grossi" del Vaticano (i cardinali Bertone, Sodano e Levada) sono stati denunciati alla Corte penale internazionale dell'Aja da un'associazione di vittime dei preti pedofili per crimini contro l'umanita'. La denuncia è motivata dal fatto che il Vaticano avrebbe tollerato abusi e molestie su minori in tutto il mondo e protetto i responsabili.

Non voglio entrare nel merito dell'opportunità o meno di una simile denuncia, però rimane il fatto che il problema della pedofilia all'interno della Chiesa è un tema che deve essere sempre ricordato anche perchè la Chiesa stessa sembra fare poco o nulla (a parte benevoli rimbrotti da parte del papa) a riguardo.Parliamone ogni volta possibile, visto che i media tendono a mettere sottaceto queste questioni...

Certo che se la Corte dell'Aja prendesse in seria considerazione questa denuncia ci troveremmo di fronte ad un caso quanto meno interessante penalmente e moralmente. Viste le caratteristiche degli imputati, soprattutto l'aspetto etico (quello penale però non è di secondaria importanza) risulta di particolare interesse perchè ciò vorrebbe dire confermare la scomparsa definitiva di quel senso di santità che la chiesa cristiano-cattolica pretende di possedere ma che da molto tempo è andato perduto (se mai c'è stato...).

Pedofilia, giochi troppo spregiudicati con la finanza, accordi sotto banco con la politica corrotta e marcia:
una chiesa senza dignità, morale ed onore.

Figuriamoci poi ci se il vaticano pagherà mai l'ICI viste queste premesse...