lunedì 30 novembre 2009

"Home Made Italy"

I've found this interesting article (unfortunately only in italian) on the italian website "la Voce" about some peculiar aspects of Italian society. In particular this article is focused on those energies and time Italian families devote to themselves which often are translated into real products and services never considered by GDP.

Considering the great volume of home made activities within italian families the resulting importance and economic weight of this peculiar sector is definitively very relevant.

A precise analysis of this phenomenon is the central focus of the book "L'Italia Fatta in Casa (Home Made Italy)" by Alberto Alesina and Andrea Ichino where a quantifications of this economy is provided together with a description of strenght/weakness for-and-against of this particular aspect of our society.

L'Italia Fatta in Casa


Ho trovato questo interessante articolo sul sito de "la Voce" su alcuni aspetti che rendono il nostro Paese decisamente peculiare. Si tratta del tempo e delle energie che le famiglie italiane dedicano a loro stesse che si traducono in veri e propri servizi e prodotti che sfuggono completamente a qualsiasi forma di contabilità nazionale.

Tutto questo è il contenuto di un libro "L'Italia Fatta in Casa" di Alberto Alesina ed Andrea Ichino in cui si prova a fornire una quantificazione di questa economia domestica ed alcune risposte su punti di forza e di debolezza di questo aspetto così particolare della nostra società.

mercoledì 25 novembre 2009

The VII International Forum on Environmental Information in Viterbo

The VII International Forum on Environmental Information will be held in Viterbo (Central Italy) with the involvement of hundreds journalists from more that 50 countries to discuss the situation of environmental information worldwide and its contributions to improve quality of life and environment.

This forum, organized by Greenaccord, is titled "A changing climate. Facts, stories, people" and it is directed to highlight the worst effects of the current climate changes.

During the Forum it will be prepared a memorandum to be presented to the next Copenaghen summit.

Viterbo: il VII forum Internazionale Informazione Salvaguardia della Natura

Dal 25 al 28 novembre, presso la Domus di La Quercia (VT) si tiene il VII Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura, che vedrà decine di giornalisti accreditati da ogni parte del mondo per discutere e fare il punto sulla divulgazione ambientale e sull’apporto che il giornalismo dà, a livello globale, per il miglioramento della qualità della vita.

Il Forum, organizzato da Greenaccord, avrà per tema “Il clima che cambia. Fatti, storie, persone” ed è diretto ad evidenziare l’urgente necessità di adottare misure efficaci per arginare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici in atto.

Molte voci, soprattutto dal mondo agricolo e della pesca dei paesi in via di sviluppo, testimonieranno le crescenti difficoltà della loro attività di produttori di cibo, causate da cambiamenti climatici già gravi nei loro paesi.

Di fronte a 120 giornalisti provenienti da tutto il mondo verrà rivolto il grave allarme in particolare ai rappresentanti delle nazioni che si riuniranno a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre per unire la loro voce a quella di scienziati di fama internazionale che saranno presenti al Forum di Greenaccord.

E' prevista la sottoscrizione di un memorandum che sarà consegnato a Copenaghen a Rajendra Patchauri, premio Nobel per la pace e presidente dell’Ipcc (l’organismo dell’Onu che coordina gli studi sui cambiamenti climatici), in cui si chiede di non perdere altro tempo e definire una road map concordata e vincolante per una completa decarbonizzazione dell’economia entro il 2050.

martedì 24 novembre 2009

C'è chi può e chi non può...

Leggo sul notiziario "Il Foglietto" di USI RdB Ricerca e riporto integralmente


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Aumenti del 330 per cento per il presidente dell’Istat
I rarefatti frequentatori della pagina internet www.istat.it/istat/organizzazione/comunicazionilegali/ sono saltati sulla sedia lo scorso mercoledì, quando hanno letto che il compenso annuo per il presidente dell’Istat è stato elevato da 92.962 euro lordi a 300 mila euro.

L’incremento record del 330 per cento è stato deciso con un Dpcm del 4 agosto scorso, registrato
qualche settimana fa dalla Corte dei conti. Enrico Giovannini, dunque, sale in cima alla classifica dei presidenti degli enti di ricerca quanto a compenso, che risulta essere quasi doppio rispetto a quello percepito da Luciano Maiani (174mila euro) al vertice di un ente, il Cnr, con un numero di addetti che è 4 volte quello dell’Istat, i cui dipendenti, ora, si aspettano almeno il raddoppio dello stipendio.
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Complimenti.

Se penso ai tanti precari della ricerca, ai loro contratti sempre appesi ad un filo e ai loro scarsi stipendi mi viene la pelle d'oca...

lunedì 23 novembre 2009

The Italian National Atlas of Rural Areas

Recently the Italian National Atlas of Rural Areas has been released: this is a very interesting and important document about the non urban side of Italy which too often remains excluded by the wider debate on national development and far from the media focus.

This is also an useful tool which, among others, may represent a relevant analytical base to understand those potentials linked to the green economy in Italy at present, also for a scarce consideration by politicians, not yet consolidated like in other european contruies and in US.

On this link (in italian) it is possible to download the entire document.

L'Atlante Nazionale dei Territori Rurali

E' stato recentemente pubblicato l'Atlante Nazionale dei Territori Rurali, un documento molto interessante ed importante che offre un quadro della situazione di quell'Italia non urbana che molto spesso viene poco considerata dai media e dal dibattito sullo sviluppo nazionale.

Si tratta di uno strumento che, fra le altre cose, può rappresentare una base analitica utile alla comprensione delle potenzialità della green economy nel nostro Paese che ancora, anche a causa della scarsa considerazione da parte della politica, non riesce ad affermarsi come meriterebbe e come accade in altri Paesi europei e negli USA.

Su questo link della Rete Rurale Nazionale è possibile scaricare il documento.

venerdì 20 novembre 2009

Acqua Bollente: il parere di Beppe Grillo

Continua la lotta per difendere il bene pubblico acqua dalla speculazione, dai politici e dai manager privati.

Personalmente non ho nulla in contrario ad adeguamenti delle tariffe del bene acqua cui gli italiani danno sempre poco valore: il problema è l'incapacità gestionale strutturale di questa risorsa, in un Paese come l'Italia dove non esiste trasparenza, dove elevatissimo è il livello di corruzione, dove molto stretto è il legame fra politici e affaristi senza scrupoli.

Abbiamo tanti, troppi esempi di gestione "impazzita": i rifiuti, l'energia, le reti telefoniche, le assicurazioni, i farmaci. In tutti questi casi i cittadini sono in una condizione di "sofferenza" a causa di un'asimettria nei rapporti fra politica, privati e cittadini.

Qualcuno riesce ad immaginare cosa potrebbe accadere se nella privatizzazione dell'acqua si infiltrasse la Mafia o la Camorra come avviene per i rifiuti?

Inserisco questo video di Beppe Grillo con le sue considerazioni a riguardo.

Beppe Grillo: in difesa dell'acqua pubblica


lunedì 16 novembre 2009

Hot Water!

While in Rome the Fao summit is about to take place (with some discouraging premises see this article) in Italy we are still struggling for some obvious rights.

In this case, public "water" is at stake which, step by step, is moving from the dimension of "right" to the "business" one.

Italian operators slam “privatisation” decree

See also this article in italian

It is always important to remind that private subjects managing public goods seek to achieve a "private economic interest" highly influencing the consumers' budget. There are two possibilities to achieve profits from an industrial management of water : a) reducing costs (with a consequent decrease in service quality) - b) increasing bills.

The water privatization process in Italy is taking place while many associations and organizations are trying to promote sensibilisation campaigns for public water: Italy is the first country with the highest consumption levels of bottled water 65% of which in plastic bottles (9 bls plastic bottles wasted every year)

Instead of directing adequate investments for the efficiency of water pipelines, fighting water wasting, to support sensibilisation campaigns for a better use of water at home, as usual in Italy private managers are considered synonym of efficiency, the only way to bring efficiency to the system.

Do not forget the enormous political interests hidden in this process...

Con l'acqua alla gola!

Mentre a Roma si apre il vertice Fao a colpi di chiacchiere (invito a leggere questo scoraggiante articolo apparso su "Repubblica"), in Italia stiamo ancora combattendo per difendere dei diritti da definire a dir poco ovvi.

Si tratta del bene comune "acqua" che un passo alla volta sta scivolando, dalla dimensione del "diritto", a quella del "business".

Vi invito a leggere questo importante articolo apparso sul sito di AltraEconomia perchè in questo caso, come in molti altri, la tecnica utilizzata è sempre la stessa: far arrivare il minor numero di informazioni possibile ai cittadini per farli ritrovare con le decisioni già prese ed i giochi fatti.

E' sempre bene ricordare che dei soggetti privati che gestiscono un bene pubblico lo fanno e lo faranno sempre cercando un interesse che non può essere altro che economico che si ripercuote alla fine sulla tariffa e, quindi, sull’utente finale. Per poter trarre profitto dalla gestione (di tipo “industriale”) del bene acqua o si riducono i costi, con conseguente riduzione dell’efficienza del servizio, o si aumentano gli introiti, con conseguente aumento delle tariffe.

Il processo di privatizzazione dell'acqua avviene mentre da più parti si tenta di mettere in atto una campagna di sensibilizzazione sull'uso dell’acqua del rubinetto: l'Italia è il maggior consumatore al mondo di acqua in bottiglia di cui il 65% è commercializzata in bottiglie di plastica (ovvero circa 9 miliardi di bottiglie di plastica da smaltire ogni anno).

Invece di investire sull'efficienza delle reti idriche, sulla lotta agli sprechi, sulla sensibilizzazione per un uso intelligente e razionale di questa risorsa, come sempre si affida il tutto ai privati pensando che siano gli unici capaci di apportare efficienza al sistema.

Per non parlare dei giganteschi interessi economici e politici che sono in ballo...