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venerdì 29 aprile 2011

Guardo la TV e penso...

Ieri sera, rientrato abbastanza tardi, sono crollato sul divano e ho visto in TV la seconda parte del programma di Michele Santoro: ho seguito gli interventi degli ospiti politici, le dichiarazioni di Beppe Grillo, le proteste degli ambientalisti in materia di nucleare, le discussioni sui referendum e sugli escamotages per aggirare i referendum...

Non sto qui ad annoiare alcuno su quello che mi è frullato per la testa guardando questo programma. Giusto per lasciare traccia di questa serata di meditazione socio-politica, metto in rete questo paio di riflessioni.

A) In primo luogo, le critiche di Grillo contro l'intera classe politica, dirigente ed amministrativa nazionale sono difficilmente contestabili tanto è vero che nessuno dei presenti (e sottolineo nessuno) è stato in grado di ribattere alcunchè. Dire che Grillo faccia anti-politica è ridicolo perchè l'anti-politica di fatto la fanno i parlamentari tutti selezionati accuratamente dalle segreterie politiche in base alla loro (in)capacità, fedeltà, pacchetto-voti a disposizione. L'anti-politica quindi la fanno i politici e non la società civile che è "affamata" di politica. C'è da dire magari che la cosiddetta società civile si è ridotta ai minimi di guardia perchè la maggior parte degli italiani ha deliberatamente scelto di smettere di pensare e limitarsi al ruolo di spettatore-consumatore-utente: la patologia di "mentalmente inabile" in Italia ha ormai assunto livelli spaventosi.

La mia personale riflessione, ascoltando Grillo e subendo la mediocrità degli esponenti politici presenti, è che questi stessi politici così mediocri e intellettualmente modesti sono stati capaci, con un paziente lavoro durato decenni, di convincerci un po' tutti della loro indispensabilità. E' evidente che l'uomo politico è indispensabile per la gestione della cosa pubblica, ma la furbata di questi signori è consistita nel farci credere che il loro tipo di essere politici sia indispensabile: e per "tipo" intendo dire colui che dispensa favori, che tesse trame e ragnatele di affari e di amicizie, che ha i contatti che contano, che sa fare bene i maneggi e gli intrighi. In tal modo abbiamo finito per pensare che l'unico modo per vivere e gestire la cosa pubblica in Italia sia per mezzo degli intrighi, degli inganni, della corruzione e delle truffe e che per far questo servano necessariamente dei politici smaliziati all'uopo formati come quelli che abbiamo. Per questo chi vorrebbe fare politica in modo diverso è tenuto fuori perchè fondamentalmente "non ha capito come funzionano certe cose...."

Io invece dico che non è così: la vera rivoluzione in Italia potrebbe proprio consistere nell'interrompere e distruggere il meccanismo che rende necessaria questa politica e questi politici e, in questo modo, interrompere la domanda oggi fortissima che assicura a questi politici da strapazzo il loro potere. In una società "decente", che ha deciso - paradossalmente in modo rivoluzionario - di tornare ad essere decente, questi politici non hanno alcun senso. Ma se non inceppiamo questo meccanismo, non se ne verrà mai fuori: passsato un Berlusconi, ne arriverà un altro, forse anche peggiore del precedente. e lo stesso vale per tutte le forze politiche ed i loro modestissimi rappresentanti. Avremo sempre delle personalità mediocri ed utili solo a far funzionare l'ingranaggio del "sistema". Dobbiamo cominciare a sviluppare una coscienza e una consapevolezza sul fatto che fondamentalmente questo tipo di gente non ci serve e possiamo farne a meno. Dopo decenni in cui ci hanno fatto credere che siamo dei paralitici, dobbiamo liberarci della carrozzina su cui ci hanno inchiodato e riprendere a camminare con le nostre gambe. All'inizio fa paura e si rischia pure di cadere, ma possiamo e dobbiamo imparare.

Magari molti miei connazionali penseranno che sono un illuso e che campo di sogni ed utopie. Quanta gente conosco che, pur affermando il contrario, sono sempre pronti a chinare la schiena al potente di turno, sono pronti a battere le mani e applaudire il primo feudatario che passa, a sgomitare per essere accolti alla mensa di Trimalcione, a cercare le scorciatoie, ad ingannare sè stessi e gli altri, a devastare boschi e colline e a tenere come una moquette i loro pratini all'inglese! Conosco centinaia di rivoluzionari indignati a parole (contro la corruzione, la Chiesa Cattolica, l'edonismo ed il consumismo più sfrenato), ma quando si tratta dei cavoli propri non guardano più in faccia a nessuno: non ci sono rapporti di lealtà, famiglia o parenti, amici che tengano. Conta solo la convenienza del momento. Domani, chissenefrega: nella finzione generale chi vuoi che ci faccia caso?

B) Un'ultima considerazione sul nucleare visto che nella trasmissione di Santoro se ne è parlato molto. Ancora non voglio approfondire l'argomento, ma, al di là delle varie considerazioni tecniche, vorrei far notare che nessun politico ha MAI e ripeto MAI dato la sua disponibilità per esempio a vivere vicino ad una centrale nucleare o ad un centro di stoccaggio delle scorie. I siti interessano sempre la cosiddetta "gente comune" che non può difendersi: siamo noi che dobbiamo farci carico delle conseguenze delle scelte, spesso scellerate e dolose, di una classe politica incompetente e collusa. Chi pensa al nucleare rifletta su questo e su chi, tra gli altri costi, dovrà subire le conseguenze dell'allocazione di una centrale nucleare.

Noi non possiamo fuggire, non possiamo ritirarci in un buen retiro, su uno yacht, in una villa in collina o all'estero: loro decidono di costruire centrali nucleari e discariche a casa tua, ti chiedono di fare sacrifici, ma loro non ne fanno nè ora nè mai.

Tornerò comunque sulla questione nucleare: al momento posso solo dire banalmente che invece di perdere tanto tempo e risorse per produrre sempre più energia, sarebbe forse più opportuno concentrare altrettante risorse e tempo a trovare il modo di usarne in misura ridotta. L'obiettivo dovrebbe essere una società non solo efficiente da un punto di vista energetico, ma anche meno dipendente dall'energia. Più ne produciamo, più ne usiamo spesso in modo inutile e sciocco... siamo tutti noi che decidiamo cosa sia e quale sia il livello di fabbisogno energetico e, come la storia di milioni di uomini del passato ci può illustrare, molti dei nostri bisogni energetici sono solamente indotti e se ne potrebbe fare benissimo a meno.

Più energia, più consumi. E' un circolo vizioso che deve essere spezzato. Dove ci condurrà questa ingordigia energetica? Quando le centrali nucleari non saranno più sufficienti per far fronte al fabbisogno energetico, cosa altro dovremo spremere dopo gli atomi? Le anime dei morti?


venerdì 11 marzo 2011

1911-2011: una nuova Guerra di Libia?

Che strana coincidenza. Giusto cento anni fa scoppiò la una guerra tra l'Italia e l'Impero Ottomano che portò all'occupazione coloniale della Libia.

In queste settimane, a seguito delle rivolte scoppiate in questo Paese, si comincia a ventilare l'ipotesi di un intervento armato o comunque di iniziative piuttosto decise della Nato e della UE con o senza avallo delle Nazioni Unite.

Ragioni umanitarie? Spinte alla democratizzazione della Libia? Volontà di rovesciare un dittatore? Niente di tutto questo. La motivazione è sempre e solo una: il controllo dei grandi giacimenti di petrolio libici.

L'economia mondiale, è quasi noioso ripeterlo ogni volta, si fonda sulla disponibilità di petrolio a poco prezzo: qualsiasi elemento capace di turbare questo assioma è causa di tensioni prima economiche poi politiche.

La Libia è un importante produttore di petrolio, sottoposta per decenni ad un regime autoritario che, grazie a queste immense risorse, ha accumulato immense ricchezze a scapito di una popolazione che vive in miseria: tutto questo non ha fatto altro che generare un puro e semplice risentimento. Le rivolte hanno implicato un crollo della produzione petrolifera libica con impatti notevoli sul prezzo del petrolio e conseguenze drammatiche sulla "crescita economica" delle potenze industriali.

Il solito vicolo cieco della "crescita" fondata sul petrolio. E' inimmaginabile che queste stesse potenze, e soprattutto le grandi Corporation, restino lì a guardare.

Non ci sono ragioni umanitarie che tengono: la sete di petrolio ci potrebbe portare a breve ad una nuova guerra di Libia. In questo caso, la sorte di Gheddafi non può che essere segnata e qualsiasi altro regime dovrà fare i conti con gli appetiti dell'economia del petrolio. Tutto il mondo arabo sembra molto vulnerabile a queste pressioni che, via via che l'economia del petrolio avrà sempre più bisogno di "sangue nero", saranno sempre più forti.

Bisogna cominciare a capire che le energie rinnovabili non sono solo un'opzione ambientale, ma politica. Una scelta a senso unico poichè, vista la scarsità di uranio, anche il nucleare appare impraticabile.

L'economia del petrolio non potrà vivere per sempre e la sua agonia potrebbe avere implicazioni drammatiche. A cosa stiamo andando incontro?

giovedì 17 dicembre 2009

Fotovoltaico innovativo: dal CNR importanti tecnologie per la green economy italiana


Riporto di seguito il testo di un comunicato stampa del CNR relativo ad un'importante tecnologia innovativa nel campo del fotovoltaico. Mi auguro che le istituzioni e gli impenditori si facciano avanti per cogliere questa occasione per dare un supporto sostanziale alla green economy italiana.

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‘Trasformare’ un elemento fotovoltaico in un altro, per ottimizzare le sempre più rare e preziose materie prime disponibili, ma anche per snellire tempi e costi di produzione. Quello che fino a ieri era un ambizioso progetto scientifico, oggi è una realtà grazie alla rivoluzionaria tecnica messa a punto dalla Dichroic Cell in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia). Gli elementi alla base delle celle fotovoltaiche sono Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP), ma soprattutto Germanio (Ge). Tutti rari e costosi, soprattutto il Germanio. Per aggirare questo ostacolo, la Dichroic Cell ha iniziato a sviluppare una metodologia del tutto innovativa, che mira a convertire un elemento costoso e raro come il Germanio in un altro elemento, il Silicio, più reperibile e meno dispendioso. Il procedimento si basa sull’utilizzo di un macchinario ultratecnologico, il reattore L.E.P.E.C.V.D. (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che lavora come una sorta di forno in grado di depositare il Germanio sul Silicio e di consentire appunto la ‘trasformazione’ di un elemento nell’altro. In base alle previsioni formulate, attraverso questa sofisticatissima tecnologia è possibile abbattere il costo del substrato delle celle fotovoltaiche di oltre il 60%. Una riduzione dei costi che diventa del 30% quando si prendono in esame le celle fotovoltaiche più costose, con substrato in puro Germanio. Quella impiegata dal gruppo di ricercatori è una tecnologia davvero sofisticata, il cui sfruttamento commerciale ha preso avvio in ambito aerospaziale negli anni ’90 per applicazioni esclusivamente orientate a tale settore. La grande intuizione della Dichroic Cell e del gruppo di ricerca pubblico-privato è stata quella di trasferire dall’ambito aerospaziale a quello terrestre una metodologia altamente sofisticata e dai costi proibitivi, riuscendo a renderla applicabile ad un’economia per uso terrestre su scala industriale. Gli straordinari risultati di questa ricerca sono stati tenuti secretati fino ad oggi, e finalmente dallo scorso settembre Dichroic Cell ha iniziato a produrre e a vendere i primi Substrati Virtuali, risultato di una tecnologia che ha quindi disponibilità di materiali, costi ed efficienze per soddisfare sino al 10% del fabbisogno energetico nazionale. “Coraggiosi imprenditori, soprattutto veneti, hanno investito negli studi e nella ricerca applicata dell’Università di Ferrara - spiega Federico Allamprese Manes Rossi, Amministratore Unico della Dichroic Cell S.r.l. – I laboratori messi a disposizione da CNR-INFM hanno portato alla realizzazione di una tecnologia strategica e all’avanguardia, valida non solo per il settore fotovoltaico, ma anche per quello aerospaziale e dell’automotive. La lungimiranza dello scorso e dell’attuale governo sta consentendo di portare all’industrializzazione questa iniziativa, patrimonio esclusivo della nostra nazione”. La tecnica, del tutto rivoluzionaria e messa a punto per la prima volta in Italia, consente realmente al team di scienziati di guidare l’innovazione tecnologica del fotovoltaico nel nostro Paese e nel Mondo. Come afferma Patrizio Bianchi, economista industriale e Rettore dell’Università di Ferrara, “questa rivoluzionaria scoperta, messa a punto con la collaborazione del nostro Dipartimento di Fisica, conferma come la nostra sia davvero un’Università di ricerca e come, in questo ambito, svolgiamo una funzione di sperimentazione e traino dell’intero sistema nazionale. Abbiamo lavorato intensamente sulla ricaduta industriale della nostra ricerca e sulla creazione d’impresa”. Altra voce autorevole dell’Università di Ferrara è quella del Prof. Giuliano Martinelli, Direttore del Dipartimento di Fisica e coordinatore scientifico del gruppo di ricercatori. “Ritengo - osserva il Prof. Martinelli - che l’investimento fatto da Dichroic Cell in questa innovativa ricerca sia stato davvero lungimirante. Ora mi auguro che gli Enti di riferimento mostrino, non solo nelle proclamate intenzioni, ma anche nei fatti, la stessa lungimiranza. In primis, promuovendo l’accesso al ‘Conto energia’ anche per i sistemi a concentrazione, ritenuti particolarmente idonei per la produzione di energia su larga scala. Questo potrebbe cancellare o limitare le perplessità di istituti finanziari e altri potenziali investitori, per ora restii a riversare le proprie risorse in una tecnologia che, non avendo accesso all’incentivo, di fatto soffre di carenza di mercato. Solo così i risultati della ricerca potranno rapidamente trasferirsi in una realtà industriale in grado di apportare un importante contributo al nostro fabbisogno energetico, fornendo un prodotto di alto valore commerciale per la nostra esportazione, in particolare nel bacino del mediterraneo”. Attualmente, tra tutti i dispositivi fotovoltaici presenti sul mercato, le celle solari basate su composti con substrato in Germanio hanno mostrato la più alta efficienza di conversione. Celle solari multigiunzione basate su questi materiali hanno ormai raggiunto efficienze record di conversione di oltre il 39% , mentre nell’immediato futuro è prevedibile che vengano raggiunte efficienze superiori al 40%. “Energie rinnovabili ed efficienti, oltre che alla portata di tutti: con questo obiettivo il Consiglio Nazionale delle Ricerche si cimenta da anni” - tiene a sottolineare il Presidente del CNR, Prof. Luciano Maiani - “Ogni progresso in tal senso costituisce dunque un passo in avanti verso un traguardo tanto ambizioso quanto strategico per il Paese. La scoperta di una tecnica in grado di ottenere una maggiore efficienza delle celle fotovoltaiche, risparmiando sui materiali, rappresenta in tal senso un successo di cui i ricercatori del CNR-INFM, in collaborazione con quelli dell’Università degli Studi di Ferrara e della Dichroic Cell, possono andare orgogliosi. In più, la sinergia tra impresa, Università ed Ente pubblico rimarca ancora una volta l’importanza strategica del dialogo tra pubblico e privato, per il benessere e la ricchezza dell’Italia. Oltre che per il progresso e il futuro della ricerca”.

lunedì 6 luglio 2009

Sustainability movements in Italy: Zoes


In my continuing searching for a sustainability spirit in Italy, sometimes I find crummy initiatives (often deriving from political parties improvising a facade environmental vocation): in other occasions, I can find really interesting actions.

As an example of real positive initiatives in this field in Italy, I evidence the italian network Zoes acting as meeting point from different groups, associations and individuals really interested in "change" and in a concrete sustainable "paradigm shift".

This network collects useful news, initiatives, events, suggestions, co-shared experiences, theme-sections, workshops, etc. also directed to stimulate forms of informed and aware consumption. I suggest therefore to visit this network also to find useful info for those interested in local development, local communities' involvement and community participation (extremely important in this period of social anaemia in Italy).

This is also a contribution to show how, despite of the bad imagine Italy has worldwide for the poor quality of its politicians, some Italians are doing something good (lightyears foward than these politicians...)

Zoes: La zona Equosostenibile


Nel mio continuo ricercare un'anima rivolta alla sostenibilità in questo sfortunato Paese, mi capita di imbattermi in iniziative poco serie (spesso di emanazione di qualche partito che improvvisa una vocazione ambientalista di facciata) ed altre invece decisamente interessanti.

Segnalo a questo proposito come esempio utile di network e di raccordo fra gruppi e persone realmente interessate al cambiamento ed ad un reale "paradigm shift", il network Zoes.

In questo sito si trovano molte notizie interessanti, sezioni tematiche, proposte e segnalazioni molto utili anche per lo sviluppo di forme di consumo consapevole ed informato. Consiglio quindi di dedicare un pò di tempo ad eseminare questa rete anche per trovare indicazioni utili per chi si interessa di sviluppo locale, coinvolgimento delle comunità e partecipazione comunitaria, soprattutto in questi tempi di anemia sociale.

Insomma un ulteriore esempio di come la cosiddetta società civile possa essere anni-luce più avanti rispetto alla nostra modestissima classe politica...

venerdì 24 aprile 2009

Energia Rinnovabile in Agricoltura: quali prospettive?

Si è tenuto ieri a Venezia il forum Internazionale "L'Energia di Domani" organizzato da Coldiretti.

Coldiretti, durante questo meeting, ha presentato uno studio secondo il quale la produzione di energia rinnovabile originata dalle attività agricole in Italia dovrebbe triplicare nei prossimi dieci anni con la creazione, anche nell'indotto, di circa centomila posti di lavoro. Secondo questo studio il ruolo delle rinnovabili agricole italiane dovrebbe passare dall'attuale 2% all'8% nel 2020 per un totale di 15,5 milioni di tonnellate petrolio equivalente (MTEP) prodotte.

Il contributo maggiore (70%) di questa quota dovrebbe provenire dalle biomasse di orgine legnosa, dalle colture erbacee, dai residui agroalimentari e dai reflui degIi allevamenti. Il 20% potrebbe essere il contributo dei biocarburanti ed un 10% dal solare, eolico ed idroelettrico.

Questi dati sono stati formulati anche sulla base degli impegni e degli orientamenti che i Ministri agricoli degli otto Paesi piu' sviluppati hanno definito al G8 agricolo di Treviso. In quella sede è stata chiaramente espressa la volontà di dare maggiore impulso alla produzione di energia rinnovabile da biomasse con migliori connessioni fra il settore energetico e la produzione agricola,

La coldiretti ha rilevato che una sostanziale incentivazione alla produzione di energia da biomasse è connessa al decreto attuativo del cosiddetto collegato alla finanziaria 2007 (legge 29 novembre 2007, n. 222) che il Ministero delle Politiche Agricole sta per emanare per organizzare il sistema di finanziamenti espressamente destinati alla produzione di energia elettrica da biomasse agricole e forestali.

Il provvedimento riguarda, in particolare, specifici incentivi (una tariffa omnicomprensiva di 0,30 €/kW in "conto energia" e un moltiplicatore del valore dei certificati verdi di 1,8) per la produzione di energia da biomasse agricole all'interno di intese di filiera o di filiere corte (70 km di distanza tra luogo di produzione della biomassa e luogo di trasformazione energetica).

La coldiretti ha evindenziato in particolare l'importanza di questa "filiera corta" (70 km) in quanto criterio che garantisce la riduzione delle emissioni da trasporto che caratterizzano i grandi impianti alimentati con biomassa importata e ottenuta in modo non sostenibile (deforestazione, sostituzione di coltivazioni a fini alimentari, ecc.).

Speriamo che si riesca a recuperare il tempo perduto e che finalmente in Italia si possa addivenire alla nascita di un vero settore energetico verde...

venerdì 20 marzo 2009

A new Economy: the Transition Movement


We receive many signals about the agony of the economic development based on oil: last but not least the collapse of its financial and merely speculative appendices which have caused the present economic recession.

The incapability to find structural and long-run remedies both to the productive and financial global networks clearly denounce how umprepared we are to replace this moribund system: often the measures adopted are likely to be medicines destined to a dying patient to whom doctors are trying to prolong life at any cost. Many initiatives adopted in Italy may be included within this perspective: a revival of nuclear energy, a foolish policy on transports and mobility, scarce attention to sustainable renewable energies, continuing pushes to stimulate irrational consumption, etc.

Many observers have stated that this recession is producing only destructive negative effects on economy and society. This is absolutely true, but it is true also that this crisis shows some positive implications: this is an important occasion for a "change", to let "new" emerge, for a renewal, for a rethinking of many political and economic strategies which have shown their failure and detrimental characters for the society and for the environment. In short this is a moment of the Schumpeter's "Creative destruction".

To manage such a transformation phase a qualified and competent political and administrative class, very sensitive to these issues, is clearly necessary: it means to have the capability to put the right questions about the emersion of this "new" in economy and society (economic democracy) on the base of a capability to recognize the signals and the potentials of such a change with an important role of research and education.

On the contrary in Italy we have to deal with a clear political incapability in recognizing the implications of "change" which actually is repressing the related signals in order to stay blocked on defending the economy of oil.

Italy is actually affected by a XVII century political class which is still thinking in terms of gears and looms based only on the "know who" rather than "know how" dynamics still looking at eductation and research as non priority costs in the State budget.

Unfortunately people are terribly lazy and these inertial politics tend to exploit this lazyness.

People and their associations have to be directly engaged in creating an awareness about these issues as a precondition to such a change.


A very important example of this committiment is provided by the Transition Movement. This is an internation network of associations, which is starting to operate also in Italy, directed to provide ideas, visions, tools, initiative to move from the "old" to the "new".

I suggest the following links to obtain more info and details.

Terranauta (in Italian)
Io e la Transizione (in Italian)
Transition Italia (in Italian)
Transition Towns
Transition USA
Transition Culture

Nuova Economia: il Movimento della Transizione


Sono tanti i segnali che denunciano chiaramente l’agonia dello sviluppo economico basato sul petrolio: non da ultimo il tracollo delle sue appendici finanziarie e meramente speculative che hanno determinato l'attuale fase recessiva. L'incapacità di porre dei rimedi strutturali sia al sistema finanziario globale che al sistema produttivo dimostrano quanto siamo impreparati a rimpiazzare adeguatamente questo sistema al tramonto: spesso gli interventi adottati appaiono come dei rimedi destinati ad un paziente moribondo cui si tenta di prolungare a tutti i costi l'agonia.

In questo ambito vanno ricompresi il tentativo di rilancio dell'energia nucleare, una politica dissennata sui trasporti e sulla mobilità, la scarsa attenzione dedicata nel nostro Paese alle energie alternative, la fede incrollabile sui consumi come strumento di rilancio economico...


Spesso si è sostenuto che questa crisi recessiva produca conseguenze nefaste per l'economia e per la società. Ciò è innegabile, ma essa detiene però anche degli aspetti positivi: si tratta infatti di un'importante occasione di cambiamento e di opportunità di emersione del "nuovo", di rinnovamento, di ripensamento di tante strategie economiche e politiche che si sono dimostrate fallimentari. In breve si tratta di quella "distruzione creativa" di Schumpeter.


Per gestire una tale trasformazione è necessaria una classe politica ed amministrativa molto preparata e sensibile a questi temi: significa infatti porsi il problema della gestione dell'emersione di questo "nuovo" in economia e nella società, ovvero in termini di democrazia economica, sulla base di una capacità
di riconoscere i germi e le potenzialità del cambiamento con un importante ruolo da attribuire alla ricerca scientifica e alla formazione.

In Italia invece quello che viene a galla è proprio l'impreparazione e la non volontà di questa classe politica che di fatto non solo non appare in grado di comprendere questo cambiamento, ma di fatto lo reprime mantenendosi sulle
posizioni in difesa dell’economia del petrolio. Disponiamo in sostanza di una classe politica settecentesca, che ancora ragiona in termini di telai e di ingranaggi e che conosce solo il “know who” invece del “know how”, e che continua a guardare alla scuola ed alla ricerca come settori non prioritari e come “voci di costo” nei bilanci.

Spetta quindi ai cittadini e alle loro associazioni
muoversi autonomamente in direzione di questo "nuovo".

Un esempio molto rilevante di questo è sicuramente il Movimento della Transizione.

Si tratta di un Movimento internazionale che si sta diffondendo anche in Italia che si impegna proprio nel fornire strumenti, idee, proposte, iniziative per passare dal "vecchio" al nuovo.


mercoledì 18 marzo 2009

Il Nucleare "Made in Italy"


Ho trovato questa interessante intervista sulla rivista "Il Foglietto" dell'Usi RDB Ricerca in materia di nucleare. Credo che sia molto illustrativa di una certo modo di fare le cose e di una certa atmosfera che si respira intorno a tematiche così importanti e sensibili come appunto il nucleare.

Difficile aggiungere altro. Lascio a chiunque si imbatta nella lettura di questa intervista di fare le proprie osservazioni e riflessioni....


“I siti nucleari? Un esercizio tra amici”
di Ivan Duca
Francesco Meneguzzo, scienziato del Cnr, esperto di energia e innovazione, lavora presso l’Ibimet di Firenze. Da quasi un anno, un suo studio sulle 14 località (Monfalcone, Chioggia, Ravenna, Caorso, Trino, Fossano, Scarlino, San Benedetto del Tronto, Latina, Termoli, Garigliano, Mola di Bari, Scanzano Ionico, Palma e Oristano) che avrebbero i requisiti per ospitare centrali nucleari, crea aspre polemiche, riesplose nei giorni scorsi dopo l’accordo tra Berlusconi e Sarkozy per realizzarne 4 in Italia. Meneguzzo, raggiunto dal Foglietto, ha accettato di rispondere ad alcune domande.

Meneguzzo, conferma di essere l’autore dello studio sui siti nucleari?
Coautore, a dire la verità, con altri amici anche più esperti della materia.

Le è stato commissionato dal Cnr o da qualche partito politico? E' stato un esercizio tra amici, di area ambientalista. Io sono iscritto ai Verdi, ma non posso dire che l'esercizio sia stato commissionato da loro.

Il suo esercizio può considerarsi scientificamente valido?
Direi che può essere considerato uno "screening preliminare": probabilmente non tutti i criteri sono stati tenuti in considerazione, ma scommetterei di non essere andato troppo lontano dai risultati di un eventuale studio più rigoroso. Del resto, da qualche parte queste centrali andranno pure installate, no?

Ha individuato anche i siti per lo stoccaggio delle scorie?

No, non sono così perverso.


Nel contesto economico mondiale, non sarebbe più utile uno studio per l'individuazione di siti dove investire in fonti alternative al nucleare?

Ovviamente sì. Anche non avendo niente contro il nucleare, non si può sorvolare sul fatto che l'uranio 235 estratto oggi non è sufficiente a coprire il fabbisogno delle centrali esistenti, e non si vede come ne possa essere estratto di più in futuro, anzi... A seguire, ovviamente le scorie radioattive e il fatto che si tratta di una modalità produttiva molto poco o per niente flessibile, non potendo essere aumentata o diminuita nel tempo. Ho partecipato alla stesura della legge sul
"nuovo conto energia" fotovoltaico, così come alle altre leggi e norme di incentivazione delle fonti rinnovabili, figuriamoci quindi se non ci credo. Di studi ce ne sono, e alcuni vengono condotti anche presso il mio Istituto, l'Ibimet, e al collegato Laboratorio LaMMa, soprattutto sull'eolico: il LaMMa ha prodotto la mappa regionale delle potenzialità eoliche della Toscana.

La questione del nucleare divide le opinioni, qual è la sua posizione?

Si tratta di un modello energetico fallimentare, soprattutto ora che le fonti rinnovabili sono enormemente più efficienti di un tempo, e che appunto di uranio 235 ce n'è sempre meno.
La polarizzazione sull'energia da fusione nucleare dell'uranio 235 ha contribuito a marginalizzare alcuni campi di ricerca sulle nuove energie che hanno potenzialità straordinarie: se si potesse controllare la massa delle particelle di elementi non radioattivi, tanto per fare un esempio... qualcuno sostiene che sia possibile, anche nel Cnr, potrei dire di più ma non è il caso. La mia opinione da cittadino è di segno opposto: si tratta di una straordinaria trovata per far girare tanti ma tanti soldi.

venerdì 20 febbraio 2009

Nuclear or renewable energies?


In the province where I live (central Italy) the relation between energy and sustainability is a very sensitive issue. The energy hub in Montalto di Castro and Civitavecchia (province of Viterbo) is one of the most polluted area in Italy.

The thermo-electrical plant in Montalto di Castro produces 2.815 tons/year nitrogen oxide emissions (the limit is 100 tons/year). The same plant produces 7.920 tons/year suphur oxide emissions (the limit is 150 tons/year).

From the data of Legambiente (environmental association) it emerges that the Montalto di Castro plant highly exceedes the limits also for nickel (437 kg/year instead of the limit of 50kg/year). Negative data result also for water pollution in terms of arsenic, cadmium, chrome, copper and zinc. Other negative data for Btex, "total organic carbon", phenols and phosphorus.

To this it must be added the pollution charge from the Coal Plant in Civitavecchia. This plant, according to Legambiente data, should produce 10.3 million ton of CO2 (like Estonia): this means that this plant is one of the mos polluting energy plant in Italy. This plant should produce 1980 Megawatt with an efficiency of 45%.

On these premises, the present governmental energy choices are based on, which also are directed toward nuclear energy. And about this, Montalto di Castro is involved again.

It is clear enough that within this discussion the concept of sustainability has remained completely taken apart. Also the concept of "energy cost of energy" is unlikely to be clearly understood: this value, not considering the externalities' costs (i.e. pollution), is actually exceeding the energy return as in the case of uranium. Also "clean coal" won't be a sustainable option.

Solar or wind energies show no problems of "energy return" because no energy is required to make the sun shine or the wind blow.

Conversely, in our province the implementation of renewable energies still lag behind. Considering the characteristics of this territory, small energy plants (solar or wind) will be more suitable to satisfy diffused users (small villages, farms, etc.)

Furthermore, it is necessary to definitively support energy saving, reduce energy waste and improve infrastructures and energy efficiency.

A meeting has been organized in Viterbo today to discuss these issues with the title "Alternative or nuclear energy?"

The meeting's programme (in italian) can be downloaded at this link

Nucleare o rinnovabili? Il bivio energetico della Tuscia


Nella Tuscia la questione energetica e la sostenibilità sono temi molto sentiti. Il polo energetico settenrionale di Montalto di Castro e Civitavecchia rappresenta una delle aree più compromesse dal punto di vista ambientale.

La centrale termoelettrica di Montalto di Castro (Vt) fa registrare l'emissione di 2.815 tonnellate/anno di ossidi di azoto (il valore soglia è di 100 tonnellate/anno). Per gli ossidi di zolfo la centrale termoelettrica di Montalto di Castro (Vt) emette 7.920 tonnellate/anno (con il valore soglia di 150 tonnellate/anno).

Dalla campagna di Legambiente "Mal'Aria" emerge che l’impianto di Montalto di Castro supera molto anche il valore soglia per il nichel con 437 chilogrammi/anno (soglia 50 chilogrammi/anno). Infine, anche per le emissioni nelle acque risultano dati inquietanti per quanto riguarda i metalli e i loro composti: arsenico, cadmio, cromo, nichel, rame e zinco. Sul fronte degli altri inquinanti, si fanno distinguere altri composti organici Btex, ‘carbonio organico totale’, fenoli fosforo e azoto.

A questo si deve aggiungere il carico inquinante che sarà generato dalla Centrale a Carbone di Civitavecchia. Secondo i dati Legambiente si tratta di 10.3 milioni di tonnellate di CO2 (emissioni pari a quelle di un Paese come l'Estonia) che rendono questa centrale uno degli impianti a maggior impatto ambientale d'Italia. Questa centrale va a produrre 1980 Megawatt con un rendimento del 45%.

Su questi presupposti si fondano le attuali scelte energetiche nazionali che puntano sull'energia nucleare. In questo senso torna in ballo nuovamente Montalto di Castro.

E' evidente che il concetto di sostenibilità è rimasto completamente tagliato fuori da tutto questo. Non viene nemmeno ancora ben compreso il concetto di "costo energetico per produrre energia" che ormai, senza sommare il costo delle estenralità (come l'inquinamento), supera di gran lunga l' "energy return" come nel caso dell'uranio. Nemmeno il cosiddetto "carbone pulito" rappresenterà mai un'opzione sostenibile.

L'energia solare o eolica non hanno problemi di "energy return" perchè non è necessaria energia per far splendere il sole o per far soffiare il vento.

E' invece ancora molto modesto nella nostra provincia il ricorso alle energie rinnovabili, alle biomasse, al solare. In particolare, viste le caratteristiche della nostra provincia, sarebbe indispensabile ricorrere a micro-centrali (eoliche o solari) di piccola potenza per servire utenze diffuse(per i piccoli paesi, per le aziende agricole ec...).

E' indispensabile procedere con decisione sulla via del risparmio energetico, ridurre gli sprechi e migliorare le infrastrutture distributive e l'efficienza energetica.

Sui temi dello sviluppo energetico alcune associazioni hanno promosso un incontro pubblico di approfondimento che si terrà a Viterbo oggi 20 febbraio a partire dalle ore 17 dal titolo "energie alternative o nucleare?" .

Il programma dell'incontro è visualizzabile a questo link

martedì 27 gennaio 2009

Italian Research Projects for Energy Efficiency

The American President Obama has launched his Green New Deal directed to reduce CO2 emissions starting from relevant interventions in car industry: the aim is the development and production of new car generations with low emission and low fuel consumption.

Nothing similar in Italy. Italian car industry is rather claiming for State aids to support the production of conventional cars showing again its myopia in terms of innovation, environment and health protection.

President Obama has also asserted that any policy directed to a renewal and restructuring of the american productive base can be achieved only thanks to the support of scientific research: it means generating innovation, advanced technological products and servcies, competitiveness, high skilled job opportunities.

The link between scientific research and production in Italy is extremely underestimated or ignored. Italian politicians have always considered this link as a low profile issue! Nevertheless Italian Research has achieved in this field interesting results also according to a commercial point of view. This condition is confirmed by the positive evaluations many projects presented by the National Research Council of Italy (CNR) have recently obtained. Some of these projects are:

A) MICROGEN30 Project, presented by the Institute for Membrane Technologies (ITM-CNR) whose goal is the creation of a micro-generation system (30 kWel) to efficiently produce energy and heat. The project is directed also to develop an innovative membrane reactor to produce and separate particularly pure hydrogen.

B) Design and development of a new generation of low energy consumption home appliances.

C) PIACE Project for energy micro-generation at home and parallel energy generation from renewable resources. This system will be controlled by a specific software capable also to optimize temperature and energy flows also on the base of weather conditions and energy fees.

lunedì 26 gennaio 2009

Progetti CNR in tema di Efficienza Energetica


Il presidente USA Obama ha iniziato il suo "New Deal Verde" diretto a ridurre le emissioni di CO2 cominciando da sensibili interventi nell'industria dell'auto per spingere i produttori a sviluppare e commercializzare nuove generazioni di veicoli a basse emissioni e bassi consumi.

In Italia nulla di tutto questo. Anzi l'industria automobilistica nostrana chiede aiuti per sostenere la produzione di auto "convenzionali" dimostrando ancora una volta la distanza da concetti come innovazione, rispetto per l'ambiente e per la salute delle persone.

Il Presidente Obama ha più volte sostenuto che la campagna di rinnovamento della base produttiva americana non può essere conseguita senza l'apporto strategico della ricerca scientifica: questo vuole dire generare innovazione, prodotti tecnologici avanzati, competitività, posti di lavoro qualificati.

Il nesso ricerca-mondo produttivo in Italia è del tutto sottovalutato se non ignorato. La politica ha sempre considerato tale legame come una questione non prioritaria. Eppure la ricerca scientifica nazionale non sta di certo con le mani in mano. Lo dimostrano ad esempio i progetti in materia di efficienza energetica messi a punto dal CNR e la valutazione estremamente positiva che tali progetti hanno ottenuto.

Nei primi sette posti della graduatoria di merito nell'ambito del Bando Efficienza Energetica di Industria 2015, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha infatti piazzato sei progetti come ad esempio i seguenti:

A) Progetto MICROGEN30, presentato dall’Istituto di tecnologie delle membrane (ITM-CNR) di Rende (Cosenza): ha come obiettivo principale quello di realizzare un sistema di microcogenerazione di piccola-media taglia (30 kWel) per la produzione di energia elettrica e riscaldamento, alimentato a gas naturale e basato su celle a combustibile. Il progetto deriva dalla collaborazione tra diverse industrie (ICI Caldaie, SCAME SISTEMI, SIEL, Exergy Fuel Cells, WTK, SIRAM, SEAL, IRS e D'Appolonia) e centri di ricerca quali ENEA, Politecnico di Milano. Il ruolo dell'ITM-CNR è quello di progettare e sviluppare un reattore a membrana innovativo per la produzione e separazione di idrogeno ad elevata purezza.

B) Progetto per lo studio, progettazione e sviluppo di una nuova gamma di elettrodomestici, caratterizzata da tecnologie innovative mirate a una notevole riduzione dei consumi energetici (-30%) e dell'impatto ambientale. L’obiettivo è quello di sviluppare in tre anni una gamma di quattro linee di prodotto: conservazione e preparazione cibo, pulizia indumenti, pulizia stoviglie. In particolare l'Istituto per la Sintesi Organica e la Fotoreattività (ISOF-CNR) di Bologna intende utilizzare le tecnologie Electron Beam e Processi di Ossidazione Avanzata per la trasformazione di detergenti in molecole non tossiche, in modo rapido ed efficace. Numerose le imprese coinvolte dal progetto tra cui Indesit, ST Microelectronics, CETMA, STE, MECCANO, SYNOPSIS CONSULTING, BENCO, ALTER, FERIOLI, TEKNISOL). Oltre al CNR sono coinvolti il Politecnico di Torino, Politecnico di Milano ed ENEA. L’importo previsto è di 20 milioni di euro.

C) Progetto PIACE del Dipartimento Energia e Trasporti (DET) del CNR prevede lo sviluppo di una piattaforma di microcogenerazione all’interno dell’ambiente domestico e la generazione parallela di energia da fonte rinnovabile. A governare questa piattaforma sarà un hardware-software specifico in grado di ottimizzare i flussi termici ed elettrici e capace di gestire la complessità dell’impianto, accedendo in tempo reale a informazioni sulle previsioni del tempo e alle tariffe energetiche o a qualunque altra informazione utile per un ottimale funzionamento degli impianti. Partner del Progetto, insieme al DET-CNR, sono Riello, Lafert, IRCA, Inoxveneta, Valdadige Costruzioni, Centro Ricerche FIAT, Enìa Progetti, Electrolux Italia, Meta System, SARET, Reway, Costruzioni Motori Diesel, Treviso Tecnologia, Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM), Università degli Studi di Trieste, di Padova e di Firenze, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino. L’importo del progetto è di 23 milioni di euro.

I progetti del CNR selezionati dal Bando Efficienza Energetica di Industria 2015 vedono anche la presenza di altri Istituti CNR: ITC-Istituto tecnologie della costruzione, ISMN-Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati, INOA-Istituto nazionale di ottica applicata, IMM-Istituto per la microelettronica e i microsistemi, INFM-Istituto nazionale per la fisica della materia.

venerdì 23 gennaio 2009

Sustainable Energy: a meeting in Florence

"Energy" is a particularly urgent issue in Italy: it is urgent to reduce the dependance from abroad imports, protect environment, develop new energy sources, support economic dynamics, efficiency and productivity. Surely agricultural, forest and livestock productions can play a relevant role in this context i.e. in the generation of bio-energy with important impacts for many rural areas in terms of firms' development and jobs' creation. In the meantime CO2 emissions in Italy have increased for about a 12% since 1990.

Sustainable energy and energy efficiency may thus represent a relevant opportunity under many points of view: job creation, environment protection, economic and social development. In addition, the topic "sustainable energy" is likely to be an issue where the cooperation between firms, civic associations and scientific research may play a critical role.

These issues are at the core of the workshop will be held today in Florence organized also by the Institute of Applied Physics of the National Research Council of Italy (IFAC-CNR) and the Florence Industrial Association during which also the network Energethica will be presented.

Further info, the workshop's programme and contacts also to obtain the workshop's proceedings can be obtained at this link.

Energie Sostenibili: Appuntamento a Firenze


Il problema "energia" nel nostro Paese è sempre più impellente: bisogna ridurre la dipendenza dall’estero, tutelare l’ambiente, sviluppare nuove fonti energetiche, assicurare vitalità economica, coniugare efficienza e produttività. In questo ambito non irrilevante è il ruolo delle produzioni agricole, zootecniche e forestali per la generazione di bioenergia e bioprodotti con importanti ricadute in termini occupazionali e produttive per tante aree rurali del nostro Paese. Intanto, secondo i dati di Legambiente, le emissioni di CO2 sono cresciute in Italia di oltre il 12% rispetto al 1990.

Le energie rinnovabili e sostenibili e l'efficienza energetica rappresentano quindi un'importante opportunità sotto molti punti di vista: ambientale, economico, sociale, occupazionale. Si tratta inoltre di un settore ove la collaborazione fra imprese, cittadini e centri di recerca svolge un ruolo critico.

Di questi argomenti si discute oggi a Firenze al Workshop organizzato dall'IFAC-CNR (Istituto di Fisica Applicata) e da Confindustria Firenze durante il quale verrà anche presentato il circuito Energethica.

Ulteriori informazioni, il programma del workshop ed i contatti per eventualmente richiedere gli atti possono essere ottenuti a questo link.