lunedì 30 giugno 2008

When an old village revives


A beautiful festival day may represent a valid tool to revitalize old villages usually excluded from main tourist flows. These places often are forgotten and their inhabitants are old people: here together with small shops and other economic activities, also traditions tend to be abandoned. Many old villages constitute an excellent scenario for many cultural and art events which on the one hand may allow local community to re-acquire their spaces and on the other hand may represent an opportunity to stimulate tourism with the promotion of the traditional, cultural, food, environmental and economic resources. A good example of this is represented by the “Pink Night” held in Vitorchiano (a small village in the province of Viterbo, in central Italy) on June the 28th with exhibitions, county shows and events mainly devoted and performed to women. All the places and lanes in the oldest part of the village have become stages and scenarios for concerts, shows, etc.: families, kids, tourists have “colonized” the village to attend the festival from the afternoon till late night. After having banned cars and motorbikes, it has been delightful to meet a lot of friends listening to good music and tasting good traditional dishes with an excellent glass of wine. Finally this festival became the occasion to rediscover the vitality of an old rejuvenated village: and at least for one day and one night, a village beats TV 1-0!

Quando i vecchi borghi riprendono vita

Una bella giornata di festa può rappresentare un valido strumento di rivitalizzazione dei borghi antichi solitamente tagliati fuori dai grandi flussi turistici. Si tratta di luoghi spesso dimenticati, popolati principalmente da anziani, che lentamente tendono a perdere non solo le piccole attività commerciali ed artigianali, ma anche le tradizioni. Tantissimi paesi, piccoli e grandi, che costellano le nostre campagne possono rappresentare invece lo scenario naturale ideale per manifestazioni di arte e cultura che possono da una parte permettere alla comunità locale di riappropriarsi delle piazze e delle vie e dall’altro di promuovere visitazioni con la promozione e valorizzazione delle patrimonio produttivo, enogastronomico e culturale del territorio. Un valido esempio di questo tipo di iniziativa è stato la “Notte Rosa” organizzata a Vitorchiano (provincia di Viterbo) sabato 28 giugno con spettacoli ed eventi tutti al femminile. Tutte le piazze ed i vicoli del borgo antico sono diventate spazi per lo svolgimento di concerti, mostre, rassegne, ecc…: intere famiglie, bambini, anziani, turisti, si sono riversati nel borgo per seguire le iniziative che sono iniziate nel pomeriggio e si sono protratte fino a notte fonda. Una volta cacciate le automobili, è stato bellissimo potersi ritrovare a fare due chiacchiere fra le antiche case del centro ascoltando musica dal vivo e assaggiando i piatti della cucina locale annaffiati da buon vino. Alla fine per tutti è stata una bella scoperta sia per la gente del luogo che per i “forestieri” di città: e per un giorno (ed una notte) un vecchio paese batte la TV 1-0.

venerdì 27 giugno 2008

Presentation of the “2008 Report on Environment and Legality in the Province of Viterbo


On July the 3rd 2008 will be presented the “2008 Report on the Environmental Crimes in the Province of Viterbo”. The event will be attended by the Coordinator of the Environment and Legality Watch Project in the Province of Viterbo, the Coordinator of the National Secretary of Legambiente (Environment Association) and many representatives of the Province of Viterbo Administration.

Presentazione Rapporto 2008 Osservatorio Ambiente e Legalità (AeL) della Provincia di Viterbo


Riporto il seguente comunicato-invito

Vi invitiamo a presenziare nella giornata del 3 Luglio 2008 alla presentazione del "Rapporto 2008: “Gli illeciti nel settore ambientale nella Provincia di Viterbo” dell’Osservatorio (AeL)" presso la Sala Conferenze della Provincia alle ore 17:00. Saranno presenti il Presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, l'’Assessore all'’Ambiente Tolmino Piazzai, il Coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente Maurizio Gubbiotti, il Coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità del Lazio Mauro Veronesi, il Coordinatore dell’'Osservatorio Ambiente e Legalità della Provincia di Viterbo Umberto Cinalli.

giovedì 26 giugno 2008

Supermarkets and Rural Development

Many public administrators in small rural towns and villages often consider the opening of a supermarket as an opportunity to create jobs, to boost local development and give modernity and efficiency stimuli to the local distribution and agrofood system. The changes induced by the opening of a supermarket in these contexts can actually have a deeper and wider extent because dramatic modifications are activated not only in the retail distribution system (just to talk about economic implications) but also in the production and consumption one. Many researches and empirical observations have confirmed the devastating effects for local economy caused by the presence of a small-mid sized supermarket (not to say big supermarkets, outlets or megastores): they are usually placed in external town areas functioning as “magnetic points” for endogenous and exogenous consumers who are thus pushed far away from the town centres. Let reflect about some myths about supermarkets in rural areas.

1) a supermarket creates jobs – supermarkets usually are shopping centres within wide retail networks of more or less big corporations and they can offer products at a very competitive prices yet not manageable for small local shops. Even if generating some jobs, a supermarket usually implies that many small independent shops (placed in the town centre) go bankrupt in particular bakers, grocers, butchers, ecc… The balance for job creation is thus negative.

2) Supermarkets can boost local development – products offered in a supermarkets are almost always “industrial” food products. Very rarely typical local products can reach the shelves. This implies that the money spent in a supermarket is siphoned away with no benefit for local farmers who have to cope with a severe competition. Farmers are forced to drive down prices (often below cost levels), are exploited and go bankrupt.

3) Supermarkets have no environmental impact – A new supermarket attracts local and external consumer and requires a remarkable flow of suppliers with big lorries. This implies an increase in traffic and a parallel increase in emission, noise and congestion. Consider also the huge heap of food and package wastes a supermarket produces.

4) Quality, supply and services improve – The benefits of a supermarket are good for who have the use of a car. For many elder people who live in the oldest parts of rural villages and towns all this represents a problem aggravated by the fact that independent small shops have closed. Surely supermarkets may offer lower prices but conversely quality is standardized and local genuine and typical products and traditions disappear.

Therefore when a local administrator is coping with such an option, he should be aware of the action of these factors because, even considering small gains in terms of some jobs, a new supermarket may cause strong speculative pressures on land and on construction, village and town degradation and abandoning (with a reduction also in tourist flows) and a global lowering in territorial economic performances and social conditions. There are also other implications to consider…

Supermercati e Sviluppo Rurale

Spesso molti amministratori di piccoli centri rurali vedono l’apertura di un supermercato come un’opportunità per creare posti di lavoro e per dare un tocco di modernità e di efficienza al sistema distributivo e all’interno sistema agroalimentare locale. In realtà i cambiamenti che l’apertura di un supermercato può attivare sono molto più profondi dato che si creano delle modificazioni non solo nel sistema distributivo, ma (solo per rimanere per ora all’interno di una dimensione economica) anche in quello produttivo e del consumo agroalimentare locale. Molte ricerche hanno ampiamente dimostrato gli effetti devastanti per l’economia locale causati dalla presenza di un supermercato di piccole-medie dimensioni figuriamoci quelli di grandi-grandissime dimensioni: di solito vengono realizzati in aree poste nelle zone più esterne e periferiche dei borghi facendoli funzionare come calamite per i consumatori locali e non, i quali quindi vengono spinti lontano dal centro del paese. Cominciamo a sfatare alcuni miti dello sviluppo indotti dalla presenza di un supermercato.

1) L’apertura di un supermercato crea posti di lavoro – Poiché i supermercati sono di solito punti vendita di una più estesa rete commerciale, possono indubbiamente fare dei prezzi molto concorrenziali nei confronti dei quali però i commercianti locali non sono in grado di competere. A fronte quindi dell’assunzione di qualche unità di personale, un supermercato comporta la chiusura inesorabile dei piccoli negozi al dettaglio (spesso situati nei centri dei borghi) in particolare panetterie, fruttivendoli, pescherie, macellerie. Inoltre a fronte della chiusura delle panetterie di solito entrano in crisi anche i forni che le riforniscono oppure nel caso dei fruttivendoli i piccoli coltivatori che portano frutta e verdura fresca di giornata. Facendo un bilancio, solitamente il tasso di occupazione è negativo.

2) I supermercati sostengono lo sviluppo locale - L’assortimento dei prodotti nei supermercati è quasi sempre composto da prodotti alimentari “industriali”. Raramente i prodotti tipici locali trovano spazio sugli scaffali. Questo significa che i soldi spesi in un supermercato vengono indirizzati altrove e non vi è alcun beneficio per i produttori locali che, anzi, devono fronteggiare una concorrenza inattesa. Spesso le aziende agricole e zootecniche, pur di vendere, sono costrette a scendere a prezzi sotto il livello di costo e dopo breve tempo devono anche chiudere i battenti.

3) I supermercati non hanno impatto ambientale – Considerando l’aumento del numero di clienti (spesso provenienti da aree limitrofe) ed i flussi dei fornitori (che si muovono su grandi camion), deve essere registrato una forte impennata nel traffico con una parallela impennata nelle emissioni. Inoltre andate a vedere dietro un supermercato l’enorme quantità di materiale da scarto e di imballaggi usati che devono essere smaltiti.

4) Aumenta la qualità, l’offerta ed il servizio - Questo è vero per chi possiede una macchina, ma per i tanti anziani che vivono nelle parti più antiche dei nostri paesi (e sono tanti) la cosa rappresenta un serio problema anche aggravato dal fatto che, proprio per colpa dell’apertura del supermercato in un’area residenziale lontana, i negozietti nei borghi chiudono uno dopo l’altro. Indubbiamente i supermercati possono fare prezzi molto vantaggiosi, ma il rovescio della medaglia è costituito da un generale omologazione e standardizzazione nella qualità dei prodotti con perdita sensibile nella genuinità e tipicità dei prodotti che provengono quasi tutti da grandi industrie alimentari. Si ottiene quindi una perdita di colture, varietà vegetali ed animali, prodotti locali e tradizioni non indifferente.

Insomma quando un amministratore locale deve prendere in considerazione questa opzione, dovrebbe essere ben consapevole dell’azione di tutti questi fattori poiché a fronte di pochi posti di lavoro creati, si va incontro a forti speculazioni edilizie e sui terreni, al degrado ed abbandono dei borghi antichi (esclusi anche dai flussi turistici) ed ad un generale impoverimento economico e culturale del territorio. Vi sono poi una serie di implicazioni molto più subdole che deve essere tenuta ben presente…

martedì 24 giugno 2008

RUFENO BIFOLK FEST: 27,28 e 29 Giugno

Riporto il seguente comunicato stampa


RUFENO BIFOLK FEST: I PIU' GRANDI ORGANETTISTI ITALIANI INSIEME PER TRE GIORNI il 27,28 e 29 Giugno 2 CONCERTI GRATUITI IL 27 e 28 GIUGNO A BOLSENA E ACQUAPENDENTE (VITERBO)


Rufeno Bifolk Fest -
10 anni di organetto a Monte Rufeno (Suoni e Passi della tradzione Ed. X) Weekend di musica, natura, gastronomia lungo la via Francigena.
Dal 27 al 29 giugno Riccardo Tesi, Totore Chessa, Ciuma, Fiore Benigni, Roberto Tombesi, Pino Pontuali, Filippo Gambetta, Mario Salvi con Raffaele Inserra alle percussioni, parteciperanno, per la prima volta insieme, alla rassegna musicale Rufeno Bifolk Fest, nell’ambito della manifestazione Suoni e Passi della tradizione alla sua X Edizione, nella suggestiva cornice della Riserva Naturale Monte Rufeno (Acquapendente) e lago di Bolsena (VT).

La prima giornata si svolgerà a Bolsena, con workshop pomeridiani presso l’Auditorium comunale e apertura delle danze alle 21 nella caratteristica Piazza San Rocco, dove già dalle 20 sarà possibile degustare prodotti enogastronomici tipici del luogo. Sarà Antonello Ricci a condurre la serata con un ospite di eccezione come Ernesto Bassignano, cantautore e voice del celebre ho perso il trend di Radio 1 Rai. Sul palco si alterneranno artisti del calibro di Totore Chessa (Sardegna), Ciuma (Emilia Romagna), Fiore Benigni e Pino Pontuali (Lazio), Mario Salvi (Puglia), e lideatrice del festival Viola Buzzi col violoncellista Alessandro Filosomi alla performance della prima sera ispirata a briganti e bifolchi della zona. A seguire la giornata del 28, ricca di approfondimenti sullorganetto, si svolgerà in più casali della Riserva Naturale Monte Rufeno ed avrà il suo culmine alle 21 presso il giardino del casale Monaldesca, dove la nottata sarà animata dalle esibizioni di Riccardo Tesi (Toscana), Filippo Gambetta (Liguria), Mario Salvi, Raffaele Inserra (Campania), Roberto Tombesi (Veneto); il musicista Claudio Giuliani accompagnerà Viola Buzzi nella performance che stavolta tratterà di prostitute celebri. Dalle 20 buffet nei boschi e dopo il concerto grande festa a ballo aperta a tutti. Domenica 29 chiusura con Riccardo Tesi e il giovanissimo Filippo Gambetta sui temi dellorganetto nella musica jazz e dautore.

Durante i tre giorni gli appassionati del genere avranno la possibilità di suonare di tutto e di più, di confrontarsi, carpire idee, apprendere segreti dai guru dello strumento attraverso stage, workshop ed incontri pensati in un excursus pratico-geografico a risalire la direttrice Francigena, da Bolsena alla Riserva Monte Rufeno nel comune di Acquapendente. Per il decimo anno Suoni e Passi della tradizione, progetto originale di Viola Buzzi (www.violabuzzi.it), coglie loccasione per unire la passione per la musica popolare a quella per la natura, ai sapori e agli odori che insieme alle note musicali aleggeranno durante il Festival nellAlto Lazio. L’evento è organizzato dall'associazione culturale "I Tusci" di Acquapendente.

lunedì 23 giugno 2008

Micro Forces


In these posts I often focused my attention towards capacities and adequacies of local institutions in planning and managing processes of local development. I strongly believe that these capacities at micro level are key factors to concretely determine quality of life of local communities: in Italy local institutions are the only possibility people have to stay in touch with politics because macro level is likely to be completely taken apart from the reality of common people being only capable to interpret the pushes and needs of powerful forces which have no interest in pursuing common good. This is particularly relevant for rural communities also because urban realities seem influenced by the same perverse dynamics characterizing national politics. The possibilities to trigger good models and initiatives are linked to a participatory approach involving local communities as a whole in which local administrators play a fundamental role. At local level the struggle between those mechanisms pervading every aspect of personal and collective life is particularly evident. At micro level the distinct dynamics and logics of “extrapolation” and “interaction” dimensions activate an evident confrontation. The former is directed to transform a person (per-sè / myself) in an individual (no more divisible) that is atomized units, oriented to “utility” and to achieve “success”; within this dimension all the mechanisms useful to put people in competition with each other, to increase instability and insecurity in any kind of relationship, to “instrumentalize” the outside world and Nature, etc. are supported by indicators such as GNP, growth at any costs, productivity, economic competition, etc. In this dimension technologies, fast food restaurants, big outlets and department stores, theme parks, Playstation, mobile phones, TV and so on have a central role also because they provide and translate a sound imagine of efficiency and success. The “interaction” sphere involves persons who act mainly to achieve a mutual reciprocal understanding; they operate on the base of free actions and on the prevailing of non monetary values over monetary ones. A large part of the problems we have to cope with derives from a remarkable disequilibrium between these spheres: in brief the pathological feature of our present society consists of the colonization of sensitive aspects of our everyday life (mainly the sides characterized by communication and sentimental links such as the family or friendship) by “extrapolation” systems based on success and efficiency and the prevalence of “results” (a product deriving from an action) over impacts (modification of the context produced by results). It is not possible to evaluate a family or a group of friends in terms of efficiency or success: the unavoidable result is their failure because a family or a group of friends rely on completely different values and principles. The awareness about these mechanisms represents a critical step towards a re-appropriation of our spaces and time: it is necessary that a balance between these dimensions can be achieved at micro level with a widespread support thanks also to small initiatives from those capable to bring people out of their houses in town places and other public spaces to the implementation of small sustainable energy actions capable to stimulate a sense of autonomy and self-sufficiency. This commitment should inspire the design and implementation of local policies also because what is raining from above at macro level (politics, economics, technologies) will be always inspired to “extrapolation” criteria.

Micro-forze


Molto spesso in questi post mi sono concentrato sulle capacità ed adeguatezze delle istituzioni locali di programmare e gestire i processi di sviluppo locale. Questo perché credo fermamente nelle capacità del livello micro di determinare realmente e concretamente la vita delle comunità ed anche per il fatto che oggi in Italia il livello macro appare totalmente separato dalla realtà delle persone e capace solamente di interpretare le istanze di gruppi forti che non hanno interesse alcuno a perseguire il bene comune. Tutto questo è particolarmente rilevante per le comunità rurali dato che le grandi realtà urbane spesso sembrano sottostare alle stesse logiche perverse della politica nazionale. Le poche possibilità che si hanno a disposizione per poter tentare di fare qualcosa di buono è operare a livello locale in collaborazione con le comunità e gli amministratori locali (quando si ha la fortuna di incontrarli) di buona volontà. Proprio a livello locale si scontrano in concreto tutti quei meccanismi che alla fine pervadono ogni aspetto della vita personale e sociale e piegare gli stessi percorsi di sviluppo. Proprio a livello “micro” si scontrano in modo evidente le distinte logiche e dinamiche che fanno capo alla dimensione dell’ “estrapolazione” e quella dell’ ”interazione”. La prima mira a trasformare la persona (per-sé) in individuo (non più divisibile), ovvero delle unità di misura atomizzate, orientate al conseguimento del “successo” e dell’utilità; all’interno di questa dimensione tutti i meccanismi finalizzati a mettere in competizione le persone le une con le altre, la precarietà di ogni forma di rapporto, la strumentalizzazione del mondo e della natura, ecc… vengono supportati da indicatori quali il PIL, la crescita ad ogni costo, la produttività, la competitività economica, ecc… In questa dimensione la tecnologie, i fast food, gli ipermercati, i centri commerciali, i parchi a tema, la televisione, la Playstation, e via discorrendo la fanno da padroni anche perché danno un’immagine forte di successo e di efficienza. La sfera dell’interazione riguarda dei soggetti che agiscono per ottenere fondamentalmente una mutua comprensione; si agisce in virtù della gratuità delle azioni e sulla prevalenza del non monetizzato sul monetizzato. Gran parte dei problemi che siamo costretti oggi a subire deriva fondamentalmente da un marcato squilibrio fra queste due sfere: in breve l’aspetto patologico della nostra società consiste nella colonizzazione della vita quotidiana (quella in pratica caratterizzata dalla comunicazione e dall’interazione come ad esempio la famiglia) da parte di sistemi di “estrapolazione” fondati sul successo e sull’efficienza, sul risultato (prodotto scaturante da un’azione) e mai sull’impatto (modificazione del contesto da parte del risultato). Come è possibile valutare una famiglia o un gruppo di amici in termini di efficienza e di successo? Quando efficienza e successo prevalgono all'interno di queste realtà allora l'esito inesorabile è appunto il fallimento della famiglia e del rapporto di amicizia poichè le loro logiche si ispirano a valori completamente diversi che non hanno niente a che vedere con il successo e con l'efficienza. La consapevolezza dell’azione di questi meccanismi rappresenta già un passo importante per la ri-appropriazione del proprio tempo, dei propri rapporti e dei propri spazi: è indispensabile che il riequilibrio fra queste due dimensioni possa realizzarsi a livello micro con un sostegno molto ampio (creazioni di reti relazionali e affettive di persone in opposizione all'individualità) grazie anche a piccole iniziative da quelle capaci di riportare le persone nelle piazze e negli spazi pubblici fino alla realizzazione di piccole realtà energetiche sostenibili (micro-eolico, fotovoltaico per le strutture pubbliche, micro-idroelettrico, ecc...) che non hanno un solo valore "ecologico" o energetico dato che stimolano il senso di autonomia ed autosufficienza. Questo impegno deve ispirare la messa a punto e la realizzazione delle politiche locali dato che tutto quello che ci viene offerto dal “macro” (politica, economia, tecnologie) sarà sempre ispirato a criteri di “estrapolazione”.

giovedì 19 giugno 2008

Local Economy


Local development is based on growth processes not only in economic parameters, but primary in those parameters related to the quality of life of local communities through positive relations among endogenous resources (human, environmental, economic resources): in particular, various forms of richness deriving from such a process must remain within the territory rather than dispersed away. In addition, local development cannot be linked to activities generating impacts only in one economic sector but they must contribute to the development of an area as a whole. When travelling in many rural areas in Italy I often realize that these rather obvious concepts are absent in the decision making processes and however not well understood causing a continuing erosion in the territorial resource base and an extreme weakness of the initiatives locally made and locally operating. A normative confusion, an ossified bureaucracy, inefficient and incompetent local administrations, difficulties to access to credit, strong competitive pushes among different groups, individualism and apathy make the starting up of new activities extremely difficult and sometimes impossible. Notably, a scarce or the lack of a development culture in many local administrators (confusing often a village festival with a real territorial promotion, or confusing folklore with tradition and so on) may waste a large amount of financial resources in very expansive and low or zero and even negative impact actions. A real local development requires sound ethic foundations and cannot be achieved without a deep culture and awareness of the territory as a network of environmental, cultural and economic resources. It requires also a participatory approach in decision making processes, competent and efficient local institutions, transparency in procedures and above all a strong feeling of cooperation and solidarity among local agents. Frequently positive models may be activated by few motivated individuals who may trigger innovative processes and “domino effects”. For example buying local products, usually vegetables and food products rarely available in supermarkets because small scale productions, implies, together with a reduction in transportation costs and in pollution emissions, a reconstruction of the linkages between food producers and food consumers. In addition the euros spent in local products may re-circulate within the same local community. These circuits may also stimulate the development of local enterprises in handicraft, small scale industries, services, small restaurants and local tourism. So we cannot wait for a "miracle" from the above or for the others' intervention. An effective local development strategy thus doesn’t mean the selling of villages and territories to the best offer, but a valorisation of present and tacit potentials of local systems and the richness of the peculiarities and specificities of rural areas also on the base of our personal direct involvement and committment.