lunedì 11 giugno 2012

Selezione Avversa

Ho letto con grande interesse questo articolo apparso su  MicroMega. Non posso che condividerne i principi e l'impianto generale. Del resto ho ripetutamente sostenuto su questo blog i costi e la devastazione causati in Italia dalla "selezione avversa" puntualmente messa in atto dalla politica nostrana e da tutti i cosiddetti "poteri forti" che gravano su questa sfortunata terra. 

Per questa ragione, al di là delle polemiche e delle modalità con cui vengono a galla, guardo con simpatia a tutti quei movimenti che di fatto si comportano come granellini di sabbia capaci di inceppare i meccansimi perversi del sistema sclerotizzato che attualmente dirige e gestisce la cosa pubblica in Italia. La presenza di figure che non conoscono o non capiscono le regole del gioco sono in grado di rimettere tutto in discussione ed aprire la strada ad un processo di cambiamento reale.

Forse ciascuno di noi potrebbe, nel proprio piccolo, agire come un granellino di sabbia, rifiutando vecchi schemi e prassi e rimettendo tutto in discussione

venerdì 8 giugno 2012

Misteri Vaticani

E' un periodo in cui mi trovo ad affrontare una serie di problemi di salute piuttosto complicati. Pertanto riconosco di non avere le idee del tutto lucide. Mi si perdonerà quindi se in questo post mi lascio un po' andare a delle riflessioni così, a ruota libera. 

Proprio durante questi giorni di malattia e confusione, ho cercato di seguire le fila dei vari scandali e scontri che stanno investendo, per l'ennesima volta in verità, il Vaticano: spie, fughe di notizie, contrasti all'interno dello IOR, cocnflitti all'interno delle gerarchie, lotte per mettere le mani su strutture sanitarie ed altrettante strutture sanitarie facenti capo al Vaticano sull'orlo del crac...

Seguendo queste notizie, ad un certo punto mi sono quasi bloccato su un pensiero fisso: ma chi è questa gente? A nome di chi gestisce un simile potere economico e politico? A che titolo gestiscono tutta questa rete di potere? Perchè la politica italiana teme così tanto il Vaticano da non sfiorarne mai gli interessi? Perchè mai dobbiamo ancora tollerare questa gente che è oltretutto completamente ostile alle donne? Da dove vengono? Dove diavolo vanno a parare?

Detto per inciso, la parte temporale del potere della Chiesa è quella che più facilmente riesco a comprendere: è una struttura di potere che si è sviluppata in modo parassitario dallo sfacelo dell'Impero Romano d'Occidente e che da allora, quasi in modo mafioso, ha costituito uno "Stato nello Stato". Anche se non capisco perchè nel XXI secolo dobbiamo in Italia ancora tenerci questo residuo del crollo dell'Impero Romano, diciamo che posso far passare il tutto spiegandomi la cosa in questi termini: il Vaticano è uno Stato straniero che, non capisco il motivo, esercita delle interferenze pesanti nella vita politica italiana. Un po' come gli USA alla fine della II guerra mondiale. Solo che continuo a non capire il perchè di tutte queste interferenze e perchè gliele lasciano fare: sulla scuola, sul testamento biologico, sulla fecondazione assistita, sull'IMU, sulle coppie di fatto, sui matrimoni omosessuali, sulla TV...

La parte che mi sfugge del tutto è invece quella cosiddetta spirituale. Ma chi diavolo sono queste persone che dicono di parlare a nome di Dio? Ma stiamo scherzando o diciamo sul serio? Insomma c'è della gente a Roma, tutti uomini - le donne sono escluse, barricata dentro un'enorme basilica (tutto ciò che la chiesa ha costruito l'ha di fatto realizzato distruggendo tutto il resto), che ritiene di avere l'esclusiva sulle questioni spirituali e religiose di tutti noi, individui, famiglie e comunità intere. Ho provato a seguire una di queste granndi adunate: francamente di spiritualità e ritualità ne ho vista pochina. Mi è sembrato piuttosto di assistere ad una gigantesca rappresentazione teatrale, una farsa anche recitata male...

Ripeto: non sto del tutto bene. Ma se penso al Vaticano, al potere della chiesa, all'enorme quantità di denaro che gestisce, rimango spesso interdetto e senza parole.  Non li capisco questi uomini, non capisco quello che fanno, non capisco quello che dicono. Non capisco cosa vogliono. Non capiscono a cosa servano...

Vedo francamente una totale inutilità di tutto questo. Con una notevole dose di irrazionalità, La chiesa mi sembra uno scatolone vuoto, uno scatolone però ingombrante, inutile e anche pericoloso. Non credo che se si togliessero di mezzo o quantomeno svolgessero un ruolo esclusivamente religioso (come fanno altre confessioni) finiremmo tutti fulminati dal cielo.  

Ovviamente non nego l'importanza della spiritualità e del sentimento religioso per l'esistenza di ciascuno di noi, ccredente o non credente. Al contrario. Ma proprio perchè ritengo essenziale questa sfera, mi chiedo: abbiamo proprio bisogno di questo mostruoso apparato di uomini in nero per guardare a Dio? Pensano che siamo dei bambini stupidi? E dobbiamo ancora permettere oggi nel 2012 che costoro considerino le donne individui di serie B? 

(Qualcuno mi spieghi perchè una donna non può officiare una messa, diventare vescovo o papa: è una cosa semplicemente pazzesca e ridicola...)

Non sarà che il vero volto del Vaticano sia solo lo IOR e tutto il resto una misera messa in scena? E' questo che ci indica la storia recente e passata della chiesa? Non è che alla fine una gran quantità di gente si affanna a pregare per ed in una banca?   Non è che a costoro dei cosiddetti fedeli alla fine non importi assolutamente nulla?


mercoledì 6 giugno 2012

A new mentality for local economic development: the REconomy Project

The main emergency we have today to deal with is the creation of jobs and new business opportunities at local level. Bureaucracy, inefficiency in public institutions, offices and agencies, corruption in politics are blocking any concrete possibility to recover local economies. An ineffcient national political class, so sensitive to corruption, is constantly diverting huge economic resources which could be used to fuel local economies through appropriate investments. A promotion and a sustainable use of local resources (in environmental, cultural, agrofood terms) could be a first concrete step to create new opportunities and conditions for a sound local development. On the contrary nothing is happening: we are living in a condition of absolute inertia.

Local communities should create virtuous local networks based on a new colalborative mentality: today, on the contrary, our communities are insipred by competition, conflicts, particularism. We cannot wait for some help from above which will never arrive: neither Europe nor the central State have any real interest in improving local well-being. They are focused on banks, finance, directorates, offices, special agencies, etc. Local communities and common people have no political relevance... Banks always come first...


We have to built a local economy going beyond, spreads, bonds, futures, derivates, share options, etc. But we must change our way of thinking. Too many people still believe that the only way to gain personal benefits is damagin the others and the entire context where the live or work. Too many people cannot understand that it is possible to create personal wealth also increasing the community and others' wealth through collaboration and reciprocal support. Competition, mistrust and conflict always imply high economic and social costs expecially for individuals, families and communities. Competition, mistrust and conflict is a good business for companies, managers and politicians.

Without this small but critical change it won't be possible to design and create a decent life for ourselves and our communities. We will remain victims of banks, managers, "professors", corrupt politicians.


I've found this interesting website: the REconomy Project. It contains many interesting ideas and suggestions. But what can we do here? How can we translate a good idea into a concrete project? How can we move this immobile context?



Una nuova mentalità locale e comunitaria: REconomy Project

L'emergenza principale che oggi bisogna urgentemente affrontare è quella legata alla creazione di lavoro e di opportunità di fare impresa. La burocrazia, l'inefficienza della macchina amministrativa, il clientelismo, la politica corrotta sono un freno a mano costantemente tirato che impediscono materialmente ogni possibilità di rimettere in piedi le economie locali. Una classe politica nazionale inefficiente in cui molto elevato è il livello di corruzione assorbe e devia enormi risorse che potrebbero essere impiegate per oliare i meccanismi dello sviluppo locale inceppatisi per miopia, incapacità e dolo. Lo stesso recupero del territorio, la valorizzazione delle risorse locali, la promozione del patrimonio culturale potrebbero agire come volano per lo sviluppo di molte aree: quello che si nota invece è una condizione di stallo, di immobilità assoluta, di inerzia.

E' necessario che le comunità locali creino dei sistemi locali virtuosi basati su una mentalità collaborativa: oggi invece è fortissima la spinta alla competizione, al conflitto, al particolarismo. Non si può più aspettare un aiuto dall'alto che non potrà mai arrivare: nè l'Europa, nè il cosiddetto Stato hanno come priorità il miglioramento della qualità della vita delle comunità. Questo è un obiettivo troppo ovvio, troppo semplice: che oltretutto non paga in termini politici visto che una comunità di cittadini non conta "partiticamente" nulla. Banche, assicurazioni, interessi di partito, carriere politiche: questo è il loro obiettivo. 

Bisogna costruire un'economia locale oltre lo spread, i titoli, i futures, i bond, i tavoli di concertazione, le intese programmatiche, gli equilibri fra correnti; lasciamoli perdere...

Dobbiamo però cambiare mentalità: e, almeno per la mia esperienza personale, è qui che nascono i maggiori problemi. Ognuno cerca di conquistare vantaggi per sè danneggiando gli altri e il contesto in cui si trova. Non si riesce ancora a comprendere che è possibile generare vantaggi per sè collaborando con gli altri e creando vantaggi per gli altri. Oltretutto la competizione, la sfiducia ed il conflitto presentano costi enormi per gli individui, le famiglie e le comunità, ma sono un bel business per le banche, le assicurazioni, i manager, i politici da due soldi.

Finchè non scatta questo piccolo, ma gigantesco cambiamento non potremo mai costruire un futuro dignitoso per noi stessi e per le nostre comunità. Anzi continueremo ad essere facili prede per i banchieri e i finanzieri, i manager, i "professori" di turno, gli sciacalli dei partiti, i venditori di spazzole alla TV...

Ho trovato questo interessante sito dove ho notato molte idee e proposte positive: il REconomy Project. Come cominciare nelle nostre comunità? Come passare della buona idea ad un progetto reale concretamente fattibile che non si scontri con un muro di cemento armato di opposizione e di ottusità? Perchè all'estero si organizzano e qui non si riesce a fare nulla? Sono forse io troppo pessimista?

venerdì 1 giugno 2012

Sick Football

I'm not a football fan. I'm a very mild supporter of a football team but I usually prefer to spend a good time with some friends watching on TV a good match. That's all.

The problem today in Italy is how establish how good a football match can be.

Everybody knows that in Italy we have severe ethic problems involving all the sectors and level of the society as a whole. This ethic drift is involving the Vatican so, not surprisingly, it is involving italian football as well.


Again and again, here it is a new scandal...

Of course at present there's a police investigation so no one has been found definitively guilty yet. Nonetheless the sense of disgust is extremely high: at least for me.


All this is disgusting for me just considering how much money italian football players gain and considering the present difficult economic situation for a wide range of people in Italy. We have also so many people in great troubles with the recent hearthquake: in the meantime these individuals have been corrupted for some euros...


Well, I have to say that I can't give my support to the Italian football team because it represents a kind of Italy I deeply dislike, a kind of Italy I'd like to change.

Probably I won't see the next europen football championship. I've so many other interesting things to do...

La cura del calcio

Non sono un fissato di calcio. Sono tifoso ad intensità medio-bassa: seguo una squadra del cuore ma quello che di solito mi preme di più è passare un'oretta e mezza, magari un buona compagnia, per vedere un po' di bel gioco. E che vinca il migliore.

Da quello che sta venendo fuori però, bisognerebbe dire: "che vinca il meno peggio!"

Che l'Italia abbia dei grossi problemi di etica è risaputo e questi problemi investono tutto e tutti. A questa deriva morale non scampa il Vaticano figuriamoci il mondo del calcio. 

Come al solito, per essere politicamente corretti, non offendere nessuno e non rischiare una querela, dico e sottolineo che al momento ci sono delle indagini in corso e chi ne ha competenza appurerà la reale consistenza delle accuse che circolano.

Certo è il senso di disgusto che emerge dal prendere atto di queste notizie è piuttosto marcato. Soprattutto se si pensa a quanti soldi questa gente maneggia alla faccia di milioni di poveri italiani che non sono quasi più in grado di mettere la benzina alla macchina, mangiare decentemente o hanno perso o rischiano di perdere il lavoro. Per non parlare dei terremotati di oggi, di ieri e dell'altro ieri.

Francamente non mi identifico in questa nazionale di calcio. E' la nazionale di un'Italia che non mi piace e che vorrei cambiare. Non tifo per questa Italia: tifo per un'altra Italia che al momento non scende in campo, ma che spero che prima o poi lo faccia. Un'Italia che dimostri più dignità e coraggio e meno tatuaggi e capigliature da modelline. Una Nazionale Italiana dove si parli una lingua italiana grammaticamente corretta e non un'accozzaglia di parole smozzicate affogate in un mare magnum di ignoranza e in un accento simile all'aramaico.

Tanto per cominciare credo proprio che i prossimi campionati europei non li seguirò. Ci sono molte, troppo altre cose più urgenti ed interessanti da fare.

giovedì 31 maggio 2012

La perdita del "buon senso"

Torno a scrivere su questo blog dopo una lunga pausa forzata a causa dell'ennesimo lungo e complicato ricovero in ospedale per gravi motivi di salute. In tutti questi giorni ho staccato la spina da tutto (del resto ero di fatto impossibilitato a fare qualsiasi cosa) e ora tornato a casa per smaltire una lunga comvalescenza riprendo il contatto con il mondo. Sentire le notizie del terremoto sono state per me motivo di meditazione profonda: sempre gli stessi discorsi, sempre le stesse spiegazioni, le stesse discussioni, gli stessi disgraziati che ci lasciano le penne. 

Questo terremoto alla fine è però il pretesto per fare l'ennesima auto-critica...

Quella italiana è una società che ha totalmente perso l'idea del "buon senso": non si vede il buon senso in alcuna condizione e situazione. Non c'è buon senso quando si fanno le cose, non c'è buon senso quando si gestiscono gli effetti nefasti di ciò che si fa senza buon senso...   E' vero che ci troviamo di fronte a catastrofi naturali, ma come sempre, anche in questo caso, si paga il prezzo della mancanza di buon senso.

Ma cosa è questo "buon senso"? Credo che il "buon senso" altro non sia che la capcità di imparare dall'esperienza personale e da quella altrui, la capacità di ascoltare gli altri ed intuire gli equilibri della realtà che ci circonda. Il "Buon Senso" si basa sulla "memoria", sulla disponibilità di informazione e sulla conoscenza e dipende della capacità di mettere da parte ogni fattore che può interferire con l'elaborazione di questa memoria in vista del conseguimento del bene comune. L'avidità è la maggiore nemica del buon senso perchè ottenebra la capacità individuale e collettiva di decidere in modo equilibrato.  

In una terra che ha innalzato l'oblio a stile di vita e di governo non ci può essere buon senso. 
In una terra dove i decisori politici fanno dell'avidità il principio cardine di ogni scelta politica non ci può essere buon senso. 
In una terra dove l'ambiente è considerato lo spazio dove perpretrare qualsiasi scempio impunemente, non ci può essere buon senso. 
In una terra dove il patrimonio culturale è gettato al vento, non ci può essere buon senso
In una terra dove i milgliori talenti vengono frustrati e derisi a vantaggio degli stupidi, dei giullari e dei servi, non può essere buon senso.
In una terra senza coraggio, dignità e senza vergogna non ci può essere buon senso

venerdì 11 maggio 2012

When political myopia kills

The recent municipal elections in Italy have provided some critical directions. Many Italians have decided to vote protest candidates above all from the 5 Star Movement, founded by Beppe Grillo, a political satirist and blogger. Italian political parties have thus lost remarkable support in many cities but they still seem unable to understand such changes. They have no intention to change, non intention to understand, no intention to renounce to their privileges.

Even the highest State insitutions seem to share the same myopia confirming that italian politicians are unavoidably far away from the reality: they are unable to see and manage the change. This is an extremely serious negligence.

Some days ago I have seen on TV a press conference of a greek right wing party. I've been very impressed by it. We in Italy are channelling protests and dissent through a rational, democratic and peaceful movement which is only requring more direct civil participation.


Italian parties and politics are rebuffing such civil political expressions even more frustrating those Italians no longer available to stand sacrifices essentially to finance a parasitical political class. This political myopia could cause even more exasperation and irritation directing such pushes towards more extreme political groups: this is the worst hypotesis I can imagine.


The stupidity, greed, arrogance of the Italian political leaders have not only political, economic, social or ethic implications because they are destroying also the democratic spirit and the public institutions in this unlucky country, We have the responsibility to prevent such fate to be materialized. 

Quando la miopia uccide

Tra una piccola tirata di capelli e una solenne bastonata ce ne corre. Certo è che le recenti elezioni amministrative una piccola lezioncina l'hanno fornita. Non ci facciamo illusioni però: i partiti e la politica cosiddetta "seria" non hanno capito assolutamente nulla. Non c'è alcuna intenzione di cambiare, di recepire le istanze che provengono dai territori, di rincunciare al benchè minimo privilegio. 

La cosa più triste è vedere la stessa miopia sempre dimostrata dai leader, e dai burocrati piccoli e grandi di tutti i partiti italiani, anche nei rappresentanti delle più alte cariche dello Stato. Questa scialba, grigia e trista umanità appare in ritardo con la storia: appare incapace come sempre di prevedere e gestire il cambiamento. E questo è un segno di irresponsabilità molto grave.

Ho visto giorni fa a Ballarò le immagini di una conferenza stampa di un gruppo di estrema destra greco. Sono immagini che fanno pensare. Fanno pensare al fatto che in Italia esiste un movimento che sta canalizzando, condivisibilmente o meno, il disagio di settori sempre più ampi della nostra società. Ma lo sta facendo in modo pacifico, razionale e ragionevole, legittimo ed esigendo maggiore partecipazione democratica dei cittadini e non la devastazione delle istituzioni.

Snobbare in modo arrogante queste forme di espressione politica e partecipativa dei cittadini comunque pacifiche vuol dire da una parte frustrare ancora di più quella parte di società italiana che magari non tollera più angherie, sacrifici e soprusi solo per permettere a pochi privilegiati di vivere alle spalle di tutti. D'altra parte questo atteggiamento miope si potrebbe tradurre in un'esasperazione continua dei toni che potrebbe consegnare questa indignazione a gruppi estremistici: e questa sarebbe l'ipotesi più sciagurata possibile immaginabile.

La stupidità, l'arroganza e la miopia dei leader politici italiani non solo ha quindi pesanti conseguenze di natura politica, etica, economica e sociale ma potrebbe anche portare alla devastazione completa delle istituzioni pubbliche e del senso stesso dello spirito democratico di questo sfortunatissimo Paese. Sta a noi, in quanto elettori e cittadini liberi e consapevoli, impedire che ciò avvenga...

mercoledì 2 maggio 2012

Stupidità Indifferenziata

Da oggi nel mio ridente (si fa per dire: non c'è niente da ridere in realtà) paesello è iniziata la raccolta differenziata del rifiuti con il sistema porta a porta. 

Devo dire che in queste situazioni ognuno mette in mostra il meglio di sè e il grado di intelligenza individuale e collettivo di una comunità viene messo a dura prova. Tanto per evitare i giri di parole, bisogna riconoscere che è caos totale... Le cose si erano messe male sin dalle fasi preparatorie e già da lì si sarebbe dovuto capire quale genio e buona volontà avrebbe ispirato l'intera manovra.  

Tralasciamo il "casino preparatorio": dopo decenni di cassonnetti, abbiamo fatto tutti un po' di pasticci con questi secchi e secchielli colorati, me compreso. Ma, con un po' di pazienza, ci si riesce ad organizzare. Quindi un tantino di confusione iniziale è giustificabile.

Meno giustificabili sono altri atteggiamenti ispirati all'italianissimo "io me ne frego!". Nella fase preparatoria molte persone non sono nemmeno andate a ritirare i secchielli e i bustoni.

Segue elenco dei commenti più gettonati:
  • "A me non me ne frega niente"
  • "Io vado a buttare la monnezza nel paese vicino!"
  • "Ce devono solo provà a farmi una multa!"
  • "Ci mancava pure questa ennesima rottura di coglioni"
  • "Io la monnezza la butto come e dove me pare!"
  • "Io faccio una bella buca in giardino..."
  • "Io butto tutto nell'indifferenzato: come ho fatto sempre..."

Oggi è iniziato il ritiro dei secchielli di carta e cartone e francamente ne ho visti esposti fuori dalle case poco più di una decina. Il comune poi mi è sembrato francamente poco deciso: si è data forse l'impressione di pressappochismo. I cassonetti stradali avrebbero dovuto essere eliminati, invece sono ancora lì e la gente continua a buttarci le buste di spazzatura come se niente fosse: "che te dicevo? E' tutta una fregnaccia!" ha detto un tipo scaricando direttamente dal secchio (senza alcuna busta) il suo pattume domestico. 

Il meglio l'ho visto fare da un mio vicino di casa che non brilla mai per senso civico: ha semplicemente scaricato tutta la sua robaccia per terra, direttamente dalla macchina. Pacchetti di sigarette, bottiglie di plastica, lattine, una busta di spazzatura, mozziconi del posacenere della macchina, un tubo vuoto di Pringles, una scatoletta vuota di mentine: tutto per terra. Uno di questi giorni lo aspetto per coglierlo in flagrante, magari gli mollo pure due schiaffi (metaforici) e, dopo aver filmato i suoi scaricamenti con il telefonino, conto di sputtanarlo sul web: e che cavolo!!!!

Essendo un illuso ed un ingenuo (cose che hanno totalmente penalizzato il mio impegno in politica) conto sul fatto che con il tempo le cose forse si aggiusteranno. Il menefreghismo iniziale forse è fisiologico.

Mi disturba però il fatto che qui tutto quello che viene concepito per il bene della collettività sia visto come un "dispetto": il privato si vede sempre minacciato nei suoi piccoli interessi e il tentativo di vivere in un modo più decente viene considerato come una pesante seccatura: "l'ennesima rottura di coglioni". 

E poi ci meravigliamo che i partiti rubano a mani basse dalle casse pubbliche nell'indifferenza generale: non siamo capaci nemmeno di buttare la spazzatura in un modo intelligente e pretendiamo di cambiare il mondo!